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 l'altro da me che era me
Autore: greenie 
Data:   16-02-03 09:16

Il mio rapporto con l'altro da me che era me non è problematico perchè gli riconosco l'oggettivo fatto che era me.
Spero che ognuno, ogni giorno, si approcci con l'altro da se che era in se ed accetti con serenità questo atto evolutivo.Ognuno ha piacere nella creazione di questo altro da se anzi, è stato scientificamente riconosciuto un piacere nell'atto del distacco che definirei catartico e creativo-evolutivo.


So però che alcuni non sentono questa esigenza che io vivo ogni giorno e creano dentro di se delle barriere,si induriscono dentro,situazioni da cui ci si stacca prima o poi con molto dolore in questi casi, a volte anche lasciando delle ferite dentro di noi che ci fanno sanguinare.Altri chiedono aiuto all'esterno per facilitare questa evoluzione; non sono d'accordo con l'abuso di questo aiuto perchè ognuno di noi deve trovare dentro di se la forza per sugellare questo distacco e l'aiuto credo sia deleterio alla lunga.

Perchè non accettarlo?Io credo fermamente che sia nella natura delle cose anzi, vorrei invitare chiunque a rilassarsi all'atto del distacco da ciò che diventa altro da noi e che prima era in noi ; a volte alcuni hanno una frenesia tutta particolre , per contro ,in questo distacco.......In parte ovviamente questo dipende dai nostri imput a priori che sono alla base del processo della crescita, a volte solo dall'ansia........


Invito caldamente all'esercizio quotidiano (quando ci si sente pronti , mai forzare i nostri ritmi vitali )con una respirazione ritmica, profonda , lenta e cadenzata di fronte una finestra rigorosamente aperta, con la visualizzazione di ciò che si sta creando al di fuori di se , ovviamente seduti e rilassati e soprattutto nella creazione di un angolo apposito nella casa dove poter entrare in contatto con l'altro da se che era in noi, il suo riconoscimento non traumatico e il suo distacco con serenità.

Io alla fine visualizzo sempre una cascata che lava ogni traccia di ciò che ero ed era in me che catarticamente mi ricongiunge con una nuova immagine di me, più leggera e felice.

Credetemi , questo è lo spirito della crescita e dell'evoluzione


 Re: l'altro da me che era me
Autore: walter 
Data:   16-02-03 10:00

Son d’accordo anzichenò.
D’altra parte lo stesso Platone non potè che riconoscere ed ammettere in sè una traccia divina di cammino evolutivo, nel momento in cui osservava il sé-risultante dal distacco del sé-digerito, fatto proprio ed espulso in loco domestico o non. Sia esso latrina o siepe, poco cambia, se non per la disponibilità della cascata esteriore ed interiore cui fai riferimento.
Allora non esistevano i cellulari né “Penthouse†o “Playboyâ€, quindi Platone o chi per lui ben pochi motivi avevano per distrarre il proprio io dall’ “io-fuiâ€, oggetto amico e sorridente che ti osserva dal proprio trono più in basso collocato.
Ragazzi e mamme, padri e nonne, non abbiate paura di nominarla invano perché l’invano non sarò mai troppo o sufficiente a compensare secoli di colpevole silenzio.
Ricordate ed insegnate, saggi uomini di generazioni passate, che essa vi ama, nutri i vostri campi e disegna ciò che fu il nutrimento dei vostri corpi, e anche se non lo sapete voi amate lei, che mai vi ha fatto del male se non involontariamente
…lei era in voi ma – permettetevi- anche voi siete in lei, che non vi somiglia se non nel territorio della non-fisicità, dove tutti noi ameremmo ritrovarci un giorno. Si, quel giorno, in quel luogo dove il corpo più non è. E forse , chi lo sa, troveremo altro modo per espletare in amicizia tutti insieme, magari cantando l’inno nazionale o la sigla di Mazinga.
Tra l’altro, è evidente a molti che l’atto dell’espulsione amica è atto di gioia e d’amore. Il vostro fratello bi-chiappa posteriormente posizionato ne è consapevole e non ama che voi lo disconosciate, parlatene perché esattamente come voi merita considerazione e rispetto.
..E allora da dove esce quello stupido detto “..la tal cosa.. la tal canzone… mi fa cxxxare� Non sapete cosa dite, amici, è solo un complimento.
Potremmo anzi aprire un piccolo e serio dibattito sulle modalità di svolgimento, magari con relativi dettagli sulle abitudini di personalità note quali Maria Grazia Cucinotta, Federico Salvatore, Leone di Lernia, Italo Calvino, Cleopatra, Roberto Rossellini e Tony Esposito.
Che ne pensi, Greenie?


 Re: l'altro da me che era me
Autore: greenie 
Data:   16-02-03 12:27

Mio amico Walter, cosa ne penso?

Penso che nessuno abbia mai disegnato l'altro da se che era in noi con una efficacia così coinvolgente e sincreticamente intesa nella esplicitazione della semplicità del gesto corale e democratico, perchè questo è un dato di fatto, l'altro da se che era in noi è democratico

come sempre risvegli in me ricordi sopiti nell'oblio conoscitivo.

due parole......Platone e il mito della caverna.
perchè l'uomo entra e poi esce dalla caverna?cosa lo spinge dentro e poi fuori se non una necessità compulsiva della scoperta dell'altro da se che era in se originariamente?La visione dell'altro da se che era in lui che avviene nella caverna o fuori, a seconda dell rapporto uomo metereologia,non è forse la chiave del pensiero filosofico del mondo antico?
Tu sottolinei una parte importante del rapporto platonico che si instaura tra l'io e l'io fui e cioè il sorriso dell'io fui che però platone(ahi ahi ahi)platone non vive come oggetto come suggerisci tu, ma come entità parlante e con la quale ci si confronta; ti ricordi il dialogo tra platone e nicia in proposito del daimon?E del suo anemos(letteralmente il vento, il profumo termine da cui deriva anima)? Cosa non è se non l'affermazione di un riconoscimento ontologico dell'io fui?

so che la tesi è controversa e che la scuola del bauhman la avversa come fosse una mera evacuazione dell'io fui dall 'io sono ma non dimentichiamoci la diatriba medioevale in merito al suo corpus.......anche se l'identificazione cattolica col concetto di daimon e demone ne giustifica l'allontanamento dalla nostra cultura e l'iscrizione nell'albo del peccato e del tabu lessicale.

d'altro canto hai ragione sul fatto della felicità del gesto.
Non posso ricordare le memorie delle dame della corte di versailles che , notoriamente priva di luoghi di meditazione sull'io fui, erano costrette alla petit promenadenei vasti giardini pur di poter entrare in segreto ma gioioso contatto con l'entità dell'io fui ,il che sottolinea come nei paesi d'oltralpe la liberalizzazione filosofica illuministica aveva già spazzato via parte delle incrostazioni che avevano decretato la perdita dello sviluppo delle interpretazioni del linguaggio dell'io fui, che ci rimane codificato a tratti solo con la scrittura cuneiforme.
Quindi l'ostracizzazione è stata un retaggio puramente legato al nostro milieu storico .

ma nulla è perduto completamente; l'istinto è in noi e la visione dell'io fui è salutare in questo senso e non dispero sulla possibilità di nuova codificazione delle modalità espressive dell'io fui anche con l'ausilio della colorimetria.
La gamma dei colori caldi, il giallo il rosso il marrone passando per il terracotta, il bruciato per raggiungere il verde a tratti in un mix mai causale ma con un rapporto piuttosto stretto tra causa ed effetto non ricorda forse le scale cromatiche dei miglioir artisti del passato e del presente?
E cosa dire della molteplicità delle forme?I nostri ex noi sono poliedricamente intesi nel raggiungimento di una liberazione delle pulsioni e quindi realizzano forme pure, intatte attraverso le quali la visione registra le vere spinte pscicologiche prive della settorialità educativa impostaci o da forme precostituite.Non esiste mai nessun nostro ex io uguale per forma e colore ad un altro nostro io fui............

lo so , la mia attività visiva mi riporta sempre alla pittura e alla scultura, ma io trovo ovunque tracce dell'io fui nell'arte e nei migliori artisti ancora di più , tanto che credo che essere artista significhi anche entrare in un rapporto più confidenziale col proprio io fui e apprenderne il linguaggio universale, non credi?

per ora il rapporto che ho instaurato col mio ex me si svolge in lunghe conversazioni con lui.
Io parlo con lui e lui anche parla a me , in uno svolgimento lineare dal punto di vista strutturale e lessicale che a volte mi lascia stupito per la sua immediatezza e molto soddisfatto.Ovvio che non è un rapporto sempre facile, ma la gestione è sublimata dalla interattività reciproca.


io credo poi in una mia teoria a proposito delle grandi personalità e cioè nella proporzionalità diretta tra la grandezza dell'io sono e dell'io fui.
Cioè più si è ,più anche non si è e quindi proporzionalmente io consiglierei come analisi psicologica la visione e la registrazione quantitativa del io fui come specchio diretto della profondità dell'io sono e delle sue sensibilità.
Ovvio che è solo una mia teoria, sei libero di dissentire, ma tu, walt, cosa ne pensi?


 Re: l'altro da me che era me
Autore: Sylesia 
Data:   17-02-03 07:25

scusate se mi intrometto, ma vorrei capire una cosa...
per il mio ex...l io fui, o come lo volete chiamare....esattamente cosa intendete...?? poi lo collegate a Platone (intendete motivarlo attraverso la reminescenza?).... non capisco...forse sarò stupida...
ma se nn rikordo male, questo non si rifaceva alla dottrina delle idee korrelata alla metempsicosi??
Infine a vostro parere,per ritrovare il nostro ex io, bisognerebbe praticare delle tecnike di respirazione simil yoga??
di conseguenza...il vostro approccio, del nostro ex io, è molto spirituale kon sfaccettature divine...?


 Re: l'altro da me che era me
Autore: Sylesia 
Data:   17-02-03 07:33

scusate se sn fuori posta, ma ho letto solo il primo post e velocemente il sekondo...quindi skusate ankora


 Re: l'altro da me che era me
Autore: Sylesia 
Data:   17-02-03 07:34

FUORI PISTA!! SKUSATE ANKORA, SARA' LA FEBBRE!!! °_°


 Re: l'altro da me che era me
Autore: greenie 
Data:   17-02-03 09:10

......ma no cara, non ti scusare walter ed io volevamo allargare il discorso in senso corale, quindi sei la benvenuta............

si vede che ti stai preparando ad entrare in contatto con il tu fosti e questo non è meraviglioso?io ripeto il contatto, come ho detto almeno una volta al dì per evitare gli indurimenti in me.

La respirazione calma e rilassata di fronte ad una finestra rigorosamente aperta è di fondamantale rilievo per eludere l'anemos del tu fosti, capisci?anche se credo che in questo si perda parte del contatto.

il mito della caverna platonico è sì alla base della metempsicosi..e noi infatti stiamo parlando di una metempsicosi, di una trasmigrazione corporea dall'io fui all'io sono ma lo abbiamo ampliato.Mentre in Platone si va dall'io fui all'io sono e solo in questo senso, noi lo intendiamo anche come dall'io sono all'io fui,cioè nel senso opposto, cercando di trovare un contatto con l'io fui una volta avvenuto il distacco e non immaginando il lavaggio dell letè e dell eunoè , i fiumi catartici che suggellano l'oblio del io fui.
Noi cioè crediamo(plurale meiestatis , ma credo di interpretare anche il pensiero di Walter)nella necessità di un senso diretto e inverso nel rapporto tra l'io fui e io sono( e non solo in un senso, come Platone) e nella liberalizzazione gioiosa del contatto corale di tutti i nostri noi fummo con i noi siamo...............

Prova anche tu la tecnica della respirazione profonda , prova anche tu l'ebrezza del sorriso del tu fosti, stabilisci con lui un contatto non solo visivo colorimetrico ma anche verbale..........questa è l'evoluzione antropologica , introspezione esoterica, dove esoterico io lo intendo con il suo significato etimologico come' elemento di interiorità' cioè il nostro noi fummo.


Grazie Sylesia .


 Re: l'altro da me che era me
Autore: Culfinwen 
Data:   17-02-03 09:47

Ragazzi...;) i miei complimenti per la profondità!!Siete grandi!!
Baci baci:bryo10)


 Re: l'altro da me che era me
Autore: greenie 
Data:   18-02-03 00:10

è vero, culfi, questa è una cosa che nessuno ha mai fatto qui.....

siamo dei pionieri in questo campo, siamo dei precursori e che non si sono ispirati al famoso film pink flamingos(che pure è incentrato sull'io fui in modo impressionante) ma che hanno tratto l'io fui dal di dentro dell'io sono e l'hanno reso manifesto sublimandolo....

Mia cara a mica,ti offro , in segno di amicizia ,una prugna, il frutto che simbolicamente abbiamo scelto come rappresentativo del distacco dell'io fui dall'io sono.


 Re: l'altro da me che era me
Autore: greenie 
Data:   18-02-03 01:43

ora che il mio fui sta premendo in me per distaccarsi ho avuto una ispirazione......


UN INVITO A TUTTA LA CHAT


ragazzi , incontriamoci in e al posto di fare una marcia per la pace( che lascia il tempo che trova)organizziamo un SIT IN sul tema ''io e l'altro da me che era in me''.
Prometto sin d'ora posti a sedere comodi per la meditazione sul distacco dell'io fui e di convogliare tutte le nostre esperienze al centro della sala con opportuni mezzi di comunicazione, con conseguente catalogo della sessione meditativa ampiamente illustrato in relazione ai singoli contributi personali.
Ognuno sarà fotografato durante l'espletamento della funzione come partecipante attivo e gioioso accanto al proprio lui/lei fu.
Il catalogo della sessione rimarrebbe come pietra miliare della storia psicologica dell'analisi del profondo.


 Re: l'altro da me che era me
Autore: Sylesia 
Data:   18-02-03 09:28

riguardo il tuo progetto, io ci sto...dipende però dal luogo ove si vorrebbe fare

greenie ... allora...ecco la risposta alla domanda ke mi feci...

....aria calda e fredda che mi avvolge .... fuori e dentro...
......colloquio mentale......
diversi tipi di visualizzazione....
...purificazione...benessere...conoscenza


 Re: l'altro da me che era me
Autore: walter 
Data:   18-02-03 10:02

oh.. fantastico, si...un grande dibattito sotto la bandiera della non appartenenza! a lode del canto libero del corpo, esperienza potenzialmente meditativa, tutt'altro che spicciola ma vero confronto col sè, sempre nuovo e ciclicamente gaudente.

d'altra parte anche yeats scrisse una poesia nella quale diceva più o meno "hanno rubato al mio canto il suo mantello dorato... lasciate che sia, perchè ci vuole più coraggio a camminare nudi"... ed è proprio l'essere nudi che vogliamo nella ricerca della verita!vero greenie? vero amici?

e allora viva innanzitutto la pacificazione interiore, quando Lindo ferretti dei CSI cantavi "tu quietami i pensieri e il canto/ in questa veglia pacificami il cuore"... Si, amici, la pace del singolo dalla quale risulta la pace collettiva, solitamente richiesta prima di aver fatto i conti col "sè stesso".

E l' IO FUI ha senz'altro in questo un ruolo determinante, perchè colpevolmente estromesso dal dibattito privato e pubblico, ignorato e colpevolizzato, relegato (nonchè indubbiamente equivocato) in battute da caserma ricche di povertà interiore.

greenie, hai parlato a nome anche mio e bene hai fatto, nel tuo penultimo ed anch'esso puntuale intervento, un foglio preciso e senza equivoco.
trovo preziosa Ancora (con l'accento sulla prima a) di dibattito lo scenario che prospetti! in nome dell'Amore, dell'Uomo, della Vita, gioiamo tutti insieme, nel bosco o dentro casa, seduti e meditativi nel distacco dall'Io fui!
il Sit in, occasione comunitaria e idealistica, è terreno fertile ed alternativo ad altre proposte o manifestazioni limitante in partenza. Si... non certo irrilevanti ma mancanti dell'elemento più vitale che è in noi!

il nostro discorrere è senz'altro pioneristico, lo ammetto anch'io- L'affrontare con gioia è serenità l'attività più travisata da sempre è pioneristico, coraggioso.... si, la magnifica occasione fornita dal distacco gioioso dell' io fui, dal fratello che saluta, dal dirigibile interiore, dall'elemento "anch'esso uomo", figlio e padre d'altri figli e fiori e prati...

non credete però, tu greenie - e voi tutti amici e compagni di rito quotidiano - che prima di convogliare a giusto SIT IN (questo si rivoluzionario e libertario in senso stretto), con occhiali da sole, fascie in testa, qualche "yeah" ed impugnando le giuste prugne, sia innanzitutto necessario ampliare ulterioremente e rendere ancor più accessibile l'oggetto del contendere?

E allora a questo scopo ecco un mio piccolo contributo: ho infatti riflettutto su un possibile rapporto tra l'io fui- o anche il "sè digerito", come io amo chiamarlo - e l'ARTE.
A mio parere infatti ben pochi hanno sinora intravisto uno scopo direi primordiale nell'elemento del Sè Digeritò. Esso può essere infatti efficacemente utilizzato nell'espressione creativa, nella pittura, nella scultura, e perchè no nell'arredamento. immergere il proprio io fisico nell'io fui e trarne gioiose forme, espressione diretta dell' "io sono" - in barba a Shakespeare e ai suoi dubbi amletici, ormai superati dalla nostra fertile discussione - è cosa buona e giusta. gridiamo "amen" tutti in coro, e immergiamoci, in esso: il viso, i piedi.. le mani, le mani che sono descrizione e creazione! poniamole ora sulle tele, sulle pareti, che siano le nostre forme a parlare, la creatività senza catene, l'urlo ancestrale dell'uomo metafisico e metà-fisico a dire la propria!
Oh.. che gioa, riempite i muri, le strade, le pareti, fate ritratti, decoratevi il viso, fatene unguento e balsamo presioso, gemma naturale del creato, orgoglio innalzato a dignità e parola!

D'altra parte, miei cari, vi rivelerò dell'altro: il Sè digerito è talmente influente nella storia dell'arte, anche se censurato da stupide barriere autoinnalzate- da soggiacere nascosto e palpitante non solo nella cultura cosidetta "alta", ma anche in ambito popolare... la nota canzone interpretata da Rita Pavone, si.... "Viva la pappa col pomodoro", è in realtà sottile allusione all'utilizzo dell'io fui, ....all'epoca infatti si è abbastanza ingenuamente ritenuto di celare il vero messaggio del brano, quando invece l'inghippo è evidente fin dal titolo, crudamente scoperto a sguardi più accorti.. viva la pappa? ahahahah, e vabbè, diciamo così.

Anche "Alla fiera dell'est" di Branduardi nasconde uno stralcio segreto, mai reso noto se non ai pochi ricercatori del vero. il saperlo non è questione di merito, ma di - seppur parziale- casualità. La versione colpevolmente censurata ed insegnata alll'asilo a molti di noi, in realtà è priva della strofa:

E venne il toro
che alzò lo sguardo al cielo
e all'improvviso
il prato ricamò

"Ricamare" è qui espressione evidente dell'efficacia lirica del bardo.. ma Il verso venne giudicato troppo ermetico, e non in sintonia col resto del brano, al quale si sarebbero inoltre dovute apportare successive modifiche.. ma siamo sicuri che la verità sia solo questa? e se ci fosse dell'altro? paura? censura di stampo piccolo-borghese? timore del buio? timore di porre i piedi dove non si dovrebbe? assenza di spray al gelsomino? sarebbe bello discuterne, e chissà.. anche se è improbabile, un intervento di Branduardi stesso nel Sit In sarebbe esplicativo in merito, essendo anch'esso artisticamente accomunato a tutti noi dalla necessità del gioioso rito quotidiano.

Grazie dell'attenzione, so che leggete con avidità e vi nutrite di parola e amore. e scusate eventuali imprecisioni e povertà lessicali, ho scritto molto in fretta... un saluto, e a presto miei fratelli di tana. e ricordate di accendere la luce, anche la giusta direzione ha la sua importanza.


 Re: l'altro da me che era me
Autore: greenie 
Data:   18-02-03 12:27

Walter, amico mio...non ho parole per descrivere il piacere privato che provo nel leggere le tue parole.Il tuo approccio artistico, quasi naif e selvaggiamente sincero e libero mi fa inchinare innanzi al tuo genio


Nella private room, vero gabinetto meditativo, ove il trono che in inglese viene descritto attribuendogli l'appellativo di closet a sottolineare la chiusura che noi stiamo a piccoli passi demolendo, mi inebrio delle tue parole e immagino scenari di incontri corali e comuni liberatori.


Le femministe negli anni 70 bruciavano i loro reggiseni come simbolo della liberazione dalla cultura maschilista che le costringeva alla forma strizzata del corsetto col ferretto; perchè non organizzare anche noi un falò, che so io , ..........di quel foglio poeticamente leggero e sottile( quale neppure il grande bardo ebbe mai ad usare)usato per cancellare da noi pudicamente ogni traccia dell'io fui reinventandolo in fine pirotecnico ,per suggellare la liberazione del tabù del nostro noi fummo?

Di riflesso anche la nostra già disastrata economia ne trarrebbe indiretto vantaggio.
Il PIL, Prodotto Interno Lordo, è una costatazione oggettiva , ontologica del carattere del noi fummo, in senso etimologico.C'è molta dietrologia nelle analisi economiche; perchè non fare del dietrologismo sul noi fummo che già di per se è dietrologico?

Le iniziative proponibili a questo punto sono molteplici: ogni città dovrebbe avere una piazza con un monumento RIGOROSAMENTE bronzeo che rappresenti l'io fui.
Ogni scuola dovrebbe introdurre a livello di programmi ministeriali un'ora settimanale psicoterapica in un laboratorio opportunamente attrezzato con stazionamento in posizione meditativa non frettolosa per la rivalutazione dell'io fui.
Lo yoga aiuta molto in questo senso ; la posizione del loto con le gambe incrociate mi pare la migliore sebbene possa anche suggerire la verticale a testa in giù come alternativa avanzata di meditazione sull'io fui al fine di sfruttare a pieno l'effetto gravitazionale.

Perchè non lanciare una linea di profumi dedicati all'io fui?
La moda abbonda di bellezze cachettiche e diafane che esalterebbero la leggerezza dell' atto liberatorio e del contatto con l'altro da se che era in se.

e poi uno sguardo alla alimentazione del se; se, banalmente , noi siamo ciò che mangiamo, anche il nostro noi fummo lo è, in un rapporto ben più soddisfacente di quello semplice della causa effetto.
Penso alla discussione che ieri ho avuto con Dienes, altro GRANDE cultore e MAESTRO della materia dell 'io fui nonchè grande ispiratore del momento annunciativo del distacco nel suo stato di aggregazione gassoso.


Dunque amici, uniamoci in questa grande fase meditativa e che possa a tutti essere di aiuto la nostra sentita riflessione nell'inebriarsi del suo contatto e che la vera arte sia da tutti fruita quale elemento armonico di avvicinamento libero da complessi alla nostra interiorità ormai esteriore.


 Re: l'altro da me che era me
Autore: ..... 
Data:   19-02-03 12:45

Se intendete porre la cosa sul piano prettamente artistico, qualche traccia del profetico intento è già riuscita...
Basti pensare che nel lontano '61 (credo di non sbagliarmi perchè all'epoca non avevo ancora avuto i natali....eheheh!) nella compassata Tate Gallery di Londra, è stata esposta la famosa "Merda d'autore" di Piero Manzoni, eloquente quanto singolare espressione del sè corporeo del suddetto, in scatola.
Ma non va escluso l'artista d'Oltralpe, Arman che, nelle sue "Accumulazioni", ha riempito tele "vomitando" (in senso lato) su di esse grandi quantità di colore, in nome del "Nouveau Realisme".
Ma se ancora non bastasse esiste una nutrita bibliografia in materia (!) , tra cui un piacevole testo di Guido Viale dal titolo eloquente "Un mondo usa e getta - La civiltà del rifiuto e i rifiuti della civiltà".
E' un quadro sinottico sulla catarsi del rifiuto.
A buon intenditor....




 Re: l'altro da me che era me
Autore: NiNa SiDHe 
Data:   19-02-03 14:31

Non mi permetto di intromettermi in conversazioni cosi' importanti perchè non mi sento all'altezza,pero' devo almeno dirvi che siete magnifici!


 Re: l'altro da me che era me
Autore: greenie 
Data:   20-02-03 07:38

Salve a te, quadruplo punto.In effetti hai ragione.Piero Manzoni nel suo Merde d'artiste o Kunstersheisse del 1961 fece scalpore col concetto in base al quale tutto è arte e nulla lo è, nella dissoluzione dei canoni estetici di validità e nell'affermazione del solo riconoscimento dell'opoera d'arte nel suo isolamento. In effetti questo distrugge il concetto di opera d'arte come espressione unica e irripetibile di un autore e della valutazione positiva del fruitore, soggettivando il tutto in modo impressionante.

Tuttavia, già Duchamp nel 1917 , con la sua ''Fontana'' , un orinatoio di ceramica bianca smaltata capovolto su un piedistallo di legno aveva già toccato queste corde critiche.

In realtà a me pare che qui il discorso si stia sviluppando in una direzione distinta e più ampia.Dove il Manzoni e il Duchamp l'opera d'arte è qualsiaisi cosa che viene isolato e distanziato, l'altro da se sublimato, qui noi non cerchiamo l'isolamento delll'altro da noi ma la compenetrazione, il contatto verbale ed empatico considerandolo come parto asessuatoe asessuante nella connotazione dell'attore.

Vorrei sottolineare la democratizzazione dell'atto artistico e non la necessità di evitare l'empatia individuale tra fruitore e opera d'arte come invece ha fatto Warhol.

Purtroppo vedo molta difficoltà da parte di tutti i fruitori del forum a parlare liberamente dei propri alter ego.....credo che ci siano degli indurimenti in atto nel sito e di questo mi rammarico.......non so..non vorrei aver fallito nell' intento.........


 Re: l'altro da me che era me
Autore: walter 
Data:   20-02-03 09:42

..."indurimenti in atto nel sito"? interessante, fratello green, interessante.
e allora, poche parole prima di fuggire ove il quotidiano mi chiama, promettendo a voi ansiose menti fre-menti di nettare e parola, di tornare non appena possibile, soddisfando le numerose e pressanti richieste.

dopo aver letto con interesse il breve resoconto d'arte "interiore" (più che ma) di cui sopra, dopo aver apprezzato l'intervento della vivace lettrice misteriosa e sorella di evacuazione, vorrei però precisare che ciò che greenie ed io ci sia augura è un territorio - reso fertile da amore ed Altro - ove l'arte cresca rigogliosa nutrendosi non di contrapposizioni tra ciò che viene ritenuto "ufficiale" e ciò che invece viene denominato "cacca", nel risultato e nel Mezzo (soprattutto quest'ultimo)... prospettiamo piuttosto l'utilizzo dell'altro da sè nell'arte come inevitabile e serena conseguenza creativa della presa di coscienza che auguriamo al mondo.

Uomo evoluto che ti siedi col sorriso, e con affetto saluti il tuo "altro" e ad esso parli, ....serviti di tutto ciò che il mondo offre per esprimere il tuo magico cerchio d'arte, di tutto, di tutto, non per provocare, no... Ma perchè ora completo è il tuo tratto, esattamente come lo sei tu!
prepariamoci allora all'epoca dell'evoluzione rendendo rispettoso omaggio al quotidiano rito, attribuendogli dignità e rispetto, e che egli cresca in noi come noi in lui.
a presto, ad altri sviluppi.... coraggio greenie, siamo sulla strada buona


 Re: l'altro da me che era me
Autore: mmm...... 
Data:   21-02-03 07:30

..ma io mi chiedo...
tutto ciò...nn vi sembra abbasta utopico..
ovvero...un cammino una crescita individuale universale...
l uomo che empatizza con il suo io fui...konseguendo magari ad un io futuro..(...).... penso che venendo a contatto e alla compenetrazione dell io fui, sia inevitabile, dopo, ma anke nell atto, un confronto con quello che è ex io e io ora (se cosi possiamo definirlo) portando ad un io futuro, prodotto di questo avvicinamento e fusione estremamente intima, la quale a mio parere può rivelarsi negativa o positiva a seconda di ogni piccola e minima sfumatura del io ex-ora, d ogni singolo individuo e penso che ciò, si possa collegare al "non voler parlare liberamente del proprio alter ego" .. l alter ego viene frenato in buona parte dai costumi, dalla società, dagli skemi trasmessi (...)
il "far uscire" il proprio alter ego...non penso sia sempre positivo, anzi, credo che possa rivelarsi in alcuni casi, nel peggiore dei modi.
a mio parere, credo che l arte sia un mezzo, uno strumento di partenza, un aiuto se kosi posso definirlo, estremamente spiccante e ingegnoso, che permette al singolo individuo di avvicinarsi ad esso nel modo piu elegante e fine possibile.


 Re: l'altro da me che era me
Autore: greenie 
Data:   21-02-03 11:04

mmm..., vedi, il problema è che molte persone si rifiutano categoricamente di confrontarsi con il loro altro da se che era in se e lo rifiutano attribuendogli ,per converso ,l'appellativo di rifiuto di se

per ciò che attiene poi l'invito ad evitare il distacco dell'alter ego, ecco, io la definirei una naturale legge di natura piuttosto incontrovertibile.

Piuttosto, che ne pensate di quelle persone che sono solo altro da se e non se stesse?chi è solo altro da se che era in se e non è più se stesso è una figura che ha seguito il distacco così fedelmente che alla fine non è più in grado di ritornare in se e rimane in una fissità statica.Questo mi pone allora delle domande; la nostra ricerca di contatto con l'altro da se è intrappolante?nasconde cioè una trappola da cui, una volta caduti, non riusciamo più a riemergere o chi decide di essere altro da se lo fa consapevolmente?


 Re: l'altro da me che era me
Autore: sherardia 
Data:   21-02-03 11:31

io devo confessare la mia abissale ignoranza in materia,non ho fatto studi filosofici,e altri problemi nella vita mi hanno portato sempre lontano da questi pensieri,ma siccome non è mai troppo tardi,vorrei veramente capirci qualcosa ankio,pertanto farò domande ke molto probabilmente vi sembreranno stupide,ma per imparare bisogna chiedere.
dunque,cosa s'intende per l'io ke fu? è forse quella parte di noi ke ci lasciamo alle spalle con il tempo,vale a dire in ogni attimo vissuto cè un nostro io? e se è così,allora ogni secondo e ogni minuto è una vita a sè già passata alla quale però possiamo fare riferimento tutte le volte che vogliamo?un continuo confrontarsi con i noi stessi già vissuti?oppure siamo noi a non essere unici ma composti da almeno 2 entità che potri definire razionalità e istinto,2 entità ben distinte ma complementari,in grado però se vogliamo di separare e a cui fare riferimento ogni volta che il nostro stato d'animo ne sente la necessità?mi viene in mente una cosa a riguardo,forse è vramente banale e nn c'entra niente,ma lo kiedo lo stesso:il nostro cervello è come si sa diviso in 2 parti,una appunto ke elabora in modo razionale e l'altra ke agisce d'impulso,di solito sono in equlibrio queste parti,cioè nessuna delle 2 prevarica l'altra,con l'io ke fu,è questo ke si fa? cioè permettere all'una o all'altra parte di agire indipendentemente a seconda del nostro stato d'animo?per quanto riguarda l'arte,è un artista solo quello ke sa estrapolare l'istinto ,il suo sentimento e lo modella in forme, colori e quant' altro?dando spazio cioè a quella parte di sè ke non sempre tutti riescono ad utilizzare?
spero di avere delle risposte,anke se immagino vi avrò fatto ridere con queste domande sciocche,però vi sarei grata se vorrete aiutarmi a capire.
grazie
ciao
sher


 Re: l'altro da me che era me
Autore: sherardia 
Data:   24-02-03 13:09

capito,vi state talmente sganasciando dalle risate ke non riuscite più a riprendervi......ohh volete un bikkier d'acqua?...ok ok,mi ritiro in buon ordine e prometto ke me ne starò buona buona,se vorrete continuare a scrivere vi leggerò soltanto senza fare nessun commento.
ciao a tutti
sher


 Re: l'altro da me che era me
Autore: greenie 
Data:   26-02-03 01:31

No sher......mai riso alle spalle degli altri..........


 Re: l'altro da me che era me
Autore: sherardia 
Data:   26-02-03 11:52

PERO' NON HAI RISPOSTO ALLE MIE DOMANDE!!!!!ACC........................
MA Dì LA VERITà,SON DAVVERO TANTO INGENUE?NON STO SCHERZANDO,VORREI SAPERNE DI PIù DAVVERO,PERCHè VEDI,IL PARLARE CON ME STESSA E SOPRATTUTTO CON QUELLA CHE ERO,IL RIVIVERE O MEGLIO L'ANALIZZARE COSE GIà FATTE ESPERIENZE GIà VISSUTE, MI RIESCE FACILE E LO FACCIO SPESSO,E SPESSO è PROPRIO L'ALTRA ME CHE MI DA LE RISPOSTE CHE CERCO.....NON SO, FORSE NON è PROPRIO QUESTO CHE VOI INTENDETE...................


 Re: l'altro da me che era me
Autore: walter 
Data:   04-03-03 07:38


Sherardia, permettimi di supporrre che tu non abbia letto tutti i messaggi della discussione. in alcuni è infatti evidente quale sia nel concreto l'oggetto del dialogo, l'io fui che era me, ed ora più nn è se non in eventuali canali sotterranei.

A ciò aggiungo rattristato una certa delusione per il mancato intervento dei fruitori del forum, tutti potenzialmente interessati al dialogo, dato che qui di BISOGNI si tratta, nient'altro che questo, sono bisogni veri e propri che ci riguardano dall'interno.

In libertà, poi, mi permetto inoltre di fantasticare su un ipotetico e magico accumulo di bisogni individuali, che nella mia visione andrebbero a costituire un unico grande oggetto fisico-filosofico da contemplare e capire, e - perchè no - ammirare tutti insieme, mano nella mano, in diretta televisiva mondiale a reti unificate come per lo sbarco sulla luna.

mmh.... secondo voi quale sarebbe il paese più adatto ad ospitarlo?


 Re: l'altro da me che era me
Autore: greenie 
Data:   04-03-03 12:08

l'idea non è malaccia, walt.........


un paese selvaggio, molto naive ,una giungla , una foresta...............piene di.......... di......................di cacatua , di .............di cactus.................sì,andrebbero a pennello credo.............................


o sulle rive del Titicaca.........posti meravigliosi, magici.........



........evocativi ..................


................stimolanti............


dove lasciarsi andare e ricercare i nostri ex noio accumularli, come suggerisci tu..............che te ne pare?


 Re: l'altro da me che era me
Autore: sherardia 
Data:   06-03-03 14:31

bene signori,arriviamo al nocciolo,scusatemi per quanto sto per dirvi,e spero non ve la prendiate.Credo che nonostante il discorso sia interessante,voi avete a mio avviso,sbagliato nello proporre,caro Walter,mi stupisco ke ti stupisci,non dimenticatevi che siete su un sito che tratta gnomi folletti e fate,perciò,chi viene qua ha voglia di divagare con la mente anke e soprattutto in maniera semplice e interessante,voi avete fatto sfoggio di una notevole padronanza di linguaggio,non cè ke dire,ma avete reso questo argomento troppo didattico,hai ragione Walter,non ho letto tutto e sai perkè? perkè mi sono annoiata,sembrava di leggere un trattato filiosofico,non siete riusciti a coinvolgere le persone,capisco che non sia facile visto l'argomento,ma sta proprio qui il bello,cercare di attirare l'attenzione senza annoiare.Certi discorsi se trattati in modo accademico,difficilmente possono interessare,è ovvio ke parlo per me,ma da quanto ho visto,la partecipazione è stata scarsa,credo ke la cosa migliore sia quella di impostare l'argomento in maniera differente.
scusatemi ancora,ma ki mi conosce sa ke dico sempre quello ke penso.
seidan a tutti
sher


 Re: l'altro da me che era me
Autore: walter 
Data:   07-03-03 10:45

Greenie, apprezzo molto e condivido gli scenari che tu dipingi, potenzialmente atti ad ospitare ben altro tipo di dipinto, reso ancor più fertile dallo stimolo cui tu accenni.
Però, immagina, io aggiungerei un’altra possibilità: immense zone all’interno di aree urbane ad alta densità di popolazione, che ne so.. New York, Los Angeles… naturalmente qualcuno ci rimetterebbe, qualche sfratto, qualche terreno espropriato per la Causa, famiglie invitate a trasferirsi a Singapore, ma non mi si venga a dire che un mero e bieco interesse personale può essere posto sullo stesso piano del magnifico gioire cui ci rivolgiamo… pensa che gaudio, l’immenso accumulo splendente.. nonne commosse che si avvicinano a baciarlo, ragazzini che di nascosto ne rubano un pezzetto, bimbi che giocano a disegnarci le faccine… oh la bellezza dell’umana creatività!
Accenno a queste città perché mi sembrerebbe, al pari della bellezza offerta dagli ambienti selvaggi, incredibilmente efficace il contrasto/abbraccio tra la C del cemento e la C della.. concretezza dell’io fui.

Cara Sherardia, l’obiettivo mio e di Greenie non era certo quello di “attirare l’attenzione senza annoiare†.. Dai per scontato che debba essere così, ma non è certo una verità dalla quale partire. Ci sarà certo chi si annoia, e chi non si annoia, e non è la quantità dei non-annoiati a stabilire la validità della discussione.
Da un punto di vista generale, credo che modificare il linguaggio per rendere più accessibile il contenuto equivalga spesso a tradire quest’ultimo.
Nel nostro caso, in realtà, proprio ciò che tu definisci un ostacolo, cioè il linguaggio che abbiamo utilizzato, ha rappresentato per me è Greenie un fattore indispensabile alla realizzazione di queste pagine. Se tu avessi colto lo spirito della cosa - e se non l’hai fatto certo non ti critico per questo, ci mancherebbe – ti renderesti conto che non avrebbe avuto nessun senso parlarne in altro modo.
Dici inoltre che la partecipazione è stata scarsa…io non lo direi, come per tutti i messaggi ad un certo punto il dialogo si spegne, è normale. Oltre a me e Greenie hanno detto la loro altre persone, ed una di queste in particolare credo si sia abbastanza divertita a leggere quanto scritto, e a scriverne.

Da parte mia, Greenie, penso che potremmo anche rendere esplicito l’oggetto della discussione, credo che la cosa abbia fatto il suo corso. Te lo chiedo perché sei tu che hai inaugurato il tutto. Che dici?

distinti saluti


 Re: l'altro da me che era me
Autore: greenie 
Data:   07-03-03 11:54

ehhhhhhh,che dire............

beh sì, sher, hai ragione e per il fatto del linguaggio annoiante mi assumo completamente ogni responsabilità.Potevamo partire dal post di Walter e non dal mio ,che era indigesto e duretto.


Poi, sai sher, la finalità non era '' troviamo il modo di aumentare il numero di interventi che così sulla schermata del forum accanto al titolo c'è il numero di interventi più alto e siamo sempre i primi in classifica''........

nè Walt nè io siamo esibizionisti fino a questo punto, ma piuttosto indolenti e ironici............;il piacere è stato tutto nel discettare dei cacatua del lago titicaca che portano prugne agli astanti in cerca di liberazione degli altri da se , nelle nonnine che baciano l'accumulo generale di altri da se e i bimbi che se ne prendono un pezzetto come rivalsa per lo sfratto da los angeles(che non sia questo che si attendono allora? che cioè il fantomatico THE BIG ONE non sia un terremoto ma un enorme .....liberazione mondiale, roba da guinness?chissà se qualcuno non sia già in classifica...), nel citare manzoni e la merda d'artista(più chiaro di così....), duchamp e la fontana,platone e la caverna,il regista john waters(il cognome era indicativo, non trovi walt?)e il suo film Pink flamingos(ove alla fine il/la protagonista mangia l'altro da se del cane),le modelle cachettiche e diafane e le dame della reggia di versailles.........e correlare le diverse fonti in un unico organico discorso di base e ti assicuro, spassosissimo per noi due.

Io posso dire quello che ho provato; attendevo i post esilaranti e finissimi, eleganti, mai scadenti , estremamente invidiabili per lucidità , intelligenza e capacità descrittive(sei un genio, Walt) di Walt e contemporaneamente pensavo, nelle giornate, a elementi riconducibili al discorso di base da poter introdurre nei miei per poter almeno reggere al confronto.....una vera ossessione stimolante......, credo di aver stazionato più a lungo nel mio luogo meditativo a parlare con il mio altro da me interrogandolo e cercando di carpirne i segreti.

certo, ammetto che se ci fosero stati allargamenti corali sarebbe stato meglio

ma chi se ne importa?

ci siamo dilettati e divertiti lo stesso, almeno noi due e permettetemi una botta di sano egoismo ogni tanto.

sì, direi walt che ora sia il caso di introdurre concretamente l'oggetto del contendere e dato che ho iniziato per primo...........tocca a me credo....


L'altro da noi che era in noi e che, una volta che si è distaccato da noi ,è fuori da noi, ciò che abbiamo invitato a contemplare e su cui meditare a finestra aperta,ad accumulare gioiosamente in un sol loco e a cui inneggiare la canzone di anna dai capelli rossi '' Nelly nella valle dei noccioli'' tenendoci per mano................non è altro se non

la :p


( rimarrà un mistero?per gli intelligenti (etimologicamente inter lego, leggo tra le righe)e sagaci no............ chi non vuol leggere non credo arriverà mai alla fine dell'intervento, e perchè allora far scoprire questa chiave di gioia e di nobiltà? la gioia e la nobiltà sono una scelta , dopo tutto...........nè +, nè- come la scelta di leggere e di capire)


 Re: l'altro da me che era me
Autore: walter 
Data:   07-03-03 19:42

ehi green, nel tuo messaggio hai parlato di "...ciò che abbiamo invitato a contemplare e su cui meditare a finestra aperta.." beh, ti devo dire che mi sono piegato sul tavolo, ehehuhuhu..ehm.. voi no?

per il resto, per quanto riguarda i complimenti che mi rivogli - aggiungendo che buona parte potevi conservarla per te stesso - come tutti noi stupidi uomini mi ritrovo a gloriarmene, goffo e tronfio come un beota...che vuoi fare, pur essendo bellissimo e affascinate ho anch'io i miei difetti.

premesse parte, devo dire che col senno di poi non posso che condividere la tua conclusione:

"......chi non vuol leggere non credo arriverà mai alla fine dell'intervento, e perchè allora far scoprire questa chiave di gioia e di nobiltà? la gioia e la nobiltà sono una scelta , dopo tutto...........nè +, nè- come la scelta di leggere e di capire)"

il concetto è ineccepibile,

ancor più fiero e tronfio posso aggiungere che si è trattato senza dubbio di una discussione fondamentale per la coscienza collettiva, per la planetaria evoluzione, un'occasione unica che offrirà sviluppi pari solo all'invenzione dell carta igenica.

saluti in quantità, con evacuante affetto


 Re: l'altro da me che era me
Autore: FdL Jack 
Data:   09-03-03 09:17

Non mi sono soffermato a leggere ogni singolo post il tempo necessario a comprenderlo e ad assimilarlo, per mancanza di tempo direi, quindi il mio intervento si limiterà a un messaggio in chiave dettato dall'impulsività di ciò che l'io fu avrebbe definito "colpo di scena".
Ne deduco dagli scritti che i vostri studi hanno sondato chi più chi meno testi in chiave filosofica forse tralasciando ciò che il vostro stesso pensiero non riusciva a chiarificare per ragioni puramente occasionali.
La mia natura è filosofica in quanto ricercativa ed enigmatica e mi spinge seppur nell'ignoranza di testi già vissuti da altri simili a comunicare i miei studi al pari di un Platone o un Nice e non per boriosa malinconia ma per il semplice fatto che non miticizzare alcun personaggio sta alla base delle mie espressioni.
Sono daccordo con te fratello Greenie sulla tua spinta purificatrice nei confronti dei tuoi simili a seguire ciò che l'io fu e l'io sarà sottolineando l'esercizio di comprensione degli stessi e di rinascita in ogni singolo momento di vita, sono daccordo sul pensiero di apprezzamento di ogni singola parte e di ritorno ad essere ma credo fermamente che non bisogni evolversi nell'io prossimo semplicemente nella speranza di poter comprendere meglio gli altri o sfuggire ad una comprensione da parte degli stessi.
Credo che l'unica ragione corretta che spinge le tre entità ad evolversi in ogni istante, purificandosi nell'introspezione e assumendo forme ogni volta più complesse sia quella della comprensione delle stesse e della ricostruzione ad ogni tratto dei propri limiti e confini.
Tutto ciò che resta per quanto interessante all'occhio vigile del filosofo non posso considerarlo evolutivo per se stessi ma come fenomeno di studio da parte di altre entità.

Grazie dell'attenzione.


:bryo6) :bryo6) :bryo6)


 Re: l'altro da me che era me
Autore: greenie 
Data:   09-03-03 11:18

....mi lasci a bocca aperta..............

introduci una nuova visione ,,,,,l'io sarà......questo apre nuovi orizzonti,fdl, nuove prospettive.......



GRAZIE


non osavo sperare in tanto.Una simile osservazione è degna di un esser che si purifica ogni giorno.


 Re: l'altro da me che era me
Autore: sherardia 
Data:   09-03-03 14:25

bè,una cosa forse l'ho capita,la chiave di lettura per ciò ke scrivete è la stessa per " IL PENDOLO DI FOCAULT" di UMBERTO ECO.
vista così è già tutta un'altra cosa...................perciò,ok per le dame di versailles,per la merda di manzoni,e aggiungo per le orecchie tagliate di LIGABUE E VAN GOGH..............................


 Re: l'altro da me che era me
Autore: sherardia 
Data:   09-03-03 23:24

.........OVVIAMENTE ANTONIO LIGABUE,IL PITTORE.


 Re: l'altro da me che era me
Autore: walter 
Data:   15-03-03 04:12

Ho avuto modo di imbattermi in alcune edizioni del "pendolo di focault" di Eco, ed avendone meticolosamente saggiato le caratteristiche fisiche, la corposità nonchè la struttura stessa della pagina, posso dire che - in questo senso - senz'altro vi è attinenza tra l'io fui e l'opera in questione.
Direi che la stessa potrebbe senz'altro collegarsi al processo di purificazione, che necessariamente deve avvenire dopo il distacco dallo stesso. Al fine quindi di conferire all'opera di Eco il valore che le spetta, invito tutti a servirsi del "pendolo", delle sue pagine e del suo contenuto affinche esso incontri - opportunamente utilizzato e fatto nostro - l'altro da sè, che nelle sue ultime fasi di sopravvivenza prima del definitivo distacco necessita di una sorta di fisico incoraggiamento pel giungere al termine dell'operazione.
Non è certo l'unica opera potenzialmente atta alla modalità di cui si parla, ma è comunque un esempio pertinente.
Forse lo stesso Eco ha coscientemente voluto che quest'opera avesse in sè determinate caratteristiche, lui stesso .- nonostante ne sia l'autore - potrebbe senz'altro farne uso... o forse immaginava già che dopo averlo letto, molte persaone avrebbero ritenuto opportuno invitare lo scrittore ad un ripetuto espletamento, ad un ripetuto e gioioso distacco.

saluti


 Re: l'altro da me che era me
Autore: blueFairy 
Data:   18-03-03 11:43

questa discussione è senz'altro degna di nota, se posso permettermi...profonda, incredibilmente originale e deliziosamente irriverente...mi dispiace solo di non averla letta prima...

credo di non aver mai accettato l'io che fui, o se non altro tendo a dimenticarlo non appena lo abbandono, ma del resto devo ammettere che è un argomento attuale e che si dovrebbe trattare in modo più ampio ed approfondito...del resto, chi di noi non si è mai liberato dell'altro da sé? accettiamolo, amiamolo, poiche come la fenice che rinasce dalle proprie ceneri, noi tutti risorgiamo dall'altro da noi o da ciò che hanno lasciato gli altri che ci hanno preceduto...tutta la natura, rigogliosa e apparentemente eterna deriva da ciò che noi lasciamo ogni giorno e che cerchiamo di lavar via con quella cascata che green visualizza e che io, invece, evito di guardare(paura di me stessa? mah...)...ma, in ogni caso, è un lavaggio solo apparente, poichè l'altro da sé che abbandoniamo scivola via silenzioso per posarsi in altri lidi...lontani...qualcosa che è cresciuto dentro di noi e il cui abbandono ci ha inebriati...come odiarlo? come vergognarsene? grandi monumenti e manifestazioni in piazza, trattati filosofici, film e mostre d'arte...pubblicità e prodotti che portano il profumo del nostro Noi passato...bell'idea, ragazzi...

quello che posso dire è che chi ha letto solo qualche messaggio credendo fosse suficiente per capire, non può aver colto il senso profondo di questa lunga e interessantissima dissertazione, che probabilemente non ho colto nemmeno io, ma che mi ha toccato nel profondo, poichè è proprio nel profondo che risiede l'altro da me che devo ancora abbandonare per trovare una me stessa più lieta e leggera...

volevo aggiungere soltanto un'ultima cosa, che non ha a che fare direttamente con la liberazione dell'io che fu, ma che ha carattere più generale: spesso, le grandi opere d'arte, o comunque l'espressione della grandezza, non è comprensibile ad una prima lettura né necessariamente divertente...è necessario pensare, per capire, e cercare la Verità al di là dell'amenità di un discorso...la conoscenza è un processo lungo, difficile e spesso noioso e le opere più grandi della letteratura mondiale sono spesso mattoni illeggibili, anche se questo non significa certo che siano relegati in un angolo polverosi ed inutilizzati.
questo argomento richiedeva un certo tono, proprio per mantenere l'originalità, evitando una volgarità facile e gratuita, e il mio umile parere è che questi due meravigliosi autori non avrebbero potuto trovarne uno migliore.
Sher, da quello che ho letto mi sei sembrata una persona intelligente e curiosa, e sono convinta che, se avrai voglia di leggere tutto, ti farai grasse risate come ho fatto io, e ti sentirai anche un po' arricchita dentro (e te lo dice una che più pigra non si può!!)

grazie per avermi permesso di dire la mia su questo argomento eterno ed universale.
Blue
(ps: ciao wall!! un bacio speciale!)


 Re: l'altro da me che era me
Autore: greenie 
Data:   19-03-03 09:44

cara amica ed estimatrice
compagna di liberazione e di avanzamento culturale(anche se in questo caso non si tratta di cultura in senso stretto di acculturamento ma di sturamento)..........


un inchino a te e un invito....

diamoci la mano e cantiamo in coro bertoldo , bertoldino e cacasenno nella valle dei prugni in fiore, in attesa di un rigoglioso raccolto in due tempi, verde e personale ,in un campo ove il grano , l'orzo , e la senna crescono rigogliosi ,ove le fave verdeggiano tra le onde dei campi coltivati......


 Re: l'altro da me che era me
Autore: BlueFairy 
Data:   19-03-03 14:21

oh caro fratello di torture e sollievi,
accetto con calore e trasporto la mano che mi porgi, riservandomi unicamente di sperare che non sia la stessa che ha rotto il proverbiale papiro su cui, lungi dal voler nettare i resti dell'altro te stesso dal tuo corpo, hai scritto con sangue e dolore il verbo dell'alta unione con l'io che fosti, o che sei e quindi sarai...

il mio umile occhio umano non può che sognare verdi e lussureggianti lande, amene foreste, valli odorose e immensi templi in cui le masse s'incontreranno per gioire del loro distacco, in comunione perenne e devota alla nuova arte del Vero...Cornucopie ricolme del Frutto Proibito riempiono gli altari destinati alla Nuova Unione...meditazione e magia nella semplicità dell'essere che ci accompagna...nuovi, strani profumi si mescolano alle essenze d'incensi, mentre splendidi uccelli volteggiano, posandosi qua e là a simboleggiare il passaggio del rito da un adepto all'altro, come uno scettro di comunione e d'amore fraterno...e così, come l'usignolo è l'emblema della poesia e la colomba della pace, splendidi CACATUA volteggeranno sui nostri capi chini nello sforzo della meditazione e della separazione dal nostro io che se ne va. Il loro emblematico nome perderà presto la vocale finale, che si trasformerà in un grido di battaglia e amore insieme e che ci unirà ancora di più nell'estasi della meditazione...liberi, finalmente, dalle pesanti catene che menti puritane e borghesi ci hanno legato attorno alle membra assetate d'eterno...il Vero era così vicino e nessuno se n'era mai accorto...

(...e, oserei aggiungere, alla faccia della New Age)

B.




 Re: l'altro da me che era me
Autore: walter 
Data:   19-03-03 15:37

un saluto speciale anche a te, blue


 Re: l'altro da me che era me
Autore: viviana 
Data:   20-03-03 07:47

Cari Walter e Greenie, vi ho letto con piacere stupita (ma perchè mai poi?)
della profondità delle cose che scrivevate, ammetto che per carenze di studi classici è stato difficile capire le sottigliezze filosofiche e le citazioni, che ho trovato comunque stimilanti, e nella mia pochezza vi posso dire che l'esercizio di cui voi parlate , per da molto tempo è istintivo, una specie di percorso alla scoperta del mio io più profondo per espandermi poi nel far parte di quello che io sento come il respiro cosmico, la grande energia che fa pulsare l'universo di cui facciamo parte.
Ho le tto tardi i vostri interventi, ma mai come in questi giorni di guerra, sarebbe davvero utile creare una corrente mentale positiva , che riesca in qualche modo ad unirci e a farci credere in un futuro migliore. Scusate la banalità di ciò che ho detto, ma tacere era impossibile vi ringrazio per quanto avete donato di voi a tutti


 Re: l'altro da me che era me
Autore: greenie 
Data:   20-03-03 08:50

...continueremo a farlo, vivi, per il bene di tutta l'umanità, nella speranza che questa nostra catena che ci unisce tutti possa avere uno scopo ultimo, creare un monbdo migliore e più fertile, ecologico e sano, psicologicamente liberato da tabù o nevrosi, da indurimenti del se e edell'altro da se.
Ama il prossimo tuo come te stesso, dice un comandamento; ebbene , amiamo anche i nostri simili , i nostri ex e gli ex degli altri in un unico gesto di condivisione della bellezza del creato che ci si stende di fronte agli occhi.

PS

a giorni seguirà un post dedicato ai segreti dei conventi su come migliorare il rapporto con l'altro da se e rendere meno traumatico il nostro distacco da lui.


 Re: l'altro da me che era me
Autore: walter 
Data:   23-03-03 09:51

ciao viviana, sottiglienze filosiche io non ne ho, non ho fatto studi classici e quel poco che ho letto l'ho letto per cavoli miei, senza imparare a memoria o sottolineare nulla...
disprezzo la cultura quando è considerata un fine, spesso la nozione non ha nulla a che fare con il sapere, chiunque sa qualcosa che un altro non sa, e tutti sappiamo molto poco...
qualsiasi cosa tu abbia colto da questa "discussione", in ogni caso il candore del tuo messaggio ne è al di sopra, e di fronte a un qualsiasi atto d'amore non si può che ringraziare.
quindi.... grazie a te, un bacio sincero.


 Re: l'altro da me che era me
Autore: Circe 
Data:   27-03-03 10:05

...In punta di piedi mi introduco in queste righe di illuminante delirio capace di risvegliare le piú recondite limitatezze umane. Come la benda di Eros che non era altro che l'altro da se di Amore non Cieco, dico semplicemente che mi ha stupito vedere come ancora dopo millenni un atto di creazione che oserei dire piú che quotidiano non sia stato recepito non dico dal primo messaggio ma dalle prime parole. E´propio vero che l'uomo con le sue stesse mani chiude i suoi occhi e copre le sue orecchie per non ascoltare , e allora senza andare tanto lontani fino a Platone, bastava rifarsi, credo a mio avviso in maniera piú chiarificante, alla scolastica medievale e al nostro caro vecchio Dante che non finisce mai di insegnare, e pensare a quale viaggio nell'aldilá, per altro da se creato come "evacuazione"oserei dire dei suoi mali interiori per arrivare in fondo, o anche prima degli abissi gelidi di male,nelle bolge infernali dove una ingegnosa pena per la famosa legge del Contrappaso colpisce colore che del loro altro da se ebbero poca cura avvicinandosi invece a ció che degli altri poteva invece sospendersi tra l'etere delle loro sottili e quanto mai futili esistenze. E allora quale castigo migliore se non essere sommersi da quello che un tempo fu parte di loro e che allora invece avevavo rifiutato rifacendosi alla morale legge del "leccaculismo". E scusate il mio linguaggio poco degno di nota e direi anche poco fiorito, ma la veritá e piú vicina a noi di quanto possiamo imaginare, ogni volta.
E per questo mi sento in dovere di ringraziare due persone capaci come dicevo al'inizio di illuminare il mio cammino verso la crescita individuale che cerco di affrontare anche io nelle mie modeste competenze di contemplazinedell'altra da me, anche piú volteal giorno, direi.

Grazie Greenie e Walter, siete due tesori,

tanti baci dalla vostra maga Circe




 Re: l'altro da me che era me
Autore: greenie 
Data:   29-03-03 11:27

L’approccio euristico che mi ha spinto a questa ricerca è basato su una apparente contraddizione della cultura del medioevo occidentale, ovvero la colpevolizzazione dell’uomo in quanto corpus e gli studi erboristici dei monasteri e dei conventi tesi a migliorare la vita fisica e le sue evoluzioni.La riscoperta della mens sana in corpore sano, sed sine corpore è sempre sembrata una cacofonia di notevole rilievo nell’ambito socioculturale radicato nelle nostre radici . E in questa nostra tensione verso la liberalizzazione delle infrastrutture incrostanti la dinamica interrelazionale tra l’io fui e l’io sono, la riscoperta di una genuina spinta , oltre che interna anche culturale verso la sua accettazione amorevole, mi ha posto di fronte alla complessità delle reali motivazioni del rifiuto radicato nell’approccio etico.
A tutta vista , nei conventi e nei monasteri,in relazione agli studi erboristici, l’io fui non è mai visto come elemento del passato, ma come elemento del presente oggettivo, né sublimato ,né demonizzato e come tale accettato in un rapporto ben più soddisfacente della visione derivante dalla purezza conseguente al distacco dall’altro da se.Il vecchio detto lingua bianca , male di pancia, rigettato dalla patristica come sintomo di disagio interiore, al di la’ dell’aspetto derivante dalla purezza suggerita dal colore bianco della lingua.Strano a dirsi, ma la vita contemplativa, nella calma e nella meditazione dei cicli ritmici dell’evoluzione personale vista come ascesa verso una dimensione di dinamica interazione con l’elemento motivante del se , la propria coscienza mediata dagli insegnamenti supremi,tale vita contemplativa dicevo, ha spinto l’uomo medioevale del monastero verso la soluzione del problema dicotomico tra io sono e io fui bypassando ogni irrigidimento contrattivo e costrittivo del se con l’assunzione di uno stile di vita che, facilitando la presa di coscienza dell’io fui, ne consenta una visione esterna priva di un indurimento del rapporto, eventualmente indirizzandolo verso una maggiore scorrevolezza.
La rivalutazione conseguente del momento del distacco da una dimensione passata del se associato ad un trattamento fitoterapico ne determina un conseguente beneficio a livello psicologico esprimentesi in un attributo quanto mai suggestivo e continuamente ripetuto, e cioè rinfrescante.
L’idea di un approccio cioè libero, fresco, giovanile, solare fa ricordare questo senso di leggerezza , di liberalità liberante, di comitive di amici che corrono sulle spiagge assolate e gioiose(in cui l’accesso dei cani è assolutamente proibito nella realtà per evitare il contatto con il loro altro da se), giocando con le onde, tra la sabbia e il mare, in una dazione gioiosa e prodiga di se stessi al mondo che è alla base del nostro processo analitico di questa colpa , contro ogni contrattura , senso di colpa , vergogna, segretezza e completo silenzio peccaminosocce circonda l’io fui.Personalmente in questa ottica, trovo molte possibilità di soluzione di problematiche psicoanalitiche o puramente psichiche; il senso di colpa, la timidezza, il senso di inferiorità e la bassa stima del se potrebbero essere definitivamente risolte in molti casi attraverso l’istituzione di circoli d’ascolto e aiuto in cui la pubblicizzazione ritualistica del distacco partoriente di fronte ad una massa di persone e l’attuazione di tale distacco anche in pubblica piazza con folta folla astante, che il paziente deve sentire, ma non vedere e pertanto posta alle sue terga, per dare migliore visione,questa pubblicizzazione, dico,può sicuramente giovare per il superamento di tali complessi altamente demotivanti .
Ovvio che in casi di particolare resistenza emotiva, l’ausilio derivante dall’impiego di strumenti che facilitino il rilassamento e il distacco, quali quelli di solito utilizzati per aspirare gli acari e il loro habitat , la polvere,sarebbero più proficuamente visti come tramite per produrre un ‘estrazione di complessità stratificate da tempo nel profondo recesso,contro ogni intrusione estranea nel se praticata esternamente che, subdolamente aumentando la pressione nel paziente può determinare una fasulla frenesia liberatrice .
Per quale motivo fausta, vi chiederete. Ebbene, tale procedura si rivela fallace in quanto aumentando la pressione nel paziente , determina una frenesia liberatrice non atta alla demolizione della durezza dell’altro da se e del suo nodo intimo creatosi.

Ma questi sono casi limite, a ben vedere ; il contatto con l’altro da se deve essere in qualche modo organizzato a monte.In questa ottica entra in gioco il concetto di io sarò introdotto da jack, che si riallaccia agli studi fitoterapici dei monasteri che , con il loro approccio prevalentemente rilassante a livello miologico e dell’ansia dell’addio, nonchè del senso di costipazione emotiva di fronte al distacco irrimediabile ed ineluttabile, eliminando ogni asperità e sofferenza processuale, ne decreta la fondamentale valenza.

Nei monasteri si celano segretamente le virtù dei seguenti prodotti della natura

aloe
avena
camedrio
cicoria
cipolla
cuscuta
ebbio
eupatorio
frangola
frassino
lapazio
lattuga
lino
malva alcea
malva silvestre
malvone
mandorlo
manna
margheritina
pesco
piantaggine
polipolio
prugno
psillio
rabarbaro
ribes rosso
ribes nero
romice
rovo
sambuco
senape bianca
senna
spincervino,
tamarindo
zucca

e in misura minore


achillea moscata
alloro
angelica
angelica selvatica
anice verdearanci amaro
arancio dolce
artemisia
asperula
basilico
boldo
calamo aromatico
camedrio
camomilla
camomilla romana
cannella
cappero
carciofo
cardamomo
cardo benedetto
cardo mariano
cariofillata
carlina
cedrina
centaurea minore
china
coclearia
cren
cumino
dittamo
dragoncello
Eufrasia
Fico
Garofano
Genepi
Genziana maggiore e minore
Ginseng(la vera forza è quindi qui svelata)
Imperatoria
Iberico
Luppolo
Maggiorana
Menta piperita
Millefoglio
Nepitella
Noce
Origano
Peperoncino
Peucedano
Pimpinella
Prezzemolo
Pulegio
Quassio
Rosa rossa
Rosmarino
Salvia
Santolina
Santoreggia
Sclarea
Sedano
Serpillo
Timo
Vainiglia
Veronica
Zafferano
Zenzero

Ogni rimedio ovviamente ha una sua specifica azione che lo contraddistingue dagli altri, e la calibrazione del suo ausilio , la posologia, l'eventuale associazione incrociata ed impiego è subordinata alla conoscenza del soggetto e del suo iter evolutivo non chè alla fondamentale sensibilità dell' operatore.

Quale è l’approccio da eseguire?
Dopo aver assunto la posizione verticale a testa in giù successiva alla assunzione del rimedio appositamente calibrato bisogna attendere pazientemente che l’azione si svolga a livello del corpo sottile, respirando profondamente a livello del plesso solare e non nella parte alta dei polmoni, al fine di interagire con la parte più nobile del se.Bisogna evitare di cambiare posizione ai primi bagliori della imminenza del distacco perché per il principio della sovrapposizione degli effetti non si sa quali potrebbero essere le pericolosissime azioni congiunte della gravità e del rimedio assunto.
A testa in giù il distacco acquisterà maggiore lentezza interattiva, a meno di esplosioni colleriche conflittuali derivanti dall’ansia innata nell’altro da se.
Potremmo quasi dire che trattenere a tratti il nostro prossimo io fui sia consigliabile in casi in cui ci sia uno sviluppato affetto verso il nostro io fui…….

In questa sede una canzone dolce di sottofondo del tipo ’tu sei dentro di me , come l’alta marea ’ può consentire uno sviluppo di un contatto amorevole e sereno e infondente fiducia al nostro altro da noi eda luogo a, in analogia con le teorie del dottor Spock,un suggello di rapporto indipendente di mutuo rispetto e incondizionato amore , piuttosto che dipendente e condizionato da un legame non necessariamente affettivo .Il nostro altro da noi dovrà affrontare un mondo non sempre clemente , che potrebbe calpestarlo impunemente,e per tale motivo ritengo assolutamente necessario questa infusione di fiducia ab ovo.


 Re: l'altro da me che era me
Autore: walter 
Data:   30-03-03 06:11

Sono molto interessanti questi vostri tentativi di conferire dignità letteraria da una parte, cara Circetta, e dall'altra lo spronare ad un'infusione di fiducia nei confronti dell'io fui... Davvero mi sono nutrito delle vostre parole, e questo nutrimento - in un embematica eterna circonferenza - tornerà ad essere esso stesso ( come ogni altro nutrimento ) nient'altro che "altro da me", del quale non mancherò di rendevi conto.
A ciò vorrei solo aggiungere - invitando nel contempo a soffermare i vostri sguardi, cari lettori, sul meticoloso elenco pro-espellente stilato da greenie - del come la quotidianità amica dell'espulsione possa trasfigurare pareti estranee in magico harem di piacere, e di sottile intesa col proprio sè più veritirero.
E' presto detto: recentemente mi sono ritrovato a godere di ricco distacco mattutino all'interno di pareti non domestiche... non mi soffermerò sulla natura di questo luogo, dico solo che trattavasi di luogo serioso, tristemente ufficiale, non disinvolto per sua stessa natura, non di per sè stesso sorridente.
Beh, l'aver candidamente goduto di fruttifero distacco dall'io fui ha immantinente trasigurato al mio stesso sguardo la natura del luogo, divenuto così amico e sorridente, generoso nell'accogliere scorie in caduta verticale, luogo puro di pura accoglienza fraterna, ed io più puro, ora in profonda sintonia con lo stesso.
Alla luce di tale esperienza, invito voi tutti a liberare "altri da sè" in casa di amici, nello studio del dottore, nel luogo di lavoro, magari sfogliando pratiche potenzialmente noiose, ed ora invece divenenti ammiccanti ed amiche... liberate i nostri figli senza parola nella bottega equa e solidale, nei musei, nell'harem dello sceicco, stolto ed inizialmente turbato e turbantato, e in casa del dal fidanzato e della fidanzata... "signora, c'è sua figlia?" "no, è uscita" "beh, non importa, entro un attimo a fare una cosa...."
saluti


 Re: l'altro da me che era me
Autore: Circe 
Data:   30-03-03 09:17

Effettivamente l'elenco stilato da greenie é estremamente chiarificante e sospettavo in fondo qualche tuo legame con il filone cosiddetto psicoterico recentemente riscoperto e studiato degli ambienti a cavallo tra scolastica e quel nuovo stadio di ascesi e riflessione che sappiamo da vita e non sará altro che (rieccoci) il famoso"neoplatonismo"; filosofie morali della riflessione interiore, della ricerca di pace e delle pratiche di ascetismo quasi vicine all'estremo dell' incolonnamento (nel senso di vita vissuta su di una colonna in contemplazione dell'io fui, anzi direi piuttosto quasi di distacco fisico volontario forzato) parentesi dura del fenomeno che non trovo, e direi con gioia, nella pace interiore di benessere e di armonia che invece riflettono le parole di Greenie che invece mi sembra affronti la cosa sfruttando l'insegnamento della Marca, (cosa tra l'altro anche fin troppo evidente nell'esempio di vita da lui proposto). L'unico punto sul quale mi resta difficile concordare si trova nel suo pur prezioso elenco e prima di tutto nella difficoltá direi pressoché piú che storica di procurarsi della manna, ma questo é solo un dato oggettivo, mentre devo dire con piú soggettivitá mi trovo a contestare l'effetto oltremodo anti-creatore dell'io fui anzi se non ostacolante della sambuca ( almeno a quanto ne dice mio nonno) ma in fondo ogni processo di distacco e di passaggio dal materiale all'immateriale per poi ritornare al materiale in un ciclo rappresentato dagli antichi col famoso simbolo del serpente che si morde la coda,mutando forma e dimensione e per questo evolvendosi e otrepassando il normale divenire della mutatio che prevede un ripetersi dell'apparenza della materia, é un processo tanto personale da non poter essere rinchiuso e definito da pratiche od espedienti.E concordo con Walter nella possibiliá di sperimentare questa esperienza rivelatoria un po dove ca...ci pare, anche se l'io fui c'é da far notare, puó anche diventare vizioso ed affezionarsi, al punto da diventarne geloso, di determinati luoghi e momenti. E´il momento in cui la nostra parte dalla quale cerchiamo di liberarci per poter raggiungere un equilibrio, si ostina a radicarsi nel quotidiano. Ecco, é anche contro questo ostinato radicarsi dell'io fui alla realtá che bisogna combattere. E allora non basta liberarci da lui, direi piuttosto che come l'atto del crere sia condizionato da innumerevoli esempi di educazione e l'arista necessiti del salto,del passo indietro fino alo stadio di incoscienza totale, cosí l' io fui va liberato dalle regole che a se stesso puó imporre. Ma certo ammeto una certa difficoltá a questo punto del percorso della cosa. E´' per questo che mi rimetto alle vostre riflessioni come sempre illuminanti.
Circe


 Re: l'altro da me che era me
Autore: fiorellina 
Data:   30-03-03 10:02

precisazione erboristica

Manna, nome scientifico fraxinus ornus

Sambuco, sambucus nigra è considerato un antinevralgico, diuretico e liberatorio(succo o decotto dei frutti)...


ovvio che , non avendo la sensibilità delle'erborista non invito a provare per credere.........


 Re: l'altro da me che era me
Autore: walter 
Data:   07-04-03 09:52

(nuova meditazione collettiva)

cara fiorellina, mi chiedo: non potresti tu stessa testare le proprietà della manna e del sambuco, e dopo aver preso nota degli effetti rendercene partecipi?
è chiaro che per saggiarne gli effetti reali occorrerà tener presenti le tue abitudini, quindi bando alle stupide limitazione di privacy, e orsù: comunicaci le caratteristiche quantitative e qualitative dei tuoi distacchi.

per rendere l'operazione ancor più evidente nella sua importanza evolutiva, propongo che si stabilisca un giorno nel quale - tutti insieme - ci libereremo del benefico fardello, come una sorta di meditazione collettiva. unirsi per accrescere il valore collettivo dell'ormai sacro rituale.
la proposta è da considerarsi valida anche in caso di - ipotetico e non plausibile - diniego da parte dell'espletante amica Fiorellina.

una postilla per Circe: è vero, l'io fui può divenire abitudinario e richiedere pigramente luoghi già noti e rassicuranti. E' a questo punto che dobbiamo dire "no", con la fermezza del genitore che ama il bambino ma non può permettere il suo inquinamento morale, e si oppone al decadimento del vizio.
Parleremo allora al nostro "io fui", e spiegheremo le nostre ragioni. E lo faremo a voce alta, fieri di farlo!.. non importa se il vicino di casa ci ascolterà, non ci importa del pensiero claustrofobico piccolo - borghese.
Vorrei che su questo punto non ci fossero tentennamenti, nessuna esitazione. ..


 Re: l'altro da me che era me
Autore: sherardia 
Data:   07-04-03 13:23

walter,attento,stai diventando troppo cerebrale,....e non sono io a dirlo,per lo meno non solo io!!!!!!la parola come strumento va bene,ma come esempio di vita no,assolutamente no......nn tramutare il tutto a semplice esercizio letterario,finirai col perderti in un mare di parole perdendo di vista il vissuto,quello vero,fatto di fatti e nn parole(e scusa il gioco di parole!!!)il mio amico,e sai di ki parlo,dice ke potenzialmente potresti essere e fare molto di più,ma ti perdi o meglio ti piace galleggiare..........interpreta tu come meglio credi...
ciao
sher


 Re: l'altro da me che era me
Autore: walter 
Data:   07-04-03 15:04

"...la parola come strumento va bene,ma come esempio di vita no,assolutamente no......nn tramutare il tutto a semplice esercizio letterario"
"tutto" cosa? e "come esempio di vita" cosa significa? non capisco qual'è l'ambito del tuo intervento, e se c'èntra questa discussione o no.
lo dico perchè dato che ti rivolgi a me mi interessa capire, un consiglio è comunque bene accetto. credo però che "potresti essere e fare di più" lo si possa dire a chiunque, compresi i santi.
ascolto. ciao , w.


 Re: l'altro da me che era me
Autore: Circe 
Data:   08-04-03 08:55

....be...se posso dire la mia, mai discussione portata avanti sul forum mi sembró piú concreta e radicata nel quotidiano.

Sherardia...secondo me dovresti ridimensionare il tutto e cercare di vedere le cose senza filtri...come si dice..leggere tra le righe. Walter mi sembra pure troppo esplicito! :bryo7)

bacini a tutti...Circe:bryo)




 Re: l'altro da me che era me
Autore: sherardia 
Data:   12-04-03 08:25

non è possibile!!! avevo risposto a Walter,e fino a l'altro ieri c'era,oggi invece non cè più....ke caspita è successo?uffff non mi va di riscrivere tutto,non adesso.
Greenie,tra le erbe da te elencate manca la DIGITALE,è una pianta importantissima usata per le malattie cardiache tanto che la stragrande maggioranza dei medicinali usati a tal scopo sona a base di essa....ti è forse sfuggita?


 Re: l'altro da me che era me
Autore: BikiniGirlsWithMachineGuns 
Data:   12-04-03 10:00

lo sport a cui pensavo era "apnea / iperventilazione forzata", sher :ang)


 Re: l'altro da me che era me
Autore: sherardia 
Data:   16-04-03 15:47

cara circe,io il mio guaio è ke io ridimensiono anke troppo!!!!!!!e non uso affatto filtri,e forse proprio per questo cose ke per me sono assolutamente evidenti,per altri non lo sono...........caro walter,la frase"potresti e dare d+.non è così banale come sembra,i santi hanno fatto e dato tutto quello ke potevano,se no non sarebbero santi,poi cè ki più di tanto non può dare,e cè ki invece potrebbe ma non lo fa..........." la parola come strumento ecc ecc...." è semplice,tu kiedi ad altri di sperimentare e poi riferire,perchè invece non provi tu in prima persona e poi ti confronti con chi l'ha già fatto? e poi perchè non provare insieme e poi continuare il confronto? è troppo comodo dire" vai avanti che ti seguo". la teoria è valida certo,ma se non è supportata dalla pratica è solo teoria facilmente discutibile.Si può discutere di qualsiasi cosa,ma se è solo la parola quella che puoi portare come riferimento,bè credo che sia un pò poco....non credi?
non si può sempre stare dietro ad un vetro a guardare e poi semplicemente esprimere pareri o riferire senza aver provato in prima persona..........adesso ti chiedo,che esperienze hai fatto tu in questo ambito( e sto parlando dell'argomento in questione) da poter confrontare?
e se non ne hai fatte e scrivi semplicemente perchè ti piace l'argomento senza però aver mai fatto nulla di concreto, come puoi essere credibile?
capisci adesso cosa voglio dire?
seidan a tutti
sher


 Re: l'altro da me che era me
Autore: sherardia 
Data:   17-04-03 10:32

ok bikini...........:evil) :ang)


 Re: l'altro da me che era me
Autore: sherardia 
Data:   18-04-03 14:52

INCREDIBILE,OGNI VOLTA CHE RISPONDO SI BLOCCA TUTTO!!!!!!!
MAH.............


 Re: l'altro da me che era me
Autore: tippi 
Data:   18-04-03 23:13

Da un po' di giorni a questa parte sto leggendo questo messaggio postato da mio fratello Greenie, i cui non oscuri significati mi paiono piuttosto......lasciamo perdere.Ma mi ha mandato la mail con allegato il seguente messaggio......

''Io vorrei rivoluzionare la dicussione ,lanciando un sasso nello stagno ; il concetto di perdonanza che precede l'abbandono dai nostri altri da se.

Stabilito che questa perdonanza è necessaria e fisiologica, oserei dire, mi chiedo cosa ci abbia fatto di male il nostro altro da se per dover essere meritevole di tale perdonanza.

Questo è indice di riappacificazione dei rapporti con il nostro conflitto interno prima dell'abbandono ...ma quali conflitti?


Walter quale è la tua ipotesi in merito?''


Mi pare che questa funzione di messaggera non mi si addica molto, avrei preferito che mio fratello avesse trovato un po' di tempo direttamente da la per collegarsi al sito e scrivere lui....ma lui è fatto così <allargo le braccia e guardo il cielo>


 Re: l'altro da me che era me
Autore: walter 
Data:   19-04-03 06:36



sherardia , mi permetto di riportare “paro-paro†un passo dal tuo messaggio:

“…tu kiedi ad altri di sperimentare e poi riferire,perchè invece non provi tu in prima persona e poi ti confronti con chi l'ha già fatto? e poi perchè non provare insieme e poi continuare il confronto? è troppo comodo dire" vai avanti che ti seguo…."

Oh si, mi vergogno tanto.. è vero, avrei dovuto darvi maggiori e più coraggiosi dettagli circa le mie usuali espulsioni dell’io fui, come potrò rimediare questa mancanza e ritrovare la credibilità alla quale anelo con tutto me stesso?
Sherardia, quello che apprezzo davvero in te è il tuo grande senso della misura, la tua discrezione, il tuo pudore ad esprimere opinioni se non quando senti che è necessario per il bene di chi ti ascolta.. So che non oseresti mai dire la tua prima di aver davvero qualcosa da dire, e lo dimostri anche ora, come no… già ti vedo trascorrere il tuo tempo a leggere le parole chi ti ha preceduto, avvolta dal timore di cadere in una prima e troppo affrettata valutazione, senza desiderio di esporti se non per amore del vero.

Che esperienze ho fatto io? Beh, oggi stesso ho tratto grande soddisfazione da un’intensa esperienza di purificazione dall’io fui. Ieri è stata una bellissima giornata, ricca di umano arricchimento coi miei simili, e di arricchimenti anche d’altri tipi, consumati in generale silenzio, seduti ad un tavolo di approvvigionamento ed osservazione di sé. E risultati li ho visti anche oggi.. dopo il senso di benessere provato ieri, oggi a mezzogiorno il mio organismo interiore ha provveduto ad una separazione delle istanze da conservare da quelle da espellere.. non tutto è da trattenere, si tratti di dialogo silente o esplicito, di osservazione, di esposizione di sé, o d’altro. Per ora è questo ciò che mi sento dirvi, spero sherardia che lo giudicherai sufficiente, dati i tuoi elevati parametri e le tue esigenze di dialogo.
In passato in realtà avevo parlato anche della fruttifera separazione dall’altro da sé in luoghi poco accoglienti, atte a trasfigurare lo stesso ambiente in giacilio amico e sorridente, ma forse hai giudicato la cosa – e non ti biasimo – poco interessante, certo che l’hai comunque letta con attenzione, come è solito per persone discrete, pacate, serene e sagge come te.. spero che i miei commenti non ti sembrino esagerati, sai che lo meriti, no? Non essere troppo modesta nel giudicarti, ti prego, no!

Sherardia, io credo che davvero tu sia molto tesa vero la separazione del tuo altro da te. E’ un luogo fondamentale e magico verso il quale ti invito con tutto il cuore, perché so che in quell’ambito hai molto da dire. Vai a separarti e crescere ancora, tutto te lo chiede.
Potresti utilizzare bianchi fogli, ed arricchirli con le tue impressioni e note, che se volessi poi comunicarci senz’altro non mancherebbero di lasciarci qualcosa. Ma se anche i fogli li volessi riservare ad uso strettamente privato, solo per facilitare e rendere effettiva e totale la tua separazione dal tuo “altro da teâ€, sarebbe comunque scelta legittima ed apprezzata da tutti noi.

Il solo punto sul quale mi permetto di dissentire è la parentesi estranea ma interessante sui “santiâ€: i credo che i santi – riconosciuti o meno – siano comunque uomini, quindi soggetti ad umani limiti, seppur illuminati da luce divina. Nessuno fa tutto ciò che potrebbe, non sarebbe un uomo se così non fosse. Lo stesso San Francesco nell’ultimo periodo della sua si disperò in solitudine vita perché sentiva lontana la presenza di Dio, sino a sentirsi poi rassicurato da quest’ultimo.

Cara Tippi, un ciao a te. Mi permetto un pausa di riflessione per meglio affrontare la tematica sollevata da tuo fratello, e poi conferirne in modo sincero. spero che anche tu ti voglia unire allo spunto di riflessione che riguarda tutti noi, e soprattutto Sherardia, donna d’istinto espellente d’impurità. Lei le impurità le rifiuta, le espelle, e proprio per questo le rende evidenti, seduta sul trono della separazione dall’altro da sé.


 Re: l'altro da me che era me
Autore: sherardia 
Data:   19-04-03 09:13

bene bene caro walter,ti confesso ke i complimenti sono sempre ben accetti...........modesta io? assolutamente no,e come potrei io ke vanto di aver finalmente trovato la mia strada?
la modestia se male usata serve solo all'autoannullamento,e io non mi annullo,non più,l'ho quasi fatto in passato,con risultati a dir poco disastrosi,
adesso semplicemente come dico sempre,sono in pace con me stessa,perchè finalmente mi conosco...alla faccia della modestia appunto.
di fogli bianchi ne ho riempiti a iosa,e poi li ho bruciati tutti,non servivano più.Tutto il rancore,l'amarezza,il disagio,l'incertezza,la sfiducia,il dolore che ho provato,li ho finalmente eliminati,lasciando la mia anima e il mio spirito liberi di vagare dove meglio credono,è solo il mio istinto e poche volte la razionalità a guidarmi.Non sento nessun bisogno di staccarmi da niente tanto meno da me stessa....troppo presuntuosa per i tuoi gusti?mi spiace,non è colpa mia,ma io sto bene con me,con tutta me,compresi i miei difetti(pochi a dir la verità!!!)ma accettabili pure loro.Sono tanto presuntuosa e piena del mio io che mi arrogo persino il diritto di giudicare,e pensa un pò,a volte mi sento anche migliore di altri!!!!!!
essere coscenti di se stessi,non è elevarsi a essere superiori,è semplicemente una meta da conquistare........come? ognuno a modo suo,io l'ho fatto cambiando radicalmente la mia vita,ho fatto scelte difficili ma indispensabili,ho scelto deliberatamente di stare da sola,la solitudine è un'ottima cosa per ritrovarsi....attento parlo di solitudine non di isolamento.
e sai una cosa? strano ma vero ho più amici adesso che sono tanto ma tanto presuntuosa di prima che invece ero tanto ma tanto umile e sottomessa.
se hai notato,non scrivo mai cose strettamente personali,non mi piace farlo pubblicamente con chi non conosco,è solo il rapporto vero,diretto e fisico,guardando la persona negli occhi,e soprattutto con chi conosco veramente che io concepisco,questo non vuol dire che non ho niente da dire,ma lo dico solo a chi dico io....compris mon ami?
per quanto riguarda le erbe,posso dire che io stessa le raccolgo e poi ne faccio uso,non tutte ovviamente,ma solo quelle che trovo e che mi servono,il metodo suggerito da Greenie per me è praticamente impossibile,ma ho un'altro sistema, personale e più semplice:respirazione afrettata per alcuni secondi,pausa,e poi respiri lunghi e regolari,il tutto almeno un paio di volte,il tutto comodamente distesa pensando solo a cose piacevoli....semplice ma efficace.
e con questo ho detto tutto...almeno credo,se mi viene in mente altro te lo farò sapere.
seidan a tutti
sher


 Re: l'altro da me che era me
Autore: sherardia 
Data:   19-04-03 10:09

ah sì,un'altra cosa,premesso ke quella sui santi era più una battuta che altro,se proprio vuoi sapere come la penso in merito,ti consiglio(se ti va) di leggere:
VITA BREVIS
di JOSTEIN GAARDER
ciao
sher


 Re: l'altro da me che era me
Autore: Circe 
Data:   19-04-03 14:29

...peccato fosse una battuta, era un interessante spunto di riflessione....:bryo9) :bryo8:


 Re: l'altro da me che era me
Autore: walter 
Data:   19-04-03 19:28

"..la modestia, se male usata..." Chi ha detto che dev'essere male usata?
beata te, tu hai pochi difetti, dici sempre quello che pensi, voli sulla città come superman, hai trovato la tua strada, hai fatto scelte difficili ma indispensabili, hai pochi difetti.,, nient'altro?
se tu avessi letto 1/10 dei messaggi presenti in questa discussione ti accorgeresti di molte cose, in realtà, ma non l'hai fatto perchè sei troppo presa dal voler dire la tua, e volerlo fare senza aver ascoltato gli altri è davvero il massimo. Avrai pure scelto la solitudine ma ti sfoghi tra queste pagine in quanto a "volerci essere", e ti dirò che i maestri di vita che fanno di tutto per sembrarlo mi convincono poco. Penso che chi abbia qualcosa da insegnare lo faccia senza sottilinearlo, forse senza neanche volerlo fare, ma semplicemnte essendo sè stesso.
in ultimo, se vuoi sapere cosa penso dei santi ti consiglio "Imitazione di Cristo", di autore anonimo.
ciao, baci e abbracci


 Re: l'altro da me che era me
Autore: BikiniGirlsWithMachineGuns 
Data:   21-04-03 12:15

Ooooooooh... !!! :l


 Re: l'altro da me che era me
Autore: sherardia 
Data:   21-04-03 14:20

"I MAESTRI DI VITA CHE FANNO DI TUTTO PER SEMBRARLO MI CONVINCONO POCO"......ECCO PERCHE' NON SEI SICURO NEANCHE DI TE STESSO!!!!!!!!!MA STA DI FATTO CHE FAI DI TUTTO PER IMPRESSIONARE GLI ALTRI CON I TUOI BELLISSIMI DISCORSI BEN SCRITTI,IN CUI IL LIGUAGGIO USATO DAVVERO BENE( E DI QUESTO E SOLO DI QUESTO TI DO ATTO) SERVE SOLO A FARTI PIU' GROSSO DI QUELLO CHE SEI,VEDI CARO WALTER,IL TUO PENSIERO E' COME UN CERCHIO CHIUSO,NON HA EVOLUZIONE,PER QUANTO TU SCRIVA,NON FAI ALTRO CHE RIPETERE SEMPRE E SOLO LE STESSE COSE,SE PROPRIO VUOI EVOLVERTI,IMPARA A SCRIVERE IN MANIERA BAROCCA,PARTI DA UN PENSIERO,MA NON FERMARTI A QUELLO,AGGIUNGI VOLUTE,RICCIOLI E SVOLAZZI ALL'INFINITO,TI TROVERAI A SCRIVERE COSE APPARENTEMENTE NON COLLEGATE TRA LORO,MA IN REALTà UNITE DALLO STESSO FILO CONDUTTORE...MA QUESTO NON è FACILE,è PIù UNA QUESTIONE D'ISTINTO,COSA CHE IN TE SCUSAMI MA NON VEDO...."MI SFOGO A VOLERCI ESSERE" PERCHè TU COSA CREDI DI FARE? CHIUNQUE SCRIVE QUI LO FA,NESSUNO ESCLUSO,SE NO NON SCRIVEREBBERO...MI SEMBRA LOGICO NO? è UN PECCATO? UNA VANITà? IL PRIMO NO,IL SECONDO SE VUOI Sì,D'ALTRA PARTE NON VENIRMI A DIRE CHE NON TI VANTI DI SAPER USARE IL LINGUAGGIO, ALMENO RISPETTO A ME,QUESTO PERò NON FA DI TE UN ESSERE SUPERIORE NEI MIEI CONFRONTI,è SEMPLICEMENTE UNA CAPACITà TUA,IO DI CONTRO POTREI DIRTI CHE TU NON SEI IN GRADO DI TRASFORMARE UN MURO BIANCO IN UN BELISSIMO GIARDINO,COSA CHE INVECE IO SO FARE.
E' SOLO UNA QUESTIONE DI COMPETENZE E NON DI SUPERIORITà,OGNUNO DA E FA QUELLO CHE SA,IO MI VANTO DI SAPER FARE CERTE COSE O DI AVER RAGGIUNTO CERTI TRAGUARDI,E PERCHè NON DOVREI VISTO CHE è LA REALTà?
SE SO FARE UNA COSA LO DICO PUNTO,E NON MI MASCHERO DIETRO UNA MASCHERA DI FINTA UMILTà,A CHE MI SERVE?E SOPRATTUTTO A CHI SERVE?
DISCORSO SANTI,PER ME MOLTI DI LORO NON SONO ALTRO CHE DEGLI EGOISTI MASOCHISTI SPIRITUALI,INSEGUONO UNA LORO VITA FATTA DI MEDITAZIONI E RICERCHE PRETTAMENTE PERSONALI,CHE NON COINVOLGONO NESSUNO TANTO CHE PER FARLI SEMBRARE UN Pò UMANI INVENTANO MIRACOLI FATTI DA LORO PER FAR CREDERE AD UN LORO INTERESSAMENTO VERSO IL PROSSIMO,COSA CHE INVECE NON Cè,PERCHè SE COSì FOSSE ALLORA ANCHE I MONACI TIBETANI DOVREBBERO ESSERE TUTTI SANTI.PER QUANTO MI RIGUARDA,SANTO è COLUI CHE OFFRE LA PROPRIA VITA IN FAVORE DEGLI ALTRI COME MADRE TERESA DI CALCUTTA,CHE ANDAVA A RACCOGLIERE MORIBONDI E ABBANDONATI LUNGO LE VIE DI CALCUTTA,E NON HA SPRECATO LA SUA VITA A MEDITARE E CERCARE DIO SEMPLICEMENTE PREGANDO O ADORANDO CHISSà CHE.....
E CMQ STOP,NON M'INTERESSA QUELLO CHE POTRAI DIRE IN SEGUITO,PER ME IL DISCORSO FINISCE QUI,CONTINUA PURE A SCRIVERE LEZIOSAMENTE MA IN INCONCLUDENTEMENTE,IO CONTINUO LA MIA VITA E LA MIA STRADA,E TU MI DISPIACE,NON RIUSCIRAI MAI Nè A FARMI CAMBIARE IDEA Nè TANTO MENO A IMPRESSIONARMI.....
SEIDAN
E BACIOTTI
SHER


 Re: l'altro da me che era me
Autore: tippi 
Data:   21-04-03 23:55

una prima notazione in merito all'uso del carattere;
maiuscolo....un po' troppo ....

per ciò che attiene i santi, hai detto la tua, siamo tutti liberi di non condividere.........soprattutto perchè la fede è un dono; c'è chi l'ha ricevuto e chi no( piccola notazione a margine di lezione di catechismo:i miracoli non li fa l'uomo santo ma Dio tramite il santo)

terzo;non si lancia un sasso per poi nascondere la mano.O si attende una risposta o non si parla dal principio, altrimenti si fa la figura di chi non è capace di confrontarsi con gli altri.


 Re: l'altro da me che era me
Autore: tippi 
Data:   22-04-03 00:01

Autore: sherardia (---.30-151.libero.it)
Data: 06-03-03 23:31

bene signori,arriviamo al nocciolo,scusatemi per quanto sto per dirvi,e spero non ve la prendiate.Credo che nonostante il discorso sia interessante,voi avete a mio avviso,sbagliato nello proporre,caro Walter,mi stupisco ke ti stupisci,non dimenticatevi che siete su un sito che tratta gnomi folletti e fate,perciò,chi viene qua ha voglia di divagare con la mente anke e soprattutto in maniera semplice e interessante,voi avete fatto sfoggio di una notevole padronanza di linguaggio,non cè ke dire,ma avete reso questo argomento troppo didattico,hai ragione Walter,non ho letto tutto e sai perkè? perkè mi sono annoiata,sembrava di leggere un trattato filiosofico,non siete riusciti a coinvolgere le persone,capisco che non sia facile visto l'argomento,ma sta proprio qui il bello,cercare di attirare l'attenzione senza annoiare.Certi discorsi se trattati in modo accademico,difficilmente possono interessare,è ovvio ke parlo per me,ma da quanto ho visto,la partecipazione è stata scarsa,credo ke la cosa migliore sia quella di impostare l'argomento in maniera differente.
scusatemi ancora,ma ki mi conosce sa ke dico sempre quello ke penso.
seidan a tutti
sher

una che dice di non aver letto tutto e parla..............ho delle perplessità....

Autore: sherardia (---.30-151.libero.it)
Data: 26-02-03 20:52

PERO' NON HAI RISPOSTO ALLE MIE DOMANDE!!!!!ACC........................
MA Dì LA VERITà,SON DAVVERO TANTO INGENUE?NON STO SCHERZANDO,VORREI SAPERNE DI PIù DAVVERO,PERCHè VEDI,IL PARLARE CON ME STESSA E SOPRATTUTTO CON QUELLA CHE ERO,IL RIVIVERE O MEGLIO L'ANALIZZARE COSE GIà FATTE ESPERIENZE GIà VISSUTE, MI RIESCE FACILE E LO FACCIO SPESSO,E SPESSO è PROPRIO L'ALTRA ME CHE MI DA LE RISPOSTE CHE CERCO.....

ecco il nocciolo....non sai scherzare, vuoi parlare di te stessa e non ti piace non essere notata....anzi ti riesce facile pubblicizzarti


 Re: l'altro da me che era me
Autore: Sylesia 
Data:   22-04-03 09:38

Sher ;)


 Re: l'altro da me che era me
Autore: walter 
Data:   22-04-03 12:09

sherardia, è interessante notare come “il linguaggio usato davvero bene†che mi attribuisci – ammesso che sia così – nella tua esposizione equivalga praticamente ad una colpa.
Sei molto generosa nella polemica, grazie, ma complimenti o insulti mi interessano poco senza i loro motivi.

Dunque: il mio pensiero “è chiusoâ€, voglio “impressionare gli altriâ€, non faccio altro che ripetere “sempre le solite coseâ€â€¦Ma quali cose? Ne conosci almeno una? E quali sono i motivi delle tue accuse? Mi piacerebbe che provassi ad uscire dalla logica degli slogan.

Mi piacerebbe anche sapere da quali basi puoi dire che mi vanto del “saper utilizzare il linguaggioâ€, cosa che tra l’altro io non ho mai affermato. Anzi, la mia risposta a questo, ciò che penso della cultura, è proprio in un mio precedente messaggio in questa discussione, che naturalmente tu non avrai letto, salvo sapere già cosa ne penso.

La tua opinione sui santi è naturalmente rispettabile e legittima, ma come al solito mi impressiona il tuo tono categorico: sei capace di buttare via in pochi secondi la meditazione, la vita di rinuncia, ciò di cui non sai nulla, in sostanza, perché come tu stessa dici non ti appartiene minimamente. Ma forse potresti immaginare che non tutti siamo chiamati alle stesse cose.
Ammiri madre Teresa.. e come darti torto, ovviamente…. anche S. Francesco dedicò la sua vita al prossimo, abbracciava i lebbrosi senza temere il contagio, eppure a volte si ritirava a pregare in solitudine nei boschi, anche per giorni e giorni, senza mangiare. Chiamala come vuoi, io la chiamo meditazione. Ma non ti conosceva, certo avresti avuto parole definitive anche per lui e fargli capire qualcosa in più.

Per quanto riguarda la scrittura barocca, naturalmente dai già per scontato che io non abbia mai fatto nulla di simile. Non ti dirò come stanno le cose, tanto non è certo questo che ti interessa. E’ comunque interessante come tu sia convinta di aver indicato la grande via dell’evoluzione, la strada indispensabile che - dato che dici esserti servita – naturalmente è valida per tutti, uomini donne e canguri.

Per quanto riguarda l’istinto, credo che il discorso sia molto ampio, riassumerlo in 2 frasi non ha proprio senso. Personalmente credo che la glorificazione dell’istinto sopra ogni altra sia un grande luogo comune di questi ultimi anni, perché presuppone che sia “bene†tutto ciò che è dentro di noi. Credo invece che occorra distinguere da caso a caso, ma a te sembrano interessare le frasi definitive che possono vendersi con grande facilità.

Giura pure sul tuo non cambiare idea, probabilmente la tua grande apertura mentale – che senz’altro riterrai di avere – consiste proprio in questo.
In realtà, credo che nell’accusarmi di voler impressionare gli altri tu sia molto autobiografica.


 Re: l'altro da me che era me
Autore: Circe 
Data:   22-04-03 15:24

....ragazzi....ma non parlavamo semplicemente dell'altro che era me?

secondo me dovreste darvi na calmata e riprendere armonia con la vostra altra parte di voi che capisco, magari a causa delle feste pasquali possa essersi un attimo alterata nella sua normale evoluzione.

...solo una cosa: Sherardia, non è detto che perchè tu non riesca a capire di cosa si parli l'argomento non sia interessante e non coinvolga altre persone!
E poi perchè ti ostini tanto accanitamente contro Walter....non ne sarai per caso innamorata???

ovviamente, visto che qui le cose tendono sempre a precipitare, puntualizzo dicendo che quest'ultima era una battuta.

baci, Circe:bryo9) :bryo9) :bryo9) :bryo9)




 Re: l'altro da me che era me
Autore: sherardia 
Data:   22-04-03 23:52

walter-greenie
greenie-walter
sarò tutto quello che dite,personalmente li ritengo dei complimenti,se non altro mi sento davvero unica rispetto a voi due, sinceramente non ho mai visto due persone tanto uguali come voi,sembrate figli dello stesso stencyl.
in ogni caso preferisco di gran lunga la mia superbia fastidiosa ma genuina,
alla vostra umile ma falsa modestia.
cmq signori,ognuno per la sua strada e buona fortuna,vedremo chi avrà avuto ragione,e tanto per non smentirmi,vi dirò che sono assolutamente sicura che ho ragione io!!!!!!!:p


 Re: l'altro da me che era me
Autore: sherardia 
Data:   23-04-03 00:02

ps
se fossi qulla che tira sassi e poi nasconde la mano,non sarei ancora qui a scrivere non vi pare? frettolosi nel giudicare eh? proprio come me!!!! mammamia vi sto attaccando il vizio!!!!!!!!
è meglio che mi delegui prima che il contagio prenda il sopravvento!!!!!
ah signori un'altra cosa,voi non fate altro che fare quello che faccio io,ma naturalmente da bravi benpensanti quali siete,non lo ammettereste mai,io invece da brava presuntuosa arrogante lo ammetto candidamente:ang)


 Re: l'altro da me che era me
Autore: sherardia 
Data:   23-04-03 00:32

....e invece no.non mi dileguo,ma vi propongo di continuare non sul forum però, ma a voce,incontriamoci che ne dite? io non ho paura di farlo e non ci saranno scuse per me ,se rifiuterete allora sarete voi a non aver le........per farlo ok?
anche perchè non mi sembra giusto tediare gli altri con queste discussioni che stanno diventando private.


 Re: l'altro da me che era me
Autore: walter 
Data:   23-04-03 05:59

Bene sherardia, ho letto i tuoi nuovi slogan, nei quali ancora una volta non precisi le motivazioni di ciò che dici. Non hai risposto infatti a nessuna delle mie richieste, al mio voler conoscere i motivi delle tue accuse. Naturalmente ho opinioni ben precise in proposito, ma visto che dovrebbe essere un dialogo mi sarebbe piaciuto conoscere le tue, in teoria c'è sempre la possibilità di mettersi in discussione. Capisci? non le sole conseguenze, ma i motivi. Invece, stai semplicemente giocando ad indiani e cowboys.

Forse non te ne sei accorta, ma è da parecchio che Greenie non scrive. L'unico suo messaggio recente - riportato dalla sorella - non c'entra niente con la discussione tra noi, ma solo con quell' "altro da sé" che tanto ti fa arrabbiare, perché ancora non hai capito di cosa si parli. E tu evidentemente non sopporti di restare al di fuori da qualcosa, devi per forza di cosa dire la tua come un elefante in una cristalleria.

Sul "tirare sassi e nascondere la mano" non dico nulla, perché non è una frase mia. Noto invece che in maniera piuttosto volgare consideri me e le altre persone che non ti danno ragione come un'unica entità indistinta. Magari tra noi ci saranno invece tantissime differenze - senz'altro è così - ma tu hai già deciso come stanno le cose, ci sei tu da una parte e noi ignoranti che non adottiamo la scrittura barocca dall'altra. La tua visione è decisamente comoda, e artificiosa.

E, naturalmente, hai stabilito che "noi" non facciamo altro che fare "quello che fai tu", solo che non lo ammettiamo. Se lo dici tu, che sai tutto….
Beh, io non posso che parlare di me, ovviamente, non capisco quel "voi" di cui parli. Per quanto mi riguarda, non credo certo che in me non ci sia orgoglio o presunzione (..sorpresa? ) ma il problema è il "dove si tende": un conto è fare un monumento al proprio orgoglio come fai tu - che ti dichiari evoluta - coraggiosa - sincera - con pochi difetti - eccetera - altro è il ritenere che in questo meccanismo vi siano delle contraddizioni., e cercare di comprenderle e modificare, passo dopo passo, il proprio comportamento.
Tu ovviamente non avrai nulla da modificare, hai già i tuoi superpoteri.

Ti dirò, sinceramente, che è molto noioso ascoltare chi si loda da solo. La tua presunta singolarità - che con tanta convinzione ti attribuisci - è invece quella di molte altre persone, che oltre a sé stessi sembrano vedere ben poco… si svegliano alle 6 di mattina e sbattono i tappeti sul balcone svegliando i vicini, si incazzano se in tv non si guarda il programma che piace a loro, aprono le finestre la mattina quando fuori fa un freddo cane, quando si esce nessun locale è quello giusto, se guadagnano poco dicono che guadagnano tanto, se guadagnano tanto lo dicono a tutti, tirano le uova a chi ha la pelliccia e gli dicono "assassino" contraddicendo le proprie intenzioni, rompono i coglioni al mondo con le loro idee indiscutibili…uff, che noia… Non ti scaldare, è solo un esempio di comunicazione non-letterale, ora per favore non mi dire "non guardo la tv!" e "per me i soldi non contano come ciò che si ha dentro!…" ti prego, risparmiami, riserva tutto ciò per la tua platea e per chi ama la banalità travestita da saggezza.


Mi spiace, ma in te non vedo nessuna spinta al dialogo.
Direi che non ti interessa ascoltare ma solo dire la tua, e gloriarti di meriti che ti attribuisci da sola. Per questo non ho nessun desiderio di trascorrere un pomeriggio da incubo, assistendo ad un tuo monologo di ore. Se qui non fai altro che sparare slogan, sui quali ti reggi come se fossero stampelle, perché dovrebbe esserci un vero dialogo di persona? Grazie, ma preferisco se possibile circondarmi di persone che amano sorridere e non si prendono troppo sul serio, pur comportandosi in modo serio. Se non capisci la differenza che passa tra queste due cose, è affare tuo… non incazzarti con me per i tuoi limiti, quando li accetterai forse potrai anche superarli, o semplicemente capire se vale la pena farlo. Senza ricoprire di cacca tutto ciò che è distante da te, semplicemente perchè non lo capisci o perchè non ti interessa.

saluti


 Re: l'altro da me che era me
Autore: tippi 
Data:   23-04-03 11:04

Potrei ripeterlo all'infinito....mio fratello è espatriato............

Il fatto di essere stata assimilata implicitamente a lui in parte mi onora.Tutte le persone che ci conoscono trovano me riservata lui brillante.....che non stia assimilandone la carica piritica per osmosi indiretta e a distanza?

:) :) ........mio fratello io e walter siamo figli dello stesso stencyl?

sapevo dei figli delle stelle, figli della notte che ci gira in tondo, noi stanotte figli delle stelle figli di una stessa età ......non figli dello stencyl.....



Per quanto poi attiene l'incontro, a parte la difficoltà di trovare una sedia su cui meditare sull'altro da noi e da cui distaccarsi davanti a te per farti capire vis a vis , sedia ad un posto per tre persone (di cui una assente perchè all'estero) per fronteggiare un eloquio privo di motivazioni e ragioni ben chiare( credo prima di tutto a te stessa), non so se la cosa sia proprio fisicamente attuabile.
Personalmente la vivrei come se parlassi ad un pesce rosso; spalanca la bocca in continuazione ma non pare emetta suoni riconducibili a frasi di senso compiuto. In effetti pare che i pesci rossi siano angoscianti e siano sconsigliati perchè inducono o alla depressione se presi sul serio o allo sterminio dei pesci stessi.........Non sono mai stata incline a eccessi di questa natura.Hai dei pesci rossi , sher? o li hai avuti nella tua prima infanzia? Sai, dicono che i padroni degli animali ne assimilino i comportamenti e viceversa....
Personalmente ho sempre amato i miei gatti; è indicativo pensare al gatto della Spectre che mangia il piranha in uno dei primi film di 007...


La missione della mia vita sociale non è indottrinare come tenti pedissequamente di fare con zelo da missionaria....qualcosa di missionario in te c'è allora....saresti una ottima suora . Potresti divenire maestra o professoressa o proprio una missionaria d'Africa, la calda e pestilenziale Africa in cui staresti a tuo agio, attività lodabili e che ti avvicinerebbero ai tuo modelli comportamentali con maggiore efficacia che non la loro affermazione verbale.Ti invito a metter in atto le tue parole, a prendere i voti per i quali ti senti motivata,perchè sai, le parole non seguite dai fatti sono fiato inconcludente..

Io volo sicuramente più in basso di te; i miei idoli sono la Tatcher e Jaqueline Kennedy Onassis, donne delle quali ammiro lo stile e la forza del carattere , la tenacia , dalle quali ho imparato(al di là del credo politico che posso o meno condividere) la necessità e la ricchezza di un confronto reciproco, da cui essere stimolata, evolvere e mediante il quale poter interscambiare .

Poi guarda, in merito alla pretesa di tediare te e gli altri......se non vuoi leggere, non leggere , se non vuoi intervenire, non intervenire....non è che avrai la medaglia in testa se lo fai, sai?


 Re: l'altro da me che era me
Autore: sherardia 
Data:   24-04-03 00:17

con questa risposta caro walter non hai fatto altro che confermare ciò che penso di te,è incredibile come TU non abbia capito assolutamente l'ironia in tutto quello che ho detto,sei stato lì come un'allocco a berti tutto quello che ho detto,come molti sanno,io amo molto provocare le persone,è l'unico modo per conoscerle,e in base alle reazioni, mi faccio un'idea che quasi sempre è giusta,per non dire sempre.l'ho fatto anche con te,e infatti.......la tua cerebralità,le tua totale mancanza di spirito,autoironia,fantasia e istinto non ti ha permesso di vedere al di là del tuo naso....no caro walter,sono io che ti dico che con te non cè nessuna possibilità di confronto o dialogo,non mi piace parlare con i cervelli vuoti di sentimenti quale tu sei.
vedi caro,se tu avessi accettato un confronto personale,diretto,forse mi sarei un pò ricreduta,ma ero più che sicura che non l'avresti fatto.....sempre alla faccia della mia ben nota modestia!!!!!!!


 Re: l'altro da me che era me
Autore: walter 
Data:   24-04-03 01:43

Sherardia, eri sicura che non avrei accettato l'incontro? La cosa mi lusinga, grazie, in effetti non c'erano dubbi in proposito neanche per me.

La tua presunzione è veramente rivoltante.
Hai elegantemente scritto: " …come molti sanno, io amo molto provocare le persone, è l'unico modo per conoscerle, e in base alle reazioni, mi faccio un'idea che quasi sempre è giusta, per non dire sempre"
Come molti sanno…?
La tua idea è sempre giusta…?
A' pupa, ma chi sei? Ti ricordo che il riferimento finale delle tue tesi sei comunque tu: non ti sarà molto difficile convincerti che ciò che pensi è sempre giusto, dato l'ego ingiustificatamente smisurato che ti ritrovi. Invece che provocare le persone dovresti ascoltarle, ciccia, non sei nella condizione di poter guardare gli altri dall'alto in basso e provocarli, come dici tu. Direi che anche una pianta grassa potrebbe insegnarti qualcosa.

Per quanto riguarda l'ironia, che forse confondi con le pappardelle al sugo, ti ricordo - mia sagace e arguta compagna - alcune delle perle di saggezza che ci hai regalato in questi giorni:

"…cara circe,io il mio guaio è ke io ridimensiono anke troppo!!!!!!!e non uso affatto filtri,e forse proprio per questo cose ke per me sono assolutamente evidenti, per altri non lo sono"

"…la modestia se male usata serve solo all'autoannullamento,e io non mi annullo,non più,l'ho quasi fatto in passato,con risultati a dir poco disastrosi,
adesso semplicemente come dico sempre,sono in pace con me stessa,perchè finalmente mi conosco...alla faccia della modestia appunto"

"…sai una cosa? strano ma vero ho più amici adesso che sono tanto ma tanto presuntuosa di prima che invece ero tanto ma tanto umile e sottomessa"

"…FAI DI TUTTO PER IMPRESSIONARE GLI ALTRI CON I TUOI BELLISSIMI DISCORSI BEN SCRITTI,IN CUI IL LIGUAGGIO USATO DAVVERO BENE( E DI QUESTO E SOLO DI QUESTO TI DO ATTO) SERVE SOLO A FARTI PIU' GROSSO DI QUELLO CHE SEI,VEDI CARO WALTER,IL TUO PENSIERO E' COME UN CERCHIO CHIUSO,NON HA EVOLUZIONE,PER QUANTO TU SCRIVA,NON FAI ALTRO CHE RIPETERE SEMPRE E SOLO LE STESSE COSE,SE PROPRIO VUOI EVOLVERTI,IMPARA A SCRIVERE IN MANIERA BAROCCA"

"....e invece no.non mi dileguo,ma vi propongo di continuare non sul forum però, ma a voce,incontriamoci che ne dite? io non ho paura di farlo e non ci saranno scuse per me ,se rifiuterete allora sarete voi a non aver le........per farlo ok?"

"…in ogni caso preferisco di gran lunga la mia superbia fastidiosa ma genuina,
alla vostra umile ma falsa modestia.
cmq signori,ognuno per la sua strada e buona fortuna,vedremo chi avrà avuto ragione,e tanto per non smentirmi,vi dirò che sono assolutamente sicura che ho ragione io!!!!!!!…"

…Che dire? Che sottile ironia, che argute argomentazioni le tue!
Oh, certo che a non cogliere ironia nelle tue parole bisogna essere davvero ciechi…
La verità è che sei astiosa, invidiosa, infantile ed egocentrica, e l'ironia è soltanto una scusa che usi per giustificare la tristezza delle tue affermazioni, prive di motivazioni, di continuità logica, di una qualsiasi base umana. La povertà che hai dimostrato è desolante, dovresti vergognarti e scusarti per la tristezza che mi hai comunicato, ed immagino non soltanto a me.

Per quanto mi riguarda, se anche fossi privo di fantasia.. eccetera eccetera.. beh, non vedo cosa abbia a che fare con te, non vado in giro per il mondo a dire il contrario e a vantarmi come fai tu.
Potrei anche essere privo di qualsiasi cosa, perché dovrei rendertene conto? In realtà penso che tu creda il contrario, e la cosa ti fa imbestialire perché sei misera e invidiosa.

Ti faccio inoltre notare che da giorni fa sino ad ora non ho fatto altro che chiederti i motivi delle tue affermazioni, invitandoti ad un dialogo diverso da quello dei tifosi della curva sud, dimostrando comunque un barlume di speranza verso un possibile dialogo, e non limitandomi a prenderti in giro come dici di aver fatto tu. Chiedere che tu voglia notare questo, forse è davvero troppo.
Torna pure al tuo misero sguardo che raccoglie a fatica il giardino di casa tua. Torna al tuo vestito di ortiche, alla tua aspirapolvere alle 6 di mattina, alla tua impalcatura di sabbia sporca.


 Re: l'altro da me che era me
Autore: BikiniGirlsWithMachineGuns 
Data:   24-04-03 02:44

greenie l'hai fatta grossa :)


 Re: l'altro da me che era me
Autore: tippi 
Data:   24-04-03 03:42

La tua giustificazione, sherardia non credo regga.

Affermi di provocare per conoscere.

Bene, Walter molto cortesemente ti ha offerto più volte una possibilità di spiegare le tue ragioni.....e non lo hai fatto.

Anche supponendo che la tua fosse una mossa tattica per provocare e conoscere,credo ti sia chiaro da passate esperienze della tua vita( che sicuramente avrai pur, o non hai una vita?) che provocare a oltranza alla fine o annoia o esaspera......a meno che tu non miri a questo, cioè il tuo presunto metodo gnoseologico basato sulla provocazione mira solo a esasperare le persone per poter poi affermare la tua superiorità....ma ,sheridan, tutti reagirebbero così.

L'alternativa che lasci oltre quelle elencate ,è solo quella di aver noia di te, o peggio, paura del tuo modo di fare, casi di fronte ai quali riproporresti comunque la tua presunta superiorità alla fine .

La tua tattica, se vuoi chiamarla così ,in realtà si rivela per quello che è ....un misero giochino per autocelebrarti, un disperato tentativo di affermazione di te stessa sugli altri e sopra gli altri.......

Sono senza parole


 Re: l'altro da me che era me
Autore: Pippy_calze_lunghe 
Data:   24-04-03 05:04

Gurda Tippy, hai proprio afferrato quella che è sherardia complimenti ;) ;) ;) ;)


 Re: l'altro da me che era me
Autore: tippi 
Data:   24-04-03 22:00

Sylesia o Pippy che dir si voglia, chiariamo un punto;per ciò che attiene il tuo nick Pippy , è stato mio fratello che in una battuta mi aveva detto che c'era assonanza tra i nostri nick, Tippi e Pippy.

Se vuoi continuare in chat e altrove a gettare mistero sulla mia identità nonostante la abbia già palesata piuttosto chiaramente, sei libera di farlo, ed anzi, ne sono sinceramente lusingata.Greta Garbo era una donna che ha fatto del mistero sulla sua identità un punto di forza, una immagine vincente, un elemento imprescindibile del suo fascino.Sinceramente non credo di essere altrettanto bella come lei o misteriosa, ma chissà che non ne possa ricavare del bene e in questo dovrò ringraziare solo te e un'altra persona, a quanto mi hanno riferito; spero che assimilarti ad un investigatrice privata che lavora nelle tenebre per cercare qualcosa di praticamente già detto possa offrire anche a te motivi di gioia e contentezza.:) :) ....e se questo ti può fornire motivi di valore o di orgoglio, sono felice di aiutarti in questa impresa di accrescimento del tuo ego.....:) :) .Spero che alla fine questa esperienza non mini la tua auto stima, ma farò di tutto perchè questo non abbia luogo.

Se inoltre vuoi prendere spunto dalla cosa per assistermi anche sul forum con i tuoi interventi , non posso che esserne felice anche perchè mi piace giocare come fai tu e spero di poter imparare da te questa arte.Spero di aver trovato così una compagna di giochi in questa landa fosca e densa di sospetti :) :) , un raggio di luce tra le tenebre:) :) .

Posso considerarti mia amica?
Sono certa che sia già così, tra quasi omonime c'è sempre un feeling , non fosse altro per il condizionamento derivante da un nick quasi uguale.In nomen omne ,no?
Come amica mia,ti ringrazio allora dell'appoggio che mi hai dato nell'analisi del comportamento della tenente Sheridan, l'altra investigatrice del forum come te :), ma avresti potuto spendere anche qualche parola di conforto per lei, non credi?
Una ragazza così sensibile come te( e sono certa che lo sei, non fosse altro per una questione di ruolo nelle forze investigative:))avrà pur qualche parola pubblica da spendere per una sua cara amica e confidente come la tenente sheridan della squadra investigativa.....d'altro canto, tra colleghe ci si intenderà pur un po' , credo, amica mia, non credi?
:) :) :) :)


 Re: l'altro da me che era me
Autore: FdL Jack 
Data:   25-04-03 01:27

Può una trottola roteare contemporaneamente nei due sensi?
Può un coccodrillo saltare una staccionata senza per questo impigliarsi la coda?
Non credo proprio... ma può certamente un giardino contenere contemporaneamente pomodori e porri.
Nessuna coltivazione è più importante dell'altra.
Nessuna è più bella dell'altra.
Possono convivere a patto che nessuno si nutra dell'humus dell'altra.
E di certo finiranno tutte e due sullo stesso piatto, insieme per una gustosissima insalata.
Walter e Sherardia, Sherardia e Walter.
Il vostro alter ego supera voi stessi poichè si aggrappa alle vostre idee.
Non dimenticate che l'altro di voi che era voi potrebbe invertire il senso di marcia stilizzando il vostro prossimo destino.
Non dimenticate chi siete e perchè siete giunti in questo luogo poichè la vostra memoria potrebbe interpolarsi e, taletesemente parlando, intravvedersi nel momento sbagliato.
Sherardia confronta il suo sostantivo con la gente che passeggia docilmente sui suoi piedi.
Walter prende forza da un questionario che nessuno osa svelare.
ambedue intersecano il loro karma in un piatto di spaghetti alla carbonara che un giorno verrà cortesemente divorato.


:bryo6) :bryo6) :bryo6)


 Re: l'altro da me che era me
Autore: sherardia 
Data:   27-04-03 03:10

chi mi credo di essere?semplicemente me stessa caro walter,quello che tu non hai capito e che mi ha divertito e mi diverte tuttora, è che tu te la sei presa di brutto io invece ho continuato ad alimentare il tuo rancore ridendoci sopra....forse ti è sfuggito,ma sei stato tu a prendertela per una semplice frase iniziale mia che non voleva essere assolutamente provocatoria,ma evidentemente la tua era una coda di paglia che ha subito preso fuoco,visto ciò, la tentazione è stata più forte di me e non ho resistito all'impulso di buttarti tutto quello che mi passava per la testa....hai presente i polli? quando lanci loro qualcosa accorrono subito e beccano tutto quello che trovano,tu hai fatto la stessa cosa....ma davvero credi che ti avrei detto chi sono veramente?e ti avrei svelato i miei pensieri e idee? manco so chi sei,e poi dopo la prima reazione nei miei confronti( a proposito te la dico se no....tu ti sei rivoltato come na serpe quando ho scritto"è troppo comodo dire vai avanti che ti seguo")e poi accusi me di non saper accettare? e poi come ho sempre detto mi piace guardare in faccia le persone quando devo parlare seriamente,e non attraverso un forum o chi per lui....dicevo seriamente quando te lo proposi,ero sicura non avresti accettato perchè appunto non hai le .......per farlo,è MOLTO MA MOLTO comodo scrivere stando dietro uno schermo perchè guardare in faccia,nella palle degli occhi è molto più difficile,è facile essere scoperti falsi e inaffidabili.
sarebbe troppo comodo per me adesso dirti chi sono e come penso,ma sinceramente non mi va,non me ne frega niente del tuo giudizio,per me puoi continuare a pensarla come vuoi su di me,la cosa non mi tocca,devi darmi atto di una cosa però,sono riuscita a farti sputare un pò di tutto quel veleno che hai addosso....usa il tuo altro da te in maniera positiva,cerca di disintossicarti da tutta quella melma che hai in corpo,solo risparmia il tuo prossimo......chissà che anche tu non prenda finalmente consapevolezza di te stesso,ma senza provare rancore o rabbia nei confronti di chi diversamente da te,riesce a ridere di se stessa e si gode la vita così semplicemente giocando con essa e divertendosi a cambiare ruoli e situazioni......questo non è vanità o superiorità,ma molto più semplicemente accettare la vita per quello che è e viverla il più gioiosamente possibile...quello che tu non sai fare:D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D
saluti e baci a tutti belli e brutti:p :p :p :p :p :p :p :p :p :p :p :p :p :p :p
ps....grazie Jack;)


 Re: l'altro da me che era me
Autore: sherardia 
Data:   27-04-03 03:15

dimenticavo ....tanto per ficcartelo in zucca se mai mi riuscirà di farlo...ho stampato tutte le tue risposte e le incornicio,così nei momenti un pò bui me le rileggo e mi tiro su il morale....devo dire che non mi sono mai divertita tanto come ultimamente,e ti ringrazio infinitamente per questo........
baci a tutti
sher


 Re: l'altro da me che era me
Autore: TELEFONO AMICO 
Data:   27-04-03 03:39

sheridan?qui l'unica persona che ha cacciato fuori cattiverie e che mi sembra frustrata non mi sembra sia Walter....

Il fatto di non volerti incontrare forse significa che i tuoi interlocutori hanno una vita, una VITA al di fuori della chat e che , oltre a postare nel forum di Bryonia, sheridan cara,hanno interessi quotidiani che li sottraggono da una simbiosi maniacale con la vita virtuale e consente loro di non prenderla troppo sul serio e di evitare persone che hanno cadute di stile o che fanno del forum un palcoscenico privato alla ricerca di applausi o di supremazia.


......prima parli di provocazione come tattica conoscitiva poi cambi idea(perchè non regge)e dici che istighi rancore per ridere delle persone , descrivi gli altri come melma.....e poi dici che sei capace di autoironia...che ridi di te stessa......

sheridan?ma lo hai capito l'ogetto del contendere di questi interventi o questa è una tua crociata privata contro Walter e contro tutti quelli che ti pongono uno specchio davanti la faccia?


Parliamoci chiaramente, sheridin;tra incontrare una che si sa che prende sul serio un post come quello dell'altro da se partendo lancia in resta scantonando alla grande con volgarità gratuite ('ero sicura non avresti accettato perchè appunto non hai le .......per farlo'......parole tue e che hai detto anche in unaltro intervento qui....che volgare.....) e l'idea di uscire con la donna della propria vita o anche solo con 4 amici con cui mangiare una pizza.........ma tu sai dirmi quale UOMO , SANO DI MENTE E DI CORPO ,direbbe di sì a te?


 Re: l'altro da me che era me
Autore: walter 
Data:   27-04-03 04:05


On no, Sherardia bella, ti avevo semplicemente chiesto spiegazioni, e tu hai preso la palla al balzo per la tua nauseante esibizione, non aspettavi altro. Nascondila pure da “prova d’ironiaâ€, ma la verità è che non sai nemmeno cosa significhi questa parola, e la scarsa stima che ho per il tuoi comportamento l’hai completamente guadagnata.
Temo di avere un certo intuito per il riconoscere la presunzione altrui, e così ti ho riconosciuta con fin troppa facilità. Delle tue idee potrebbe interessarmi come mi interessa di quelle degli altri, non sei in una posizione differente anche se ne sembri convinta. Ogni tua frase sin qui ha trasudato narcisismo, giudizi definitivi per tutto (persone comprese), astio e rancore per chissàchecosa, e totale mancanza di ironia.
Naturalmente hai ritenuto opportuno, ancora una volta, dare giudizi senza motivarli, ignorando completamente quanto scritto da Tippi, oltre che da me. E la cosa è ormai talmente ovvia che mi sono stancato di ripeterla, parlare con te è arricchente quanto farlo con un muro senza intonaco.

Per quanto riguarda il tuo presunto saper giocare con la vita, e altre lezioncine che come al solito hanno al centro esplicitamente te stessa e non idee o valori, ti invito semplicemente a rileggere il tuo ultimo messaggio.
E’ davvero desolante incontrare frasi tristissime come “…non ho resistito alla tentazione di buttarti addosso tutto quello che mi passava per la testa…â€. Complimenti davvero, è evidente che per te la parola e il rispetto per la ricchezza dell’uomo non contano proprio nulla, e tutto nasce dal fatto che pregiudizialmente ti poni verso l’altro con atteggiamento di superiorità auto-attribuita. Forse un giorno arriverai a sospettare che ogni persona ha qualcosa che tu non hai, e ad amare le qualità altrui invece che disprezzarle perché a te estranee.
Per quanto riguarda il “parlarsi faccia a faccia†ho già detto quanto devo, supporre che tu abbia perso tempo a leggere immagino sia inutile.

Per quanto mi riguarda, mi rimprovero solo una cosa: l’aver fatto coincidere i giudizi sul tuo comportamento col giudizio complessivo su di te. Un conto è dire “hai fatto un’idioziaâ€, altro è dire “sei un idiotaâ€, e la differenza che passa tra i due atteggiamenti non è minima. Il riconoscerlo è parte del baratro che ci separa, sempre che ti è possibile comprenderlo nella tua attuale modo di porti verso il prossimo.

Ci tengo a dirti che la sensazione che mi lascia tutto ciò è di profonda tristezza, perché attraverso di te ho potuto toccare con mano quanto in basso possa cadere l’uomo nella sua autoglorificazione, nella sciocca presunzione di conoscere gli altri, nella totale mancanza di amore nel senso più ampio del termine. Da come ti sei relazionata con me, sembrava quasi che tu avessi un odio antico e personale nei miei confronti, e la cosa è davvero molto triste. Il mondo è purtroppo pieno di persone che con loro atteggiamento fanno di tutto per rovinare le cose e porsi al piano più basso, a contatto col fango. A me ora è capitato di parlarti, e toccare con mano tutto ciò. Spero ti trarne qualcosa di positivo, a dispetto di ciò che tu mostri così bene di desiderare.
Credo che ti farebbe molto bene imparare a donare qualcosa agli altri, riconoscere i tuoi limiti e la tua povertà di fonte all’Amore, e non innalzare da sola la tua statua, perché come cantava Battiato “… siamo niente, dei miseri ruscelli senza fonteâ€.

Non sono stato tenero con te? Certo, non capisco perché tu debba chiedere a me ciò che chiederesti ad un santo, e di certo non a te stessa. Sono ancora nauseato dalle tue parole così povere di orizzonti e della ricchezza possibile all’uomo, non ho motivo di nasconderlo.
Ogni giorno l’esperienza ci mostra come sia possibile scorgere nell’altro il volto di Dio come quello dell’odio, spero che più persone possibile traggano da questa – diciamo così – “discussione†una piccola spinta per seguire l’Amore e non il lato peggiore di sé, l’istinto dell’autocelebrazione del proprio nulla.


 Re: l'altro da me che era me
Autore: Sylesia 
Data:   27-04-03 05:13

"Se vuoi continuare in chat e altrove a gettare mistero sulla mia identità nonostante la abbia già palesata piuttosto chiaramente, sei libera di farlo"
Guarda che io non mi chiamo Greenie....teis e feis? (ahahah!)
Io non ho DETTO che tu sei greenie, io PENSO che tu sei Greenie, ma sinceramente, non me ne frega nulla.
"ma chissà che non ne possa ricavare del bene e in questo dovrò ringraziare solo te e un'altra persona, a quanto mi hanno riferito" Quindi qualcuno ha fatto il nome mio?? interessante, ma non me ne frega ancora nulla, sarebbe inutile dirti che scoprire la tua identità, non mi interessa.
"spero che assimilarti ad un investigatrice privata che lavora nelle tenebre per cercare qualcosa di praticamente già detto possa offrire anche a te motivi di gioia e contentezza. ....e se questo ti può fornire motivi di valore o di orgoglio, sono felice di aiutarti in questa impresa di accrescimento del tuo ego..... " eheheheheheh!!!!! -_- (mah!!!pensa te!)
"Spero che alla fine questa esperienza non mini la tua auto stima, ma farò di tutto perchè questo non abbia luogo." grazie sailor moon.
"Se inoltre vuoi prendere spunto dalla cosa per assistermi anche sul forum con i tuoi interventi , non posso che esserne felice anche perchè mi piace giocare come fai tu e spero di poter imparare da te questa arte" Guarda, penso che in questa arte tu sia il/la migliore maestro.
"Spero di aver trovato così una compagna di giochi in questa landa fosca e densa di sospetti , un raggio di luce tra le tenebre" oooooooooo come siamo gentili ^_^
"Posso considerarti mia amica?
Sono certa che sia già così, tra quasi omonime c'è sempre un feeling , non fosse altro per il condizionamento derivante da un nick quasi uguale" certo, nome simile, amiche 4everrrrrrrrr!!!!!!!!!!!!! :)
"Come amica mia,ti ringrazio allora dell'appoggio che mi hai dato nell'analisi del comportamento della tenente Sheridan, l'altra investigatrice del forum come te " si si che bello! Apriamo un' agenzia investigatrice???? che bello che bello!!! :) non sto nella pelle!!! mmm.....solo una cosa, qual'è il mio oggetto di studio momentaneo...? perchè io nn lo vedo....mannaggia!
"d'altro canto, tra colleghe ci si intenderà pur un po' , credo, amica mia, non credi?" certo sailor moon!


 Re: l'altro da me che era me
Autore: Sylesia 
Data:   27-04-03 05:17

ps= ho avuto la conferma di ciò che pensavo.


 Re: l'altro da me che era me
Autore: sherardia 
Data:   27-04-03 09:38

infatti syle............;) ;) ;) ;)
"QUALE UOMO SANO DI MENTE E DI CORPO DIREBBE DI Sì A TE?"
AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH....BELLISSIMA QUESTA,DAVVERO BELLA,è PROPRIO LA CILIEGINA SULLA TORTA C HE MANCAVA!!!!!!!!!!
USSIGNUUUUUUUR,MI FATE SGANASCIARE,SIETE DAVVERO SPASSOSISSIMI.....peccato non aver !INTRAPRESO QUESTA CROCIATA" prima,mi sarei divertita tanto ma tanto di più..................8) 8) 8) 8) 8) 8) 8) 8) 8) 8) 8) 8) 8) 8) 8) 8) 8) 8) 8) 8) 8) 8) 8) 8) 8) 8) 8) 8) 8) 8) 8) 8) 8) 8) 8)e con questa mi congedo definitivamente,cari signori vi ringrazio dell'ottima compagnia,mi riservo di"stuzzicarvi ancora in seguito,tanto ci cascherete sempre e comunque!!!!!!!!!!


 Re: l'altro da me che era me
Autore: walter 
Data:   27-04-03 10:56


sherardia, che pena… sei degna di ricovero coatto con puntura nel chiappone. Lo spero almeno per i tuoi vicini di casa.
Devi assolutamente parlare con qualcuno - che ancora non ti disprezza - perché ti aiuti a curarti, forse non tutto è perduto. La tua risata isterica è davvero inquietante, ed il tuo odio per chi ti surclassa con naturalezza rivela gravi turbe all’origine.
Ormai ti distinguo a fatica dal tuo altro da te, che immagino ti sia molto simile, esteticamente ed aromaticamente parlando, ed in quanto ad argomentazioni potenzialmente disponibili alla per noi sgradita esposizione.

Bene, tra non molto - cari amici - immagino che torneremo a parlare del tema portante di questa discussione, sperando che la cosa non urti i gravi limiti di qualcuno che sognava le luci della ribalta e una platea accondiscente. Dato che questo non è l’asilo nido, e neanche un reparto psichiatrico, le cose sono andate diversamente. Come si chiamava? Accidenti, non ricordo il nome…. ciao a tutti


 Re: l'altro da me che era me
Autore: tippi 
Data:   27-04-03 22:52

la lingua batte dove il dente duole.....

Autore: sherardia (---.98-62.inwind.it)
Data: 27-04-03 18:38

"QUALE UOMO SANO DI MENTE E DI CORPO DIREBBE DI Sì A TE?"
AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH....BELLISSIMA QUESTA,DAVVERO BELLA,è PROPRIO LA CILIEGINA SULLA TORTA C HE MANCAVA!!!!!!!!!!

questa è la cosa che ti fa male, che ti fa usare le maiuscole, che ti rende isterica....non c'è nessuno nella tua vita...mi spiace.

Lo so che alcuni speleologi , dopo una solitudine forzata nei profondi recessi delle viscere della terra affermano di vedere presenze immateriali attorno a se, esseri parlanti e cose varie , per compensare la solitudine; la mente umana si difende come può, dopo tutto.Che questi tuoi exploit non siano una difesa dalla solitudine della tua esistenza?

Per ciò che attiene invece Sylesia....comme vous voudrez, non sono qui per risolvere i problemi altrui.


 Re: l'altro da me che era me
Autore: sherardia 
Data:   01-05-03 12:13

dunque "non cè nessuno nella mia vita" ehhhhhhhhhhhhhhh?.................................................................................
eh sì carissima tippi,hai proprio detto bene,porca miseria ma come ho fatto a non capirlo prima?accidenti,ecco qualè il mio guaio....perciò come urlò CICCIO INGRASSIA nel bellissimo film AMARCORD.............
"VOGLIO UN UOMOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!!!!!
acc.......scusate mi ero congedata è vero,ma dopo aver letto l'ultima trovata ed essere stata illuminata dalla sapienza infinita di questa ipotetica tippi,non potevo non rispondere.....
ti prometto tesoro che farò di tutto per trovarne uno,e chissà che anch'io non diventi finalmente una "persona normale,saggia e umile come voi.
grazie per l'interessamanto:D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D


 Re: l'altro da me che era me
Autore: libellula gitana 
Data:   01-05-03 13:16

questa vostra discussione lo so non mi riguarda
ma le ultime vostre battute, mi demoralizzano e mi deludono...
tippi come puoi insinuare cose su persone che non conosci?
perchè non provate a vedere le cose da altri punti di vista?
non ho problemi ad ammettere che non ho letto una sola parola di tutti gli 87 post precedenti agli ultimi, chi se lo sobbarca una mazzata del genere?
tippi voglio precisare che sherardia ha molti amici e di sicuro non si sente sola, perchè se è così mi offendo da matti :p
sherardia ho una sola cosa da dire, lo so che tu ti diverti a sbeffeggiare chi si crede grande e s'infuria x delle stupidaggini, ma se di loro corda la faccenda continua all'infinito, loro si rendono ridicoli, ma tu stessa rischi di diventarlo mettendoti al loro livello.

bzzzzzzz kisss


 Re: l'altro da me che era me
Autore: sherardia 
Data:   01-05-03 14:41

hai perfettamente ragione libellula,è ora ke smetto..........................
ma mi conosci no? lo sai che a certe tentazioni proprio non resisto!!!!!!
cmq sì basta è davvero ora di finirla con queste cretinate.
ciao a tutti e stavolta definitivamente


 Re: l'altro da me che era me
Autore: tippi 
Data:   01-05-03 22:53

Cheriè sheridàn, quando si parla in una comitiva si attende che tutti abbiano finito di parlare prima di troncare il discorso, altrimenti si potrebbe essere tacciati di autoritarismo :p .....in genere si attende che tutti chiudano il cerchio................per quello che mi riguarda, fa pure, sono indifferente al tuo gesto di chiusura e non serbo rancore per natura.........come ho detto alla nostra amica sylesia...comme vous voudrez :)

Libellula gitana(che bel nick che hai trovato , questa volta), per una questione di equità ritengo tu possa rivolgere la stessa domanda alla tua amica in relazione al tono e alle cose che ha detto nei suoi precedenti post, non credi?Conoscere una persona credo significhi anche conoscerne i difetti.
Sono contenta che abbia tanti amici e anche se la solitudine esistenziale può essere una condizione che esula dalla presenza o assenza di persone intorno........


 Re: l'altro da me che era me
Autore: walter 
Data:   02-05-03 03:53

Cara Tippi, leggo con fremito e viva partecipazione di un certo addio “definitivoâ€, che se non sbaglio risulta essere il terzo. (sbadiglio).
Per quanto riguarda il messaggio di Libellula, in esso a mio parere si rintraccia quella logica del “fortinoâ€, della quale abbiamo accennato in precedenza, ovvero il rinchiudersi in un gruppo e difenderlo a scapito di possibili riflessioni e di onestà intellettuale. Se per ipotesi Libellula l’avessimo “conosciuta†noi, ora ci verrebbe probabilmente detto di non scendere al livello dell’altra nostra interlocutrice. Pur non avendo nessuna idea di questo “livelloâ€, per chiara ammissione.
So che la cosa è talmente ovvia che non forse meriterebbe di essere detta, e cmq non è una critica alla persona Libellula ma soltanto ad un preciso atteggiamento che pare piuttosto diffuso, un’occasione per dirsi liberamente ciò di cui si dovrebbe parlare.
Lo stesso altro da sé è simbolo creato dell’eliminazione di quanto, nell’esplicitarsi, ha esaurito la propria funzione. In certo modo, credo che – nonostante una non cosciente intenzione della controparte – in queste ultime discussioni si sia noi stesso trovato lo stimolo per compiere qualche passo ulteriore in altre direzioni, Tippi. Pur essendo la funzione della controparte tristemente “esauritasi†da subito, non lo è la nostra nell’ambito dell’autoanalisi e del costante tendere ad un miglioramento di sé, quindi per quanto mi riguarda posso dire di aver tratto qualche spunto per l’edificazione di freschi pozzi d’acqua pur trovandomi nel deserto della squallida siccità e nei parcheggi dalle mura in cemento armato.
Con questo voglio accomunare la funzione Stimolante delle ultime “argomentazioni†propinateci agli elementi atti a favorire una certa assidua e proficua frequentazione della stanza in fondo a destra, quella col pavimento piastrellato in blu ed una tazza che non serve per bere.
Addentrandomi in questo territorio, non so quanto possa essere completo il recente cerchio propositivo accennante ad una discussione basata sulla perdonanza dell’altro da sé. Direi piuttosto che essa riveste tanto il singolo essere umano quanto il suo distaccatosi altro da sé, non essendo il rapporto tra i due univoco, e nemmeno di lettura “pianaâ€.
Vorrei anzi ridurre la cosa a diretta brutalità:

uomo, poniti di fronte al tuo altro da te, parlaci se può aiutarti, e dimmi.. quali le colpe? quali le sue? quali le mie?
…Senza timore di suddividere la suddivisione analitica in micro-suddivisioni con gli occhi chiusi e senza capelli, pronte per l’incubatrice, consci dell’ampiezza dell’argomentazione e della sua disagevole superficie, invito a porsi la domanda ineluttabile, domanda che non è altro da me ma mi riguarda intimamente.


 Re: l'altro da me che era me
Autore: libellula gitana 
Data:   02-05-03 04:48

caro walter ho avuto occasione, seppur breve, di parlare con te in chat, ora lo ammetto sono affascinata dal tuo modo di parlare blando e suadente ma allo stesso tempo colmo di significati.
ti ci vedrei bene come avvocato, predicatore o filosofo... Non è solo un modo di dire sono seria.
x quanto riguarda la parentesi sul fortino... faccio presente che se lotto lo faccio xè costretta e se lo faccio trovo il modo di farlo in un campo aperto vasto e sconfinato... i nemici preferisco guardarli negli occhi... e combattere a viso aperto. ma la questione è un'altra: per una semplice divergenza di idee è necessario lottare? non si fanno già troppe guerre nel nostro mondo ipocrita?
torno a ripetere che non ho letto tutti i post di questo argomento...
e sottolineo che non ho criticato solo tippi... ma anche l'atteggiamento sbagliato di sher, del quale avevamo già parlato in separata sede.

l'ultma precisazione che hai fatto, sul porsi di fronte a se stessi mi è piaciuta molto, perchè credo sia l'unico modo x poter andare avanti. Risolvere i problemi del passato significa non avere punti deboli a tal proposito, accettare gli errori significa non ripeterli in futuro. cercare di migliorarsi, significa migliorare... bzzzzzzzzzzzz ciao


 Re: l'altro da me che era me
Autore: tippi 
Data:   04-05-03 00:23


per una semplice divergenza di idee è necessario lottare?

Mi inserisco anche se non direttamente chiamata in causa....
Sì, credo sia corretto battersi per la difesa delle proprie idee;il primo passo è correttamente quello della presentazione e della apertura al dialogo e alla discussione, alla eventuale confutazione logica, cioè supporttata da tesi credibili.Nessuno crede di essere il detentore di verità assolute, ma di parziali visioni dell'insieme, credibili nell'ottica di chi le detiene, ma non in senso assoluto.Ovviamente la comunicazione tra simili e il conseguente scambio di idee considerate paritarie come valenza ontologica comporta l'acquisizione di una visione delle cose che si approssima per difetto alla totalità dell'essere in se più diquanto possa la singola interpretazione soggettiva del dato reale......ma se questo interscambio relazionale non è possibile?

E' giusto dare credito alla prima opposizione non logica e non coerente che ci si oppone?
L'invito alla interrelazione rimane sempre, ma non si accetta quello alla coercizione alla sottomissione implicito nell' atteggiamento di chi non propone tesi da discutere insieme, ma che ne impone l'acettazione supina .
La difesa della logicità può sfociare in due sensi; la critica dell'atteggiamento poco costruttivo nella analisi delle pulsioni psicologiche che spingono l'elemento autoritario della querelle ( e non si può fare altrimenti....come criticare una tesi che non viene supportata da argomentazione logica e che a ben vedere non viene palesata?nel caso specifico è stata fatta una critica metodologica affermando che i post erano privi di contenuto, ammettendo di non aver letto nulla...critica piuttosto inconsistente)o il silenzio di fronte alle provocazioni , che però a ben vedere non si pone come la via più aperta e disponibile.....il silenzio è assenza di dialogo, è chiusura.

L'indifferenza del silenzio indubbiamente è elegante, ma non è costruttivamente intesa verso l'avanzamento di se e degli altri, il miglioramento proprio e altrui
Infatti poco dopo hai anche tu detto che...

''l'ultma precisazione che hai fatto, sul porsi di fronte a se stessi mi è piaciuta molto, perchè credo sia l'unico modo x poter andare avanti. Risolvere i problemi del passato significa non avere punti deboli a tal proposito, accettare gli errori significa non ripeterli in futuro. cercare di migliorarsi, significa migliorare... ''


 Re: l'altro da me che era me
Autore: Circe 
Data:   04-05-03 08:34

Dato che avevo interrotto il mio dialogo sul forum prima che questo degenerasse nello sfogo adolescenziale di una serie di persone che non voglio giudicare, perché non conosco, ma che sicuramente mi hanno lasciato delle impressioni (perché quando si scrive sbandierando sinceritá e poi si nega di aver mai voluto dire niente di se stessi si commette uno sciocco errore di ingenuitá e goffagine imbarazzata)...e queste impressioni, appunto non sono affatto positive ma scivolano nella melma del patetico(per fortuna a quanto pare si sta tornando invece all'ordine e al dialogo) non vedo perché non riprendere le riflessioni su un argomento tra l'altro presto considerato e giudicato da taluni noioso o proposto nella maniera sbagliata, accademica, mi pare, mentre veniva preferita invece una forma barocccheggiante se non sbaglio. Be, io direi semplicemente che le persone non interessate sono liberissime di estraniarsi dal discorso e lasciare noi noiosi discorrere pacificamente.

Cosi miei cari vi aggiorno sull'evoluzione di questo rapporto col mio altro da me che devo dire mi sta aiutando ma anche inquietando...

Non mi ero mai soffermata cosi intensamente a riflettere sul perché del suo essere e sul come de suo evolversi, che varia a secondo del mio umore, delle mie serate (vorreste per caso paragonare il vostro altro da voi di una serata passata a respirare aria fresca di una sera di primavera, mangiando piccole bacche selvatiche qua e la e saltellando e ridendo della vostra leggerezza, con quello di un post fagiolata alla Bud - ho la ricetta, se vi interessa-)...cosi costante eppure cosi imprevedibile, delle volte. Eppure parlargli, osare chiedergli...gia solo rivolgergli intimamente la parola, sarebbe troppo, per me...non credo di reggere questo confronto, in questo momento per me di estrema debbolezza psico-fisica.
Peró posso dire di essermi svegliata oggi con ottimi propositi e di voler riequilibrare questa mia altra parte di me...soprattutto perché come Walter mi consigliava va educata con la fermezza e l'amore che un padre ha verso suo figlio. Eppure é ancora troppo difficile per me dirgli "no", imporgli la mia volontá (soprattutto per quanto riguarda quel suo odioso spirito pacchiano che lo fa affezionare a quei due o tre posti e che puó creare dei notevoli disagi,credetemi) ma del resto si sa, come disse un grande saggio, se prima non impari a cavalcare non riuscirai mai a domare il puledro.

Baci, Circe:bryo9) :bryo9) :bryo9)


 Re: l'altro da me che era me
Autore: walter 
Data:   04-05-03 09:21


cara Circe, sono davvero contento che tu abbia impugnato le redini, prospettando un maggior controllo nel rapporto col tuo altro da te, rapporto in ultilma analisi sempre guidato dalla logica dell'amore.
spero non mancherai di tenerci informati sugli sviluppi del percorso, del tuo percorso nell'estrinsecare, e del suo percorso in senso verticale.
la parentesi che io aprivo recentemente era riferita in particolare alla dualità nel rapportarsi all'amico "altro da me":
Davvero ho qualcosa da rimproverare ad esso? certo, talvolta l'espulsione del mio "ex" sembra essere davvero prematura e stupidamente impellente, contraria a ritmi più spontanei, ma io credo che a volte noi stessi ci si debbe rendere conto di mancanze nei suoi riguardi. è una presa di coscienza che va affrontata con onestà.
ritornerò sull'argomento prossimamente. Nel frattempo chi avesse eventuali impressioni sul tema dell 'io fui può comunicarle, è un dialogo potenzielmente aperto, ma non per questo accomodante o banalizzante. buona serata


 Re: l'altro da me che era me
Autore: Circe 
Data:   04-05-03 09:54

...effettivamente potrebbe semplicemente sentisi soggiogato, non considerato..e forse a questo si devono le sue occasionali esplosioni d'ira, se cosi poeticamente vogliamo chiamarle...



ci penseró...in attesa del nuovo giorno e del mio prossimo incontro con l'altro da me (che a questo punto spero non si sia offeso per la mia arroganza e non si faccia piú vedere:bryo8: :bryo8: )

a presto!




 Re: l'altro da me che era me
Autore: walter 
Data:   08-09-03 16:03

Miei fedeli adepti del culto espellente, mi preme assai aggiungere un altro piccolo tassello alla disamina - mai obsoleta - dell'altro da sè.

Trovandomi quest'estate in stato di grazie e benessere, ho spesso approfittato dei doni di Bacco e di provvidenziale manna su tovaglia bianca ornata di fiori.
Il ripetuto atto di generosa assimilazione si è riverberato su certa circonferenza altrimenti detta "curva del benessere", il che ha offerto stimolo per l'attuale ascetica pratica di rinuncia - meglio, chiamiamola moderazione - il che conferma come nel male non vi sia male soltanto, ma spesso il seme per nuovi frutti da cogliere.
Ciò da un lato accomuna il pensiero orientale non-dualista con la meticolosa definizione dell'altro da sè, che in questa sede ha raggiunto livelli di indiscutibile maturità.
Conseguenza non tracurabile è però una esponenziale diminuzione quantitativa - e, permettetemi, qualitativa - dell'eliminazione dell'altro da sè.
Ora, il dubbio non risiede tanto nella possibile contrarietà dell' oggetto stesso, recluso ad un ruolo esterioremente marginale,
quanto nella limitazione di un riconosciuto piacere di natura anche spirituale, e lo abbiamo dimostrato, il che contrasta con l'intento di dominio degli impulsi troppo spesso beatificati come "istinto" al quale obbedire.
In sostanza, due differenti approcci evolutivi sembrerebbero entrare in contrasto, e non è chairo quale sia la voce da ascoltare.
Il problema, lo so, apre ampi squarci d'inquietudine, come un incudine che squarcia la leggerezza del confronto, confronto al quale per mio conforto pongo il problema della futura leggerezza affinchè la sopracitata curva acquisisca caratteristiche concave e non più convesse, che forse paiono le stesse - ahi, quale inganno - ma tali non sono. saluti.


 Re: l'altro da me che era me
Autore: shamanGHIANDA N.C. 
Data:   08-09-03 18:24

a me fa piacere vedere che tutti se vi impegnate mi battete nella lunghezza dei post.... sono quasi gelosa! ihihihihiHIHIHIHIH!!!


 Re: l'altro da me che era me
Autore: Fl@my 
Data:   09-09-03 16:58

wow questa serie di messaggi va avanti dal 16 febbraio!!!!8)
incredibile! cmq complimenti a voi davvero una grande profondità:p

baciotti:bryo10)
fl@m:bryo2)




 Re: l'altro da me che era me
Autore: greenie 
Data:   09-09-03 18:58

mon dieu.......heheheehhe:D


 Re: l'altro da me che era me
Autore: Sara 
Data:   10-09-03 13:42

Complimenti a greenie e walter (e a chi ha capito la loro profondità e ha collaborato...) e un grazie alla mitica sherardia :D (Complimenti x l'acume cara...)
Spero la discussione continui o riprenda...sarebbe interessante affrontare l'argomento adesso...dopo la pausa estiva, adesso che è necessario tornare alla regolarità che magari in vacanza abbiamo perso o mutato
Baci a tutti :smack)
vado a riempirmi d me
RosaStrega




 Re: l'altro da me che era me
Autore: Elvendil 
Data:   10-09-03 14:45

...eh?


 Re: l'altro da me che era me
Autore: greenie 
Data:   11-09-03 15:47

Elve.....è così liberatoria la faccenda........così,spontanea che a me viene naturale......non mi dire che tu non ti liberi mai dal tuo altro da te..........:p


 Re: l'altro da me che era me
Autore: greenie 
Data:   11-09-03 17:17

una volta al dì, elve....credo sia terapeutico.....non indurirti nel confronto con l'altro date .....lui era in te donagli libertà:) :)


 Re: l'altro da me che era me
Autore: greenie 
Data:   11-09-03 18:53

:) :) :) :) :) :) :) :) :) :) :) :) :) :) :) :) :)



ecco. sì.....liberatorio heehhehehehehehehehheheheh


 Re: l'altro da me che era me
Autore: sherardia 
Data:   14-09-03 16:39

Miei fedeli adepti del culto espellente [terminologia equivoca, impropria, onestamente fa pensare ad un club di defecatori trscendentali, laddove è assai arduo scorgere trascendenze. O no?], mi preme assai aggiungere un altro piccolo tassello alla disamina - mai obsoleta - dell'altro da sè.
E VENIAMO A QUESTO FAMOSO "ALTRO DA SE'. INTENDI QUALCUNO CHE SI METTEVA LE DITA SU PER IL NASO CONFRONTATO ALL"IO ISTANTANEO" CHE NON SE LE METTE PIU'? OPPURE TI RIFERISCI AD UN "IO CUMULATIVO, A TUTTOGGI; CIOE' LA SOMMA DI TUTTI GLI "IO ISTANTANEI" CHE FINO AD ORA SI SONO SUCCEDUTI? PERCHE' CAPISCI BENE CHE "ALTRO DA UN CAMMELLO" PUO ESSERE UNA CAFFETTIERA, OPPURE SAN GIUSEPPE, MA ANCHE UN HULA-HOP. QUINDI, SE IO VENISSI A CASA TUA PRETENDENDO DI VENDERTI, DICIAMO PER 19 EURO, UN "ALTRO DA UN CAMMELLO", LO COMPRERESTI? CARTAMENTE NO, PERCHE' POTREBBE ESSERE UN SASSOLINO OD UN ROTOLO DI CARAT IGIENICA. "ALTRO DA SE'" NON VUOL DIR NULLA. PUO' DARSI CHE TU INTENDA QUALCOSA, MA FRANCAMENTE NON E' CHIARO. IO HO CERCATO DI FARTI CAPIRE CHE LE TUE PAROLE ERANO SOLO PAROLE, E TU NON HAI VOLUTO CAPIRLO. CAPISCO ANCHE LA POSSIBILITA' CHE TU VOGLIA SEGUIRE UNA "SEMANTICA CREATIVA" ALLA RICOEUR, MA, PER FAVORE PARTI SUL PIEDE GIUSTO. PUOI PORTI DOMANDE DEL TIPO "QUANTO ED IN CHE MISURA NOI SIAMO LE NOSTRE STESSE ABITUDINI", OPPURE "QUNTO LA REALTA' NON SIA, PER COSI' DIRE UN FATTO EPISTEMICO E NON ONTOLOGICO"

Trovandomi quest'estate in stato di grazie e benessere, ho spesso approfittato dei doni di Bacco [QUANDO TI DICO CHE TI PARLI ADDOSSO, MI RIFERISCO A QUESTO TIPO DI ESPRESSIONI, OGGETTIVAMENTE BRUTTE. PERCHE' NON "VINO", O MEGLIO "HO BEVUTO BENE E MOLTO"?]e di provvidenziale manna su tovaglia bianca ornata di fiori [COME SOPRA. IO NON SO SE TU SIA MELENSO O NO, MA LE TUE ESPRESSIONI LO SONO OGGETTIVAMENTE. RILEGGITELE E SAPPIMI DIRE].
Il ripetuto atto di generosa assimilazione [YOU MEAN "FOOD AND WINE"?] si è riverberato su certa circonferenza [ORA VEDIAMO UN PO' COSA SIA UN "ATTO CHE SI RIVERBERA SU UNA CIRCONFERENZA" SULLA CIRCONFERENZA NULLA DA DIRE. GIA PIU ASTRUSO E' L'ATTO (DI QUALSIASI COSA) DI RIVERBERARSI SULLA SUDDETTA CIRCONFERENZA, CHE, ESSENDO UNA FIGURA GEOMETRICA ASTRATTA, NON E' IN GRADO DI RIVERBERARE UN BEL NULLA (ALTRIMENTI NON SAREBBE UNA FIGURA GEOMETRICA). DA CUI SI DEDUCE LA SEGUENTE PROPOSIZIONE: "DATA QUALSIASI COSA, UN CIRCONFERENZA, NON LA RIVERBERA PER NULLA". SE POI CHIEDI ALLA TAPINA DI RIVERBERARE UN ATTO, LEI CI RESTA PROPRIO MALE, SI SENTE INFELICE ED INCOMPRESA COME FIGURA GEOMETRICA. cE L'HAI CON LE CIRCONFERENZE? ODII I SEGMENTI DI RETTA E LE SEZIONI CONICHE? QUESTO E' UN "ALTRO DA TE" CHE DOVRESTI RICONOSCERE E SEPPELLIRE PER SEMPRE altrimenti detta "curva del benessere", [CI SIAMO DI NUOVO!!!! LE CIRCONFERENZE NON HANNO INTRPRETAZIONI "ALTRE DA SE'" E NON SI SOGNANO NEPPURE DI ESSERE "CURVE DEL BENESSERE". QUESTO CONCETTO L'HO TROVATO SOLO NELLA SPAZZATURA DEI BIORITMI"il che ha offerto stimolo per l'attuale ascetica pratica di rinuncia - meglio, chiamiamola moderazione [ E QUI SCUSAMI, NON POSSO FARE A MENO DI NOTARE CHE LA TUA MODERAZIONE E' UN PO' INEFFICACIE, VISTO CHE NON TI MODERI NEL DIRE COSE CHE SEMBRANO DIRE, MA SONO INVECE DI UN MUTISMO CONCETTUALE, SEMANTICO ED UMANO ASSOLUTO; UN SILENZIO RIMBOMBANTE!!!]- il che conferma come nel male non vi sia male soltanto, ma spesso [IL PEGGIO]il seme per nuovi frutti da cogliere.
Ciò da un lato accomuna il pensiero orientale non-dualista [SCUSAMI DI NUOVO, MA SE PER ELIMINARE IL PENSIERO "OCCIDENTALE E RIGOROSAMENTE DUALISTA" BASTA VINO E CECI, ALLORA KANT AVREBBE DOVUTO UBRIACARSI PER CAPIRE CHE SI STAVA SBAGLIANDO. E' ONESTAMENTE DA SCONSIDERATI LASCIARSI ANDARE A PASSAGGI PSEUDO LOGICI DI QUESTO TIPO. UNO BEVENDO SI UBRIACA E BASTA. SE POI RITIENI PIU' COMODO UBRIACARTI CHE RAGIONARE, SONO FATTI TUOI]con la meticolosa definizione dell'altro da sè [E QUI TI PREGO DI FARCI SAPERE, FINALMENTE A TUTTI QUESTA STRAMALEDDETTA DEFINIZIONE, PERCHE, A PARTE QUELLI CHE SI BEVONO TUTTO, NON CE LA HAI MAI FATTA SAPERE], che in questa sede ha raggiunto livelli di indiscutibile maturità [FALSO, SE TU LO AVESSI FATTO, AVRESTI CAPITO CHE, DIETRO LO SCHERZO ED IL CICALECCIO, LE MIE CRITICHE ERANO SOSTANZIALI]
Conseguenza non tracurabile è però una esponenziale diminuzione quantitativa - e, permettetemi, qualitativa - dell'eliminazione dell'altro da sè. [E VEDIAMO ANCHE QUESTA "DIMINUZIONE ESPONENZIALE E QUANTITATIVA DELL'ELIMINAZIONE DELL'ALTRO DA SE'". pRIMA OSSERVAZIONE: SE LA DIMINUIZIONE E' QUANTITATIVA, ALLORA E' MISURABILE. SE E' MISURABILE, NE VIENE INVITABILMENTE CHE ANCHE L'ALTRO DA SE' E' MISURABILE. MI SPIEGO. PERCHE' IL CONSUMO DI BENZINA E' MISURABILE (LITRI/KM), LA QUANTITA' DI BENZINA DEVE ESSERLO (INFATTI CI SONO I LITRI). ORA SE RILEGGI LA TUA FRASE, VEDRAI CHE UNA CONSEGUENZA INEVITABILE DELLA STESSA E' "L'ELIMINAZIONE DELL'ALTRO DA SE' E' UNA QUANTITA' MISURABILE". IL CHE' NON HA CAPO NE CODA, E NON PER COLPA MIA]
Ora, il dubbio non risiede tanto nella possibile contrarietà dell' oggetto stesso [ONESTAMENTE E SENZA CATTIVERIA. QUALE OGGETO?], recluso ad un ruolo esterioremente marginale [ESTERIORMENTE MARGINALE OPPURE INTERIORMENTE MARGINALE],
quanto nella limitazione di un riconosciuto piacere di natura anche spirituale, e lo abbiamo dimostrato, il che contrasta con l'intento di dominio degli impulsi troppo spesso beatificati come "istinto" al quale obbedire. [QUESTO SI CAPISCE].
In sostanza, due differenti approcci evolutivi sembrerebbero entrare in contrasto, e non è chairo quale sia la voce da ascoltare [PER FAVORE NON LA TUA!!!E' SBAGLIATA!!!].
Il problema, lo so, apre ampi squarci d'inquietudine [ONESTAMENTE SI], come un incudine che squarcia la leggerezza del confronto,
confronto al quale per mio conforto pongo il problema della futura leggerezza affinchè la sopracitata curva acquisisca caratteristiche concave e non più convesse, che forse paiono le stesse - ahi, quale inganno - ma tali non sono. saluti [QUESTA ULTIMO PERIODO E' DA NEURODELIRI E NON SI SA COME COMMENTARLO].
CARO, IO NON DUBITO CHE TU ABBIA LETTO UN PAIO DI LIBRICINI SULLO ZEN, CHE TU LI ABBIA MAL DIGERITI, MA CHE TI RICORDI QUALCHE FRASE QUI E LA'. MA DICO: "SIAMO MATTI"!!!! TU LEGGI TROPPE PREFAZIONI ED HAI UNA PERICOLOSA TENDENZA A PRENDER FISCHI PER FIASCHI. BLA BLA BLA=3BLA MICA QUALCOSA DI SENSATO. IO LO DICO PER MOTIVI DIDASCALICI, NON TANTO PER TE, MA PER QUELLI CHE CI POSSONO CREDERE. QUESTA E' PACCOTTIGLIA CHE PUO' FAR MALE. SMETTILA!!!!!


 Re: l'altro da me che era me
Autore: sherardia 
Data:   14-09-03 16:42

Miei fedeli adepti del culto espellente [terminologia equivoca, impropria, onestamente fa pensare ad un club di defecatori trscendentali, laddove è assai arduo scorgere trascendenze. O no?], mi preme assai aggiungere un altro piccolo tassello alla disamina - mai obsoleta - dell'altro da sè.
E VENIAMO A QUESTO FAMOSO "ALTRO DA SE'. INTENDI QUALCUNO CHE SI METTEVA LE DITA SU PER IL NASO CONFRONTATO ALL"IO ISTANTANEO" CHE NON SE LE METTE PIU'? OPPURE TI RIFERISCI AD UN "IO CUMULATIVO, A TUTTOGGI; CIOE' LA SOMMA DI TUTTI GLI "IO ISTANTANEI" CHE FINO AD ORA SI SONO SUCCEDUTI? PERCHE' CAPISCI BENE CHE "ALTRO DA UN CAMMELLO" PUO ESSERE UNA CAFFETTIERA, OPPURE SAN GIUSEPPE, MA ANCHE UN HULA-HOP. QUINDI, SE IO VENISSI A CASA TUA PRETENDENDO DI VENDERTI, DICIAMO PER 19 EURO, UN "ALTRO DA UN CAMMELLO", LO COMPRERESTI? CARTAMENTE NO, PERCHE' POTREBBE ESSERE UN SASSOLINO OD UN ROTOLO DI CARAT IGIENICA. "ALTRO DA SE'" NON VUOL DIR NULLA. PUO' DARSI CHE TU INTENDA QUALCOSA, MA FRANCAMENTE NON E' CHIARO. IO HO CERCATO DI FARTI CAPIRE CHE LE TUE PAROLE ERANO SOLO PAROLE, E TU NON HAI VOLUTO CAPIRLO. CAPISCO ANCHE LA POSSIBILITA' CHE TU VOGLIA SEGUIRE UNA "SEMANTICA CREATIVA" ALLA RICOEUR, MA, PER FAVORE PARTI SUL PIEDE GIUSTO. PUOI PORTI DOMANDE DEL TIPO "QUANTO ED IN CHE MISURA NOI SIAMO LE NOSTRE STESSE ABITUDINI", OPPURE "QUNTO LA REALTA' NON SIA, PER COSI' DIRE UN FATTO EPISTEMICO E NON ONTOLOGICO"

Trovandomi quest'estate in stato di grazie e benessere, ho spesso approfittato dei doni di Bacco [QUANDO TI DICO CHE TI PARLI ADDOSSO, MI RIFERISCO A QUESTO TIPO DI ESPRESSIONI, OGGETTIVAMENTE BRUTTE. PERCHE' NON "VINO", O MEGLIO "HO BEVUTO BENE E MOLTO"?]e di provvidenziale manna su tovaglia bianca ornata di fiori [COME SOPRA. IO NON SO SE TU SIA MELENSO O NO, MA LE TUE ESPRESSIONI LO SONO OGGETTIVAMENTE. RILEGGITELE E SAPPIMI DIRE].
Il ripetuto atto di generosa assimilazione [YOU MEAN "FOOD AND WINE"?] si è riverberato su certa circonferenza [ORA VEDIAMO UN PO' COSA SIA UN "ATTO CHE SI RIVERBERA SU UNA CIRCONFERENZA" SULLA CIRCONFERENZA NULLA DA DIRE. GIA PIU ASTRUSO E' L'ATTO (DI QUALSIASI COSA) DI RIVERBERARSI SULLA SUDDETTA CIRCONFERENZA, CHE, ESSENDO UNA FIGURA GEOMETRICA ASTRATTA, NON E' IN GRADO DI RIVERBERARE UN BEL NULLA (ALTRIMENTI NON SAREBBE UNA FIGURA GEOMETRICA). DA CUI SI DEDUCE LA SEGUENTE PROPOSIZIONE: "DATA QUALSIASI COSA, UN CIRCONFERENZA, NON LA RIVERBERA PER NULLA". SE POI CHIEDI ALLA TAPINA DI RIVERBERARE UN ATTO, LEI CI RESTA PROPRIO MALE, SI SENTE INFELICE ED INCOMPRESA COME FIGURA GEOMETRICA. cE L'HAI CON LE CIRCONFERENZE? ODII I SEGMENTI DI RETTA E LE SEZIONI CONICHE? QUESTO E' UN "ALTRO DA TE" CHE DOVRESTI RICONOSCERE E SEPPELLIRE PER SEMPRE altrimenti detta "curva del benessere", [CI SIAMO DI NUOVO!!!! LE CIRCONFERENZE NON HANNO INTRPRETAZIONI "ALTRE DA SE'" E NON SI SOGNANO NEPPURE DI ESSERE "CURVE DEL BENESSERE". QUESTO CONCETTO L'HO TROVATO SOLO NELLA SPAZZATURA DEI BIORITMI"il che ha offerto stimolo per l'attuale ascetica pratica di rinuncia - meglio, chiamiamola moderazione [ E QUI SCUSAMI, NON POSSO FARE A MENO DI NOTARE CHE LA TUA MODERAZIONE E' UN PO' INEFFICACIE, VISTO CHE NON TI MODERI NEL DIRE COSE CHE SEMBRANO DIRE, MA SONO INVECE DI UN MUTISMO CONCETTUALE, SEMANTICO ED UMANO ASSOLUTO; UN SILENZIO RIMBOMBANTE!!!]- il che conferma come nel male non vi sia male soltanto, ma spesso [IL PEGGIO]il seme per nuovi frutti da cogliere.
Ciò da un lato accomuna il pensiero orientale non-dualista [SCUSAMI DI NUOVO, MA SE PER ELIMINARE IL PENSIERO "OCCIDENTALE E RIGOROSAMENTE DUALISTA" BASTA VINO E CECI, ALLORA KANT AVREBBE DOVUTO UBRIACARSI PER CAPIRE CHE SI STAVA SBAGLIANDO. E' ONESTAMENTE DA SCONSIDERATI LASCIARSI ANDARE A PASSAGGI PSEUDO LOGICI DI QUESTO TIPO. UNO BEVENDO SI UBRIACA E BASTA. SE POI RITIENI PIU' COMODO UBRIACARTI CHE RAGIONARE, SONO FATTI TUOI]con la meticolosa definizione dell'altro da sè [E QUI TI PREGO DI FARCI SAPERE, FINALMENTE A TUTTI QUESTA STRAMALEDDETTA DEFINIZIONE, PERCHE, A PARTE QUELLI CHE SI BEVONO TUTTO, NON CE LA HAI MAI FATTA SAPERE], che in questa sede ha raggiunto livelli di indiscutibile maturità [FALSO, SE TU LO AVESSI FATTO, AVRESTI CAPITO CHE, DIETRO LO SCHERZO ED IL CICALECCIO, LE MIE CRITICHE ERANO SOSTANZIALI]
Conseguenza non tracurabile è però una esponenziale diminuzione quantitativa - e, permettetemi, qualitativa - dell'eliminazione dell'altro da sè. [E VEDIAMO ANCHE QUESTA "DIMINUZIONE ESPONENZIALE E QUANTITATIVA DELL'ELIMINAZIONE DELL'ALTRO DA SE'". pRIMA OSSERVAZIONE: SE LA DIMINUIZIONE E' QUANTITATIVA, ALLORA E' MISURABILE. SE E' MISURABILE, NE VIENE INVITABILMENTE CHE ANCHE L'ALTRO DA SE' E' MISURABILE. MI SPIEGO. PERCHE' IL CONSUMO DI BENZINA E' MISURABILE (LITRI/KM), LA QUANTITA' DI BENZINA DEVE ESSERLO (INFATTI CI SONO I LITRI). ORA SE RILEGGI LA TUA FRASE, VEDRAI CHE UNA CONSEGUENZA INEVITABILE DELLA STESSA E' "L'ELIMINAZIONE DELL'ALTRO DA SE' E' UNA QUANTITA' MISURABILE". IL CHE' NON HA CAPO NE CODA, E NON PER COLPA MIA]
Ora, il dubbio non risiede tanto nella possibile contrarietà dell' oggetto stesso [ONESTAMENTE E SENZA CATTIVERIA. QUALE OGGETO?], recluso ad un ruolo esterioremente marginale [ESTERIORMENTE MARGINALE OPPURE INTERIORMENTE MARGINALE],
quanto nella limitazione di un riconosciuto piacere di natura anche spirituale, e lo abbiamo dimostrato, il che contrasta con l'intento di dominio degli impulsi troppo spesso beatificati come "istinto" al quale obbedire. [QUESTO SI CAPISCE].
In sostanza, due differenti approcci evolutivi sembrerebbero entrare in contrasto, e non è chairo quale sia la voce da ascoltare [PER FAVORE NON LA TUA!!!E' SBAGLIATA!!!].
Il problema, lo so, apre ampi squarci d'inquietudine [ONESTAMENTE SI], come un incudine che squarcia la leggerezza del confronto,
confronto al quale per mio conforto pongo il problema della futura leggerezza affinchè la sopracitata curva acquisisca caratteristiche concave e non più convesse, che forse paiono le stesse - ahi, quale inganno - ma tali non sono. saluti [QUESTA ULTIMO PERIODO E' DA NEURODELIRI E NON SI SA COME COMMENTARLO].
CARO, IO NON DUBITO CHE TU ABBIA LETTO UN PAIO DI LIBRICINI SULLO ZEN, CHE TU LI ABBIA MAL DIGERITI, MA CHE TI RICORDI QUALCHE FRASE QUI E LA'. MA DICO: "SIAMO MATTI"!!!! TU LEGGI TROPPE PREFAZIONI ED HAI UNA PERICOLOSA TENDENZA A PRENDER FISCHI PER FIASCHI. BLA BLA BLA=3BLA MICA QUALCOSA DI SENSATO. IO LO DICO PER MOTIVI DIDASCALICI, NON TANTO PER TE, MA PER QUELLI CHE CI POSSONO CREDERE. QUESTA E' PACCOTTIGLIA CHE PUO' FAR MALE. SMETTILA!!!!!

greenie ha scritto:

> Il mio rapporto con l'altro da me che era me non è problematico
> perchè gli riconosco l'oggettivo fatto che era me.
> Spero che ognuno, ogni giorno, si approcci con l'altro da se
> che era in se ed accetti con serenità questo atto
> evolutivo.Ognuno ha piacere nella creazione di questo altro da
> se anzi, è stato scientificamente riconosciuto un piacere
> nell'atto del distacco che definirei catartico e
> creativo-evolutivo.
>
>
> So però che alcuni non sentono questa esigenza che io vivo ogni
> giorno e creano dentro di se delle barriere,si induriscono
> dentro,situazioni da cui ci si stacca prima o poi con molto
> dolore in questi casi, a volte anche lasciando delle ferite
> dentro di noi che ci fanno sanguinare.Altri chiedono aiuto
> all'esterno per facilitare questa evoluzione; non sono
> d'accordo con l'abuso di questo aiuto perchè ognuno di noi deve
> trovare dentro di se la forza per sugellare questo distacco e
> l'aiuto credo sia deleterio alla lunga.
>
> Perchè non accettarlo?Io credo fermamente che sia nella natura
> delle cose anzi, vorrei invitare chiunque a rilassarsi all'atto
> del distacco da ciò che diventa altro da noi e che prima era in
> noi ; a volte alcuni hanno una frenesia tutta particolre , per
> contro ,in questo distacco.......In parte ovviamente questo
> dipende dai nostri imput a priori che sono alla base del
> processo della crescita, a volte solo dall'ansia........
>
>
> Invito caldamente all'esercizio quotidiano (quando ci si sente
> pronti , mai forzare i nostri ritmi vitali )con una
> respirazione ritmica, profonda , lenta e cadenzata di fronte
> una finestra rigorosamente aperta, con la visualizzazione di
> ciò che si sta creando al di fuori di se , ovviamente seduti e
> rilassati e soprattutto nella creazione di un angolo apposito
> nella casa dove poter entrare in contatto con l'altro da se che
> era in noi, il suo riconoscimento non traumatico e il suo
> distacco con serenità.
>
> Io alla fine visualizzo sempre una cascata che lava ogni
> traccia di ciò che ero ed era in me che catarticamente mi
> ricongiunge con una nuova immagine di me, più leggera e felice.
>
> Credetemi , questo è lo spirito della crescita e
> dell'evoluzione




 Re: l'altro da me che era me
Autore: sherardia 
Data:   14-09-03 16:57

A PROPOSITO POI, DELL'ICUDINE CHE SQUARCIA LA LEGGEREZZA DEL CONFRONTO, SONO D'ACCORDO CON TE SUI RELATIVI SQUARCI DI INQUITUDINE. VEDERE LA LEGGEREZZA DEL CONFRONTO COSI' ORRIBILMENTE SQUARCIATA, NON TANTO DA UNA OSSERVAZIONE TROPPO SERIA O DAL RICORDO DI UN DOLORE PASSATO, DA UNO STARNUTO DELL'ALTRO DA SE, MA DA UN INCUDINE NON PUO', NE CONVENGO, CHE INQUIETARE, ANCHE PER PAURA CHE IL SUDDETTO INCUDINE SPACCHI UN FRACASSO DI MATTONELLE DEL PAVIMENTO.
SALUTI


 Re: l'altro da me che era me
Autore: sherardia 
Data:   14-09-03 17:07

A PROPOSITO DI "Autore: greenie (---.pool212171.interbusiness.it)
Data: 16-02-03 12:27

Mio amico Walter, cosa ne penso?

Penso che nessuno abbia mai disegnato l'altro da se che era in noi con una efficacia così coinvolgente e sincreticamente intesa nella esplicitazione della semplicità del gesto corale e democratico, perchè questo è un dato di fatto, l'altro da se che era in noi è democratico

come sempre risvegli in me ricordi sopiti nell'oblio conoscitivo.

due parole......Platone e il mito della caverna.
perchè l'uomo entra e poi esce dalla caverna?cosa lo spinge dentro e poi fuori se non una necessità compulsiva della scoperta dell'altro da se che era in se originariamente?La visione dell'altro da se che era in lui che avviene nella caverna o fuori, a seconda dell rapporto uomo metereologia,non è forse la chiave del pensiero filosofico del mondo antico?"

PER PLATONE, LO STAR NELLA CAVERNA E' UNO STATO ESISTENZIALE. CAPISCO CHE L'IMMAGINE POSSA CONFONDERE. "SE ESISTE L'USCITA- UNO SI DICE- ALLORA SI PUO' PER FORZA USCIRE ED ENTRARE". e SI SBAGLIA PERCHE' IN QUELLA CAVERNA, SECONDO PLATONE, UNO C'E', CI E' NATO E CI RESTA. NON CI SONO EQUIVOCI INTERPRETATIVI SU QUESTO PUNTO (VEDI QUALSIASI MISERABILE STORIA DELLA FILOSOFIA, MA ANCHE L'ORIGINALE VA BENE. QUINIDI E' POSSIBILE RISPONDERE CON PRECISIONE ALLE TUE DOMANDE:
"
cosa lo spinge dentro e poi fuori ?"
RISPOSTA :NULLA VISTA CHE IN OGNI CASO DALLA CAVERNA NON SI ESCE E NON SI ENTRA. SE POI ESISTE UNA TARDA REVISIONE DEL MITO PLATONICO DELLA CAVERNA IN CUI "una necessità compulsiva della scoperta dell'altro da se che era in se originariamente" PERMETTE DI ENTRARE USCIRE (MAGARI PAGANDO), NON NE SO NULLA. iL TUO E'
UN "PLATONE A LA CARTE (O PAPIER DE TOILETTE).
SALUTI


 Re: l'altro da me che era me
Autore: sherardia 
Data:   14-09-03 17:14

Autore: Sara (---.37-151.net24.it)
Data: 10-09-03 13:42

Complimenti a greenie e walter (e a chi ha capito la loro profondità e ha collaborato...) e un grazie alla mitica sherardia (Complimenti x l'acume cara...)
Spero la discussione continui o riprenda...sarebbe interessante affrontare l'argomento adesso...dopo la pausa estiva, adesso che è necessario tornare alla regolarità che magari in vacanza abbiamo perso o mutato
Baci a tutti
vado a riempirmi d me
RosaStrega

CARISSIMA
IO HO CAPITO LA RPOFONDITA' DELL'ARGOMENTO, MA NON MI E' SFUGGITA LA PROFONDITA' ABISSALE DELLA SUPERFICIALITA' CON CUI VENIVA TRATTATO. COSA CHE A TE PROPRIO NON E' CAPITATO. CONDOGLIANZE


 Re: l'altro da me che era me
Autore: Sara 
Data:   15-09-03 19:20

No, è vero cara sherardia...sono proprio una povera stupida che crede nei paroloni di gente che si crede chissà chi come walter e greenie!
Meno male che ci sei te che ci illumini tutti...

...LA PROFONDITA' ABISSALE DELLA SUPERFICIALITA'...
cavolo che espressione coerente coi tuoi discorsi!!! COMPLIMENTONI!

Ciaooo

PS x tutti: Dato che scuola è iniziata x tutti e io probabilmente domani ho i precorsi di mate....

MERDA MERDA MERDA A TUTTTI!!!
(lo dicono i ballerini ma direi che va bene lo stesso ^___^)




 Re: l'altro da me che era me
Autore: greenie 
Data:   15-09-03 20:34

walter...c'era una canzone delle Kessler che aveva come ritornello la ripetizione in ritmo je je (o ritmo twist)di queste parole

''su suuuuu...giù giùùùùùùù''


In chiave dietrologica e sincretica non ti pare sia il massimo in merito alla visualizzazione della resistenza all'allontanamento dell'altro da se dal se?
potrebbe essere un buon esempio paradigmatico da inserire nel meeting dimostrativo cui avevamo invitato tutti tra una dipositiva e l'altra.

Sai che i supporti audio fono visivi sono il massimo per la memosi......che te ne pare?


 Re: l'altro da me che era me
Autore: sherardia 
Data:   16-09-03 12:26

carissima sara,dai ,su su,non sklerare,"la cosa è grave ma non è seria".....dunque vediamo.....hai dato 2 risposte:
la prima per elogiare la profondità dell'argomento e fare i "complimenti" a me.
la seconda idem con patate.........
un intervento un pò più interessante tipo ke so....riflessioni,commenti,deduzioni o confutazioni sull'argomento trattato?...no?....è kiedere troppo?:D :D :D :D :D :D
seidan
sher


 Re: l'altro da me che era me
Autore: sherardia 
Data:   16-09-03 22:48

perchè vedi,prima di dire ke hai capito e accusare uno di non aver capito,dovresti far capire a chi secondo te non ha capito che tu hai capito!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!:D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D
oltretutto mi sembra di aver messo ben in evidenza la "profonda lacuna" di greenie sull'argomento"caverna di platone".............cosa che naturalmente lui ha sorvolato 8) 8) 8) 8) 8) 8) 8) 8) 8) 8) 8) 8) 8)...e tu non hai capito!!!!!!!!
seidan
sher


 Re: l'altro da me che era me
Autore: Sara 
Data:   16-09-03 23:37

Io non avrò capito quello che dici tu...ma permettimi di darti un consiglio...trovati un po' d tempo e rileggiti tutti i messaggi...sorvola sulla lunga polemica che c'è stata tra e e il resto del forum...magari potresti intravedere qualche nuovo punto d vista.


 Re: l'altro da me che era me
Autore: sherardia 
Data:   17-09-03 00:17

però continui ad eludere l'argomento....scusami sai,ma credo ke tu continui a non capire...........................................mi spiace


 Re: l'altro da me che era me
Autore: Sara 
Data:   17-09-03 00:27

Anch'io penso lo stesso di te sai?
Cmq compenserò nn appena mi verrà l'ispirazione...e prima o poi mi verrà, tranquilla


 Re: l'altro da me che era me
Autore: greenie 
Data:   17-09-03 10:49

sara, hai capito lo spirito divertissement intellettuale di fondo del post, brava:smack) :smack) :smack)
non lasciarti travolgere da scrupoli o remore e via libera alla tua fantasia .
Aspettiamo resoconti e e riflessioni pacate in merito a questo argomento.

BACIONE


:smack) :smack) :smack)


 Re: l'altro da me che era me
Autore: walter 
Data:   19-09-03 01:11

Greenie, la tua idea mi sembra davvero ottima!
purtroppo non conosco la senz'altro pregevole canzone di cui parli, ma mi sembra che il ritornello sia quanrto meno indicato ai nostri nobili scopi.
è la logica dell 'in & out. Riferendomi al sit in che andiamo progettando, direi che potrebbe anche divenire un sit out nel momento di massima partecipazione qualitativa, all'apice del gaudente sforzo e della conseguente riacquisizione di leggerezza.
d'altra parte si nasce tutti leggeri, no? ....che noi - nel piacevole puntuale percorso quotidiano (notare le tre P, che fanno :-PPP) - si tenda forse inconsciamente ad un ritorno allo stadio natale? ipotesi interessante, che andrebbe sviscerata allorquando le viscere fossero occupate in altri movimenti.
grazie anche all'equilibrata e puntuale amica rosastrega, che con poche parole ha dimostrato di aver colto lo spirito dell'iniziativa, e grazie all'amica sherardia che dimostra di leggere ciò che scrivo con così grande attenzione, la cosa mi onora davvero.
Greenie, anch'io avrei una canzone da proporre, ed è quel vecchio pezzo di Zucchero intitolato "Rispetto", in particolare quando il nostro canta "..ma che dolore.. che gran dolore..." riferendosi alla fase di autoanalisi atta a identificare la necessità dell'eliminazione dell'altro da sè. Ed inoltre quella parte che recita ".. e allora tira... che si spezza dai...", che - mi sembra chiaro - si riferisce esplicitamente al dotarsi di morbido frammento cui accennavo diversi post or sono, quella zona cellulosea sull quale - a piacere - annotare i propri passi (sempre meno incerti), come in una sorta di grimorio magico-scientifico, o utilizzarlo invece come strumento pratico di allontanamento finale dell'altro da sè. Se è vero che "ciò che è sopra è anche sotto" è in certa misura vero che "ciò che è dentro è anche fuori". Gli alchimisti lo sapevano bene, e lo sappiamo anche noi, anche perchè senz'altro alchemica potrebbe divenire la nostra ricerca, sulla scala dei dieci piani che furono bianchi.
Che vi sia una sorta di potenziale pietra filosofale nell'altro da sè?


 Re: l'altro da me che era me
Autore: greenie 
Data:   20-09-03 08:38

Ipotesi interessante;in effetti all’atto della creazione del proprio altro da se oltre alla acquisizione di un se più leggero vi è un contemporaneo regresso alla fase infantile con la definizione di un nuovo se, più leggero e ancora incontaminato esorcizzato attraverso il parto dell’altro da se stesso.
D’altra parte , come tempo fa introdusse lo stesso Jack in un suo post acutissimo ma purtroppo sottovalutato nella sua essenza, possiamo concentrare le nostre osservazioni anche sull’io sarà, nella prefigurazione quindi dell’attesa del parto stesso.
La differenza banale che a questo punto viene operata è che mentre nel parto effettivo è solo la donna che partorisce un altro da se che era in se ma non era se, qui il parto è completamente asessuato,cioè uomini e donne possono partorire il proprio altro da se , e soprattutto si partorisce un altro da se che era in noi ma che era noi ed inoltre il partorito effettivo, il neonato non è più l’altro da se solo , ma anche la persona stessa che partorisce in quanto regredisce allo stato infantile di leggerezza e pulizia stessa nascendo così nuovamente.
Chiediamoci allora se questa duplicità partoriente regredente allo stato natale per consentire una nuova evoluzione cui seguirà una successiva liberazione , stabilendo così una ciclicità di eventi (liberazione per potersi riliberare)e partorito regredente ad uno stato di fissità nel tempo sia una sorta di muta personale che noi effettuiamo e senza la quale crescita personale non c’è.
Se è vero che l’unico modo per poter apprendere è quello di guardare con occhi di bambino di fronte le cose esercitando la curiosità che solo una mente scevra da sovrastrutturazioni derivanti dall’esperire consente, allora la creazione dell’altro da se e la rinascita personale che ne consegue si possono prefigurare come elementi di indispensabile rilievo nella neogenesi del se e successivo sviluppo della sfera gnoseologica.
Come nel mito della fenice che rinasce dalla proprie ceneri dunque , noi rinasciamo dal nostro altro da noi autopartorendoci ; se è vero inoltre che ogni giorno rappresenta una esperienza dalla quale apprendere nuovi elementi del sapere , esperienza nuova completamente diversa dalla precedente e , come Rossella afferma travolta dal vento che se la porta via, domani è sempre un altro giorno questo spiega anche la cadenza regolare giornaliera con qui necessariamente dobbiamo creare il nostro altro da noi per poter essere nuovi noi, aperti alla novità.
Solo in questa condizione dunque si può veramente apprendere, con una mente libera e aperta, nella completa assonanza latina del mens sana in corpore sano.
Se dunque questo è verificato da un semplice sillogismo logico, mi chiedo se coloro i quali noi consideriamo universalmente esseri superiori, Einstein ,Leonardo ecc, si distinguano dalla massa per la loro capacità di non esaurire il loro nuovo se nel giro di una giornata come accade a tutti ma siano dotati di una frequenza di rinnovamento e quindi di autocreazione di un nuovo se più alta rispetto quella comune o che il loro rinnovamento sia più profondo.
E’ affascinante supporre che in questi casi le capacità di conoscenza siano associate ad un duplice o triplice distacco giornaliero dall’altro da se che determinerebbe dunque un rinnovamento del se a più riprese nel corso della giornata, contrapposto alla semplice cadenza giornaliera normale, alternativamente ad un distacco giornaliero percentualmente più grande e voluminoso in una sola risoluzione .
Certo, in questi casi limite la conoscenza della privacy della persona consentirebbe una sostanziale comprensione degli elementi fattivi delle dinamiche interelazionali tra il se e l’altro da se finalizzato all’incremento della conoscenza ,del sapere umano , la compenetrazione dell’elemento altro(conoscenza) da parte del se.
E questo richiama in diretta un discorso fatto in chat, in merito.
Se ci si affida allo gnomo per sapere e non si opera singolarmente, questo farebbe capire che alla base della turbativa c’è un cattivo rapporto con il proprio altro da se, resistenza al distacco tale da determinare il rifiuto del distacco e la conservazione in se di tutto l’altro da se fino ad arrivare al punto che , completamente consapevoli di essere ormai solo altro da se,ci si deve affidare solo allo gnomo per poter celare l’intento manipolatore derivante dall’ essere solo altro da e ormai e non più se..………o nel desiderio di evasione da ciò che si è, solo altro da se ormai, per dirla all’inglese , con un trip, una vacancy, un voyage in cerca di sollievo da se stessi....male male....in questi casi una contemplazione yoga concentrandosi su una prugna blu farebbe miracoli........


 Re: l'altro da me che era me
Autore: greenie 
Data:   03-10-03 07:58

heheeheheh;) ;) ;) ;)

ne preparo un altro ihihihihihihihihih


 Re: l'altro da me che era me
Autore: sherardia 
Data:   06-10-03 21:44

CARI RAGAZZI,
VI SCRIVO QUESTA MIA PER FARVI SAPERE CHE NON SI FA' COSI'!!! ED IN PARTICOLARE: GLI ORECCHIANTI SONO TIPI CHE ASCOLTANO, PER DEFINIZIONE. SE UNO PRENDE UNA PAROLA QUI ED UN'ALTRA LA' PERCHE' LE HA SENTITE DIRE, O LE HA VISTE SULLE RIVISTE DI ESOTERIA, E LE MESCOLA CON VAGHE REMINISCENZE LICEALI, PRODUCE:
UN BRODETTO DI CAPI E CODE CHE NON STA IN PIEDI NEPPURE AD INAMIDARLO. OH BEATA MODESTIA, DOVE SEI FINITA? PERCHE', VOLENDO SEMBRAR PIU' GRANDI, FINITE PER MOSTRARE LA VOSTRA, SI FA PER DIRE, NANITA' CULTURALE. PERCHE' CITAR PLATONE QUANDO NON SI E' CAPITO COSA HA DETTO IL TAPINO. MEGLIO CITARE IL CALZOLAIO CHE HA LA BOTTEGA SOTTO CASA, NON E' NOTO COME PLATONE, MA MAGARI DICE DELLE COSE PIU' INTELLIGENTI DI PLATONE. OH IMMODESTIA, QUANTI UOMINI UCCIDI, CHE POTREBBERO ESSER MIGLIORI SE NON CREDESSERO DI DIRE MENTRE NON DICONO, MA RIPETONO A MEMORIA PEZZI DI FRASI SENTITE E MAI CAPITE!!!!! SCUSATEMI RAGAZZI, MA SIETE DELLE SONORE BUFALE, CHE BLABLANO NEL VUOTO, GONFIANDOSI COME TACCHINI AL SUONO DELLE LORO PAROLE CHE NON CAPISCONO. SIETE LA PUBBLICITA' BERLUSCONIANA DELLA CANZONE "COSA MI IMPORTA SE IL MONDO MI RESE GLACIAL!!! PARAPAPA... QUANDO IL MIO PRIMO AMORE MI DISTRUSSE LA VITA SOLO E RAMINGO PEL MONDO MEN VO POROPOPO". A PROPOSITO DI PRUGNE BLU E DI GNOMI.... E CON QUESTO BASTA, SMETTETELA, VI FATE MALE.


 Re: l'altro da me che era me
Autore: greenie 
Data:   18-10-03 16:16

LIBERTE' EGALITE' FRATERNITE'


gli studi moderni riconoscono che i prodromi dello spirito rivoluzionario francese ebbe luce nei salotti altoborghesi e nobili .E' noto infatti come eminenti personalità del tempo come Madame de Pompadour,per lungo tempo maitress en titre del Re beneamato, Luigi quindicesimo, intrattenesse una fitta corrispondenza con Voltaire e si adoprasse per la promozione presso il Re della pubblicazione della famosa Enciclopedia.
Madame Geoffrin , donna poco istruita dal canto suo ma molto colta sapeva eccellere intellettualmente nel suo salotto, molto più borghese di quello della ompadour , che tra le altre attività presiedeva con equilibrio al consiglio reale .
Il sucessore, Luigi sedicesimo, fu un re privo notoriamente di amantie di salotti, un ottimo padre di famiglia, premuroso ma non illuminante, che avrebbe preferito fare l'orologiaio al dur metier du roi...sua moglie Maria Antonietta invece , fu falsamente calunniata in merito a spese scellerate; la stessa regina incece,ad esempio, rifiutò di acquistare la famosa collana dei fratelli Bohemer per devolvere la cifra per il più pratico acquisto di una nave da guerra.Il fatto che esulasse dalla corte preferendo la semplicità della vita al Petit Trianon o nell'Hameau contrasta alquanto conl'immagine di donna intrigante che non fu mai....


si dice in questi casi che che i semi intellettuali gettati in terreno fertile abbisognano di tempo per ingrandirsi per poter germogliare e il regno di luigi sedicesimo storicamente ha avuto, dicono questa valenza attualizzante.

in realtà, come possiamo ben comprendere, l'impostazione è tutt'altra storicamente parlando.
La triplicità della formula rivoluzionaria è atavicamente desumibile da una condizione umana che trascende il salotto intellettuale e richiama un'altra ben più utile stanza della casa, quell'angolo avulso da convulsioni quotidiane in cui si sugella il distacco dall'altro da se che era noi e dopo non lo è più

.
LIBERTE'

l'atto liberatorio di liberazione di allontanamento dell'altro da se, immagine speculare di un passato da noi interiorizzato cui non riconosciamo più una valenza dinamica ,èalla base di questa prima focalizzazione filosofica.La liberazione da ciò che si era e non si è più si compenetra con l'istinto rivoluzionario di erezione di un nuovo codice morale che liberi da tabù moralistici o intellettuali nella estrinsecazione dell'esercizio del distacco, inopinabilmente ineludibile nella dinamica del cambiamento coatto cui l'evoluzione quotidiana induce, a meno della creazione di indurimenti del se in forme schematicamente rigide e inespressivamente superonistiche.

EGALITE'


il concetto di uguaglianza richiana immediatamente la comunione della natura umana che ha luogo nella equiparazione delle persone nel gesto del distacco dall io fui e non sono più.La comunanza della modalità operativa, dell'impulso propulsivo che spinge in noi verso una duplicazione del se come io fui e io sono, unico momento in cui il mito dello specchio infranto di Lacan trova una via di uscita attraverso una accettazione dell'immagine infranta gioiosa e non conflittuale e indebolente è alla genesi di questo caposaldo filosofico




FRATERNITE'


Le dame di versailles , nei loro diari dicono che nulla di meglio ci fosse se non raccogliersi gioiosamente nell'atto del distacco dall'altro da se nei giardin di corte, in un comune moto fraternodi reciproco ribadire delle umane necessità di evoluzione e interazioe del se col se altro.
La vicinanza di più persone nella ricerca della liberazione dal passato io , da walter e me auspicata, sotto forma di un meeting , la dice lunga sulla impostazione della interpretazione della necessità di liberazione gioiosa dell'altro da se



Si potrebbe discutere sulla cosa, a ben vedere, cercando di inserire , in questa giusta ottica il ruolo della ghigliottina nella rivoluzione;ebbene, il dubbio è facilmente fugabile.Se l'altro da se non era altrimenti distaccabile in rappresentati dell'ancien regime, un regime cioè molto indurito e scarsamente interattivo nella liberazione di un intero apparato del se , sclerotizzato ee ormai incapace di distinzione ogettiva dall'altro dase stesso col se, la necessità di trovare altre vie fisiche di liberazione , oltre quelle canoniche , indusse i rivoluzionari a cercare di definire una nuova liberazione del conflitto''altro da se sclerotizzato '' col se che non riusciva a liberrarsi da troppo tempo dell'altro da se.
Se è vero che Freud è il padrone delle pscicanalisi come studioso delle interazioni mente corpo , ebbene già i rivoluzionaricompresero che era sulla testa che si doveva agire per svecchiare il se da altro da se sclerotizzato individuando una viadi uscita più immediata .


 Re: l'altro da me che era me
Autore: Elvendil 
Data:   19-10-03 16:10

sapete, più cerco di capire sto post, più vado fuori di testa, è meglio che ci rinunci va...:p :p :p


 Re: l'altro da me che era me
Autore: greenie 
Data:   19-10-03 19:57

elve, se ti becco in chat ti dico di che si parla....poi però promettimi una cosa; se ti sembra poco elegante come modo di fare scrivilo qui, se invece ti farà scompisciare dalle risate , beh, dai scrivilo lo stesso
si accettano critiche e interventi in merito


ciao elve


 Re: l'altro da me che era me
Autore: greenie 
Data:   20-10-03 06:57

:)

shoccato, elve?


 Re: l'altro da me che era me
Autore: greenie 
Data:   21-10-03 10:57

<greenie tasta il polso di Elvendil e guarda l'orologio preoccupato assai>



eppur si muove.......:( che è successo?


 Re: l'altro da me che era me
Autore: walter 
Data:   03-11-03 23:19


Carissimo Greenie, lode a te per i tuoi ultimi due lunghi interventi, nei quali hai davvero superato te stesso. Non so dove tu possa trovare tanta costanza nel dire la tua, ma prometto un non troppo tardivo intervento in merito, poiché molto è ancora da dire, da assimilare ed espellere, mostrando al mondo il frutto ben più che maturo.

Ti chiedo però – e non lo si scambi per crudeltà, giammai – di non svelare al caro Elvendil più di quanto non sia già svelato da queste pagine.
In fondo qualsiasi arricchimento non può che derivare da uno sforzo – così come da uno sforzo può derivare un materiale alleggerimento – e quindi la comprensione della materia filosofale (per nostra fortuna differente da pietra, e così sia) è in realtà il giusto premio alla volontà del comprendere, e che questa non sia affrettata o impaziente.

Nelle regole delle cose è da sempre iscritto l’alchemico “silentiumâ€, poiché comprenda solo chi Deve comprendere. La metà è ambiziosa, che ambizioso lo sia anche il ricercatore, e paghi giustamente il dolce prezzo qui richiesto. Altrimenti potrebbe ritrovarsi faccia a faccia col vero senza esserne pronto, e magari sprofondare nel pozzo oscuro dell‘incoscienza, o far ricorso alla fobia dello gnomo che beve vino rosso, o altre amenità da noi ben distanti. buona ricerca e a presto.


 Re: l'altro da me che era me
Autore: greenie 
Data:   05-12-03 16:06

non credo che il caro elvendil ne sappia più di prima....la mia bocca cucita è ;)


 Re: l'altro da me che era me
Autore: greenie 
Data:   06-01-04 07:49

ah, come dire, quando si è dei trend setters come noi....




cmq stavo facendo zapping e che ti sento? una battuta sull'altro da me citando passi e interpretazioni da noi date, wal......direi che siamo ora anche dei muse niente male ehehehehheheheheheheheheh


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