Autore: walter
Data: 04-02-04 19:12
Senz'altro vi erano in antichità cristiani vegetariani (beh, da qualche parte ve ne saranno anche oggi, organizzati in gruppi che non abbiamo mai sentito nominare) , la comunità degli Esseni ne è un esempio ormai noto da qualche decennio (i "manoscritti del mar morto").
E' anche vero che gli apostoli si cibavano tranquillamente di pesce, che tra l'altro Gesù moltiplicò con notevole perizia matematica, ed egli stesso se ne cibò.
Per quanto riguarda il battesimo all'infante, credo in effetti che rientri in una visione "organizzativa" che colpisce tutti i gruppi che divengono "apparati", siano politici o religiosi o qualcos'altro. In sostanza, in nome di un obiettivo si inquina il mezzo col quale lo si vuole conseguire, per poi divenire il mezzo stesso... triste storia che si ripeterà nei millenni. Banalizzando, si costruiscono le prime sedi, poi c'è da pagare l'affitto, e allora tanto vale venderti le riviste per poterlo fare, ma se le leggono in pochi.. beh, semplifichiamo il discorso, spariamoci dentro qualche concetto ripetuto a nastro e tralasciamo la sfera mistica che è troppo difficile da avvicinare.
E così, è molto più facile limitarsi a regalare un bel rosario alla vecchietta piuttosto che spendere tempo ad avvicinarsi alla preghiera del silenzio, approdo mistico difficilmente vendibile. Poi ognuno seguirà le proprie possibilità , certo, ma tagliare di netto la parte scomoda mi pare assai cazzuto.
... Si parla male del medioevo? Almeno allora c'erano menti vibranti che hanno scritto pagine di fuoco, avvvicinarsi e Dio era ritenuto posssibile mentre oggi sembra ci si debba limitare a fare i compiti, e avvennero anche dialoghi tra religioni che portarono per mistici cristiani a posizioni decisamente vicine allo zen, dimostrando che alla radice non c’è contraddizione, un dialogo che è libertà di cammino e nel quale vi rintraccio assoluta coerenza d'intenti.
Divagando, ma non troppo, credo che tra un alto mistico orientale ed un alto mistico cristiano non ci sia davvero differenza, se non nella scelta di una strada che gradualmente viene spogliata di orpelli, man mano che lentamente e faticosamente ci si avvicina al motore immobile. Mai abbastanza, mai del tutto.
Sulla valenza politica del celibato per il religioso ho invece qualche perplessità , nel senso che Cristo ha costantemente affermato qualcosa come "chi segue me deve abbandonare ciò che è del mondo". Qui si apre uno scenario assai vasto che è in antitesi col comune sentire dell'attuale società , fatto sta che la rinuncia a sé per avvicinarsi a Dio (e quindi anche la rinuncia alla trombathio, o del cercare realizzazione in un’altra persona tralasciando la sorgente) non è cosa nuova. Poi, che ci sia stata anche una valenza politica non lo escludo, semplicemente non lo so, ma certo non quella soltanto.
|
|