Autore: Strymon
Data: 09-12-04 19:31
Certi pensano che la notte vada presa come viene…io sono tra quelli e sto bene!
So che in un anno ci sono 365 giorni, mi è stato insegnato come funziona il tempo, chi l’ha deciso e chi ha scritto il nostro attuale calendario. Ho studiato le fasi lunari e il tempo che ci mette la Terra a girare intorno al Sole. So che un bambino dovrebbe dormire dieci ore a notte, una modella minimo otto. Io non prendo solo la notte come viene, anche la vita. Se mi arrabbio, sto male dentro, te ne parlo e non ti accorgi di quanto sto male. Tutte le giornate le accetto da quando apro gli occhi a quando li chiudo, non le rifiuto, non mi oppongo, non faccio resistenza. Lascio che le emozioni mi investano in pieno, mi lascio contaminare dagli sbagli degli altri, ne faccio qualcuno anche io, di nascosto, faccio finta di niente, mi sciolgo in lacrime e lascio che le lame dei sensi i colpa mi trafiggano più e più volte, senza scansarmi, senza tentare di salvarmi dai loro veementi fendenti. Quando combatto uso spade di petali di rosa, le tengo stringendo le spine tra le dita, perché fare male è sbagliato, e così mi punisco per non imporre a qualcun altro il dovere di farlo, magari vuole uscire a divertirsi e non prestare attenzione all’appuntamento serale con una ragazzina incurante dei bisogni altrui, così egoista e spietata, meravigliosamente inconsapevole di quello che fa. Sono anche fin troppo consapevole delle mie emozioni, dei miei pensieri, non so mentirmi, non ne ho voglia. Meno consapevole, lo so per certo, lo sono verso le mie azioni. Non mi prendo il disturbo di controllare troppe volte l’orologio, né di scrivere accuratamente gli impegni sull’agenda. Tutte le tue provocazioni scivolano nell’oblio, le dimentico, mi convinco di averti dimenticato. Purtroppo sei al centro dei miei più attivi e frementi pensieri, che scaricano esorbitanti quantità di energia sui miei polsi, che pattinano veloci sul foglio. Pensieri taglienti che mi sfregiano il cuore, li lascio marcire su pezzi di carta che non ho il coraggio di buttare via, come non ho il coraggio di liberarmi dalla tua prigionia. Le catene che ho hai piedi e alle mani sono un piacevole metodo di oppressione. Autolesionismo gratuito. Se poteste capire quanto è difficile sopportare questa situazione. Almeno quanto tentare di rompere il lucchetto che mi tiene ferma contro questo muro grigio, umido e chiazzato di muschio.
Scusate, ma avevo bisogno di buttarla da qualche parte.
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