Autore: Camilla
Data: 11-10-04 19:27
E' troppo stupido per la sezione "Poesie e racconti", però è piuttosto rappresentativo... ok, è orrendo...
Mattino. Sveglia! La voce squillante di mia madre mi butta giù dal letto e io, pimpante come un bradipo, mi appresto ad iniziare la mia giornata. Innanzitutto, per inaugurare bene il nuovo giorno, sbatto una sonora testata contro il rubinetto perché il sonno ha la meglio sui miei (pochi) neuroni. Dopo di che mi accorgo che: -i pantaloni sono quasi tutti a lavare, salvo un paio che però devo smacchiare
- le scarpe sono rimaste fuori tutta la notte e sono congelate
- il cane ha vomitato sul tappeto qualcosa di giallo e improbabile
- il libro che cercavo e che due secondi fa era sulla scrivania ora è scomparso
- anche lo smacchiatore è scomparso
- mia madre è di pessimo umore
- mia madre è di pessimo umore perché è tardissimo.
Dopo che ho trovato lo smacchiatore, smacchiato i pantaloni, scovato il libro in cartella e indossato le scarpe gelate che hanno totalmente dissolto il tepore delle coperte salgo in macchina per farmi dare uno strappo fino alla fermata dell’autobus, e mia madre mi fa notare che lei deve arrivare in orario per portarmi a lezione di greco nel pomeriggio, cosa di cui mi ero completamente dimenticata. Provo a dire che posso andare in autobus, ma lei non mi sente e continua ad improperare, finendo con un “Ci andrai in autobus. Ciao, tesoro!â€
Dopo di che aspetto l’autobus giusto, ossia altri venti minuti al freddo, magari con un vento gelido e perfido che mi impedisce di vedere alcunché, ma per gli amici questo ed altro, e quando finalmente sono riuscita a salire possono verificarsi a scelta uno o più di questi avvenimenti:
- l’autobus è strapieno e bisogna fare a botte per un po’ d’aria
- l’autobus non è strapieno e c’è qualche posto a sedere, ma i caaaaari amici che ho aspettato sotto le intemperie me li fregano senza esitazioni
- l’autobus è semideserto, ci sediamo tutti con gioia, e scopriamo che alla guida c’è un pazzo la cui unica occupazione nella vita pare essere prendere i dossi a tutta velocità facendo fare salti paurosi (e dolorosi) a tutti i passeggeri
Finalmente la fermata è in vista, e allora bisogna farsi largo tra la folla per raggiungere l’uscita, perché tanto dietro non ti aprono mai/il pazzo ossia l'autista e i suoi scossoni rendono l'uscita un luogo lontano e irraggiungibile anche se sei seduto lì accanto.
Poi arrivo a suola: interrogazione. Ricreazione, scatto giù per tre piani di scale e dopo dieci minuti di coda riesco a prendere un caffè alla macchinetta. Compare qualche amico che me lo toglie di mano e lo beve tutto d'un fiato, per poi guardarmi con aria stralunata e sentenziare: "La prossima volta prendi la cioccolata.. il caffè non mi piace molto". Finalmente si esce. Passa l'autobus sbagliato, quindi devo cambiarlo alla fermata che sta proprio davanti al cimitero di Sesto. Poi, CASA. Mio fratello ha già mangiato tutto il pranzo, quindi devo farlo daccapo. Quattro o cinque ore di compiti e poi, verso le otto di sera, posso anelare a qualcosa da mettere nella pancia. Dopo di che, caracollo per un altro piano di scale fino alla ia camera, e mi addormento col felice pensiero che domai mi aspetterà un'altra giornata come questa.

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