Autore: Medievalgirl
Data: 22-09-04 09:52
Solo in una regione, il Galles, questi popoli di razza cambrio-britannica mantennero ininterrottamente la loro lingua e le loro tradizioni; il contributo da essi dato a una letteratura specificatamente inglese è sporadico e indiretto e non appare che molto tempo dopo il periodo anglosassone. Ammesso anche che il re Artù, figura di grande importanza nei romanzi cavallereschi del periodo anglonormanno, fosse veramente un signore cambrio-britannico di quel periodo (ma non si trova notizia alcuna di lui prima del IX secolo, con la sola eccezione di un accenno, da parte di un poeta gallese degli inizi del VII secolo, a un guerriero che, benchè fosse coraggioso, "non era Artù"), non c'è nessuna ragione valida per considerare la sua trasformazione in eroe di romanzi cavallereschi medioevali e in figura centrale di molte leggende arturiane come parte di una eredità continua e diretta lasciata dalla Britannia alle civiltà successive.
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