Autore: LeGoLaS_fAoL
Data: 21-05-04 16:09
Una Volpe, decaduta ma di nobile famiglia, se ne va per strada rimuginando tristi pensieri: - Ma guarda qui, una volpe come me, così sveglia, intelligente, cosi « bene » e con la pancia cosi vuota! E dover anche far finta di nulla per non sfigurare nel mio ambiente!
In quel momento però, alzando gli occhi, vede pendere proprio sopra di lei un bel grappolone d'uva, bianca, lucida e succosa che, muovendosi piano al venticello autunnale, sembra chiamarla: - Psss, vieni, prendimi, mangiami... La Volpe si sente l'acquolina in bocca e incomincia a fare dei balzi disperati per afferrare il grappolo e papparselo. Quel grappolo, però è più in alto delle sue possibilità e cosi la poveretta, forse anche indebolita dalla fame, non riesce a raggiungerlo.
Alla fine stufa, sudata, con un palmo di lingua fuori, la Volpe decide di lasciar perdere. Voltandosi, però, vede con la coda dell'occhio un Coniglio che la sta osservando malignamente.
- E no, - pensa - mica posso perdere la faccia con quel pettegolo del signor Dentoni - e, ad alta voce, fingendo di rivolgersi aI1'uva, aggiunge: - Non ti voglio, grappolaccio! Sei verde come un ramarro e devi essere tanto agro che mi si allegano i denti solo a pensarti. Sarai buono forse per animali di seconda categoria; per scoiattoli, per conigli e roba simile, non per un palato fine come il mio. Pfui!
E, tanto per darsi un contegno, va via continuando a spiccare grandi balzi!
Morale: Chi finge di disprezzare ciò che non riesce ad avere si copre di ridicolo come la volpe di questa favoletta
Sicuramente l'avrete riconosciuta, è la famosa favola de "La Volpe e l'Uva" che purtroppo troppo spesso viene dimenticata
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