Autore: Amaranta
Data: 28-11-04 12:28
Carissima Amica,
ieri non avevo un racconto per te. Rimedio con queste righe oggi.
Ieri notte il fiume, le rive, gli alberi…tutto sembrava avvolto nella luce di un mattino senza sole, gelido e purissimo, tanto era forte la luce della luna. Tu potresti replicare che il cielo era nuvoloso e la luna coperta; tuttavia io il fiume incantato lo vedo sempre così : notturno, argenteo e le rive e gli alberi , tutto intorno, immersi in quella luce che uniforma ogni colore. C’è sempre troppo buio. O troppa luce.
Ma non è questo ciò che volevo dire: mi ha fatto piacere vederti arrivare e parlare con te.
Mi hai chiesto qual è la Domanda….che è poi come chiedere qual è la Risposta…
Son rimasta a fissare il fiume nel suo scorrere ma la domanda è rimasta quella, e la risposta pure…il senso..il senso…
Perché scorrere per miglia e miglia, ed incontrare valli, città , campagne, sperimentare con fatica secche poi rovinose piene, per poi ,dopo brevi illusori tratti apparentemente placidi finire col perdersi nel mare, scomparire, perdere l’essenza stessa, come nulla fosse?
Conosco la risposta: è valida questa come qualsiasi altra: la famosa “strada tra mille†tutte valide, e la verità sta nel nostro credere. Che peso…e che gioco d’equilibrio cercare di mantenere la stessa posizione, per me che non riesco ad esser mai in un qualsiasi pensiero attimo o situazione per più di pochi minuti…
Mi perdonerai se ho detto di non aver più voglia di incontrare valli, città , campagne, sperimentare con fatica secche poi rovinose piene…ma forse tu puoi capire, se come mi dicevi, hai superato "quel" limite capirai anche questo.
Il Fiume Incantato aveva tutta l’aria di chi comprende tutto, senza sapere nulla ed ho pensato quale dolcezza avrebbe portato scivolare nella corrente, sentirsi trasportare, e dissolversi con lui in un sonno senza sogni…mi ha trattenuto il pensiero dell’acqua gelata, oppure quello di non poter più sostare sotto un albero per ammirare un frutto acerbo, perché l’uomo è così, finge sempre di non aver compreso la lezione, per presentarsi puntualmente impreparato – sprovveduto di fronte alla vita - per avere l’opportunità di tornare e sbagliare nuovamente.
Quindi ho scritto queste righe, ho piegato il foglio e l’ho posato su una grande foglia secca, affidandolo alla corrente, così’ le leggerai, forse!.
P.S. : Ti auguro di superare costantemente ogni limite o confine: penso sia il più bell'augurio che io possa fare.
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