Autore: Mezza mela
Data: 19-12-02 01:42
è una cosa che ho già scritto a nottebianca, ma mi ripeto volentieri:
La paura è costruita sul nulla con ossa di burro, è solo quando ci possiede che diventa qualcosa. A volte la prendiamo come palliativo e come scusa per non affrontare le cose, altre volte è legittima...ma in fondo è il nostro egoismo che ce la fa provare. Non mi pongo su un piano più alto, non faccio scendere dall'alto una saggezza che non possiedo, dato che io stessa ho paura di tutto. La domanda è un'altra: se io ho paura per qualcuno, è vero che ho paura per quella persona, o mi preoccupo piuttosto della mia reazione alla mancanza della stessa? E se io temo per me stessa, sto provando veramente paura, oppure è un riflesso incondizionato che nasce da una scarsa considerazione di me? E come si fa ad esorcizzare la paura e quella sensazione di groppo allo stomaco che mi procura? Qualche d'uno sostiene che la religione sia la chiave di tutto, Luke Skywalker, molto più laico, dice che "La forza è dentro di te"...grazie tante, ma dove? Come faccio a farla venir fuori? Sono domande che non troveranno mai una risposta. La paura non esiste come entità concreta, eppure in quanto astratta la proviamo e ci condiziona. Quindi, si, è lecito aver paura, ma non dobbiamo farci dominare da lei.
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