Autore: ghianda
Data: 06-01-03 11:47
Sai, la prima frase che mi è uscita di bocca che mi ha fatto riflettere rissale a quando circa avrò avuto 15 o 16 anni (e non eravamo i 15/16enni di adesso), nell'ennesima lite con mio padre che doveva comandare la mia vita, e io, da super ribelle, piuttosto che essere come lui voleva avrei fatto l'opposto (sapeste la fatica per capire che cmq tutto ciò anche se giusificabile è sbagliato perchè mi allontana dalla verità ). Già a quell'età cianciava di inserimento nella società (appena sento nominarre queste tre parole ancora mi vengono i peli d'oca)... diceva che così com'ero (solo perchè non mi piaceva conciarmi in gonne e tacchi e ciocche nei capelli) non avrei trovato nessuno e questo non ha perso il vizio di ricordarmelo, che stavo solo ritardando il mio inserimento in questa fatidica società perchè chissà che pensava la gente, se fosse un datore di lavoro una come me non la assumerebbe mai, e decine di altre cavolate estetiche, perchè mai una volta ha cercato di andare oltre. Cosa questa che mi ha frustrato assai.
Mi ha strappato vestiti, persino una tuta dell'adidas, una cosa che ha tutto il mondo, perchè nella sua pazzia si è convinto che era un abbigliamento che mettevano solo i "disgraziati come me",fai un pò... beh, gli ho risposto che non intendevo diventare una persona che non sono e che mi farebbe schifo essere. e per sta cavolo di società , sapevo bene recitare la mia parte se serviva. Ovviamente non gli è bastato, ma nemmeno ora si è calmato che ho 23 anni (e infatti è di la che sbraita).
Però quel recitare, che mi è uscito per rabbia, è stata la prima cosa giusta.
Noi recitiamo. Ogni giorno. La sensazione che ho ogni mattina è non tanto di andare a lavoro, ma di andare lì a recitare una parte.
Pazienza l'ufficio che ho la fortuna di non dovermi vestire in tailleur ma i jeans sono tollerati, è proprio tutto l'ambiente. Il rapporto con gli altri, i fornitori, la diplomazia, mi sento di mentire ogni minuto la dentro. E così coi parenti, tanti piccoli "mio padre" che mi tolgono il respiro con le loro ansie..
Per farvi sorridere, mia nonna ha cercato di farmi vestire da "matrimonio" per andare a sentire un concerto di mio zio in un teatro anarchico.. perchè aveva paura che potessi far vergognare mio zio. Appurato che non sono nemmeno un punkabbestia, mi sono sentita umiliata. Ma cosa veramente conta? la mia presenza per l'affetto o la mia immagine di bella statuina? anche per le persone che ti dovrebbero volere bene?
Non ci sto.
Ultimamente non lascio perdere piu nulla, dico sempre ciò che penso perchè sono stufa di appoggiare la falsità di certi momenti, soprattutto con le persone vicine visto che se lo faccio in ufficio mi licenziano sul momento.
E così adesso sono sempre piùestremista, tra un pò piangono perchè dicono che mi hanno perso. Perchè io a differenza loro a un certo punto della mia vita ho cominciato a chiedermi il perchè. Di tutto, di ogni cosa, delle cavolate e delle cose serie.
Non sono solo le scelte difficili che tolgono la capacità di sognare.
Ma anche la paura, il preferire adagiarsi agli altri per non affrontare una possibile diversità . La paura di se stessi. Un pò come Matrix. Sai che non era vita reale ma per comodità il tipo si è fatto riattaccare dicendo"voglio essere un attore famoso"... non so se avete presente.
E più vado avanti, più mi accorgo di quanto estremista sia la società . E mi viene da ridere a sentire la tv e i giornalisti che parlano di equilibrio o di persone squilibrate.
Sei equilibrato se accetti le regole del gioco. Ma rinunci a te stesso.
Sei estremista, squilibrato,drogato, poco raccomandabile se vuoi capire chi sei davvero.
Curioso.. ah, mi trasferirei in Tibet, se solo i tibetani potessero riavere le loro terre. Davvero lo farei.
Parlare con alcuni di voi tra cui te, mi rilassa da morire(a parte mamma di la che sbraita perchè devo mangiare), ma sempre queste tensioni.
IL richiamo è chiaro netto forte. Montagna bosco.... vette... li potrei ricaricarmi. E mi piange il cuore a stare qui. il bosco, il mio ambiente che d'istinto chiamerei naturale. Come amo il suo profumo di humus e il rumore della natura che lo abita. L'odore dei funghi e dei ciclamini in autunno..
Oh si.
Litigare, ogni giorno litigare, mi sento morire.
prima avevo un ragazzo con cui sfogarmi e rilassami, ora non più.
E la città aumenta solo la percezione delle mie debolezze umane, che a volte finisco, dopo tutto ciò che ho capito, per sentirmi sola, triste, depressa.
E tutto ciò non funziona. Ho rallentato il mio cammino, non so se capite, mi sono ammalata senza nemmeno sintomi diversi dalla febbre e domani vado a lavoro cmq, anche se iil termometro si è fermato a segnare sempre quelle linee.
Tutto ciò dovrebbe parlarmi. Che forse non è questa la vita che fa per me.
Se solo riuscissi a riprendere la mia serenità , che mi darebbe l'ossigeno per muovermi in quella direzione.
Ho ancora molto da dire, ma ho litigato di nuovo.
Vi voglio bene tutti..
Emanuela, non so a chi di noi ti riferivi, sei in ogni caso dolcissima.

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